Archives For User Experience and Interface

Finally, I understand why I love grey. But I’m not balanced or calm at all :)

 

Charles Minnard’s 1869 diagram of Napolean’s March to Russia

Stamattina a The Hub Milano per un appuntamento della serie Creative Mornings. Il tema questa volta è information design e l’incontro è con Francesco Franchi, che avevamo già incontrato per la newspaper map e che oggi è il chief designer di IL, magazine del Sole 24 Ore. Francesco sta raccontando come il cambiamento in redazione abbia riguardato non tanto la grafica quanto processi e organizzazione, struttura del giornale e modo di raccontare. Per arrivare a reinventare tutta la linea editoriale del magazine, da un generico lifestyle a una nuova focalizzazione: “L’attualità è il nuovo lifestyle”.  Mi ricorda il contributo di Jacek Utko al TED di qualche anno fa: ridisegnare vuol dire ripensare. E, sia per i magazine di cui si è occupato Utko sia per Franchi e IL, il risultato è un aumento delle vendite.

Sotto-trend di questa analisi possono essere il data journalism e le infografiche – qui ci si è passati spesso. E tu guarda cosa pubblica il blog di Google Analytics: un’infografica, quella sopra, che ha la bellezza di 140 anni. E le altre sulla pagina Wikipedia di Charles Joseph Minard non sono da meno – per esempio, vedi oltre la “Carte figurative et approximative des quantités de viandes de boucherie envoyées sur pied par les départements et consommateurs à Paris”. Accidenti, è una rappresentazione grafica dei consumi di carne nella Francia del 1858!  Continue Reading…

Certo che è cambiato davvero tutto da questo post del 2006: Le Mani Sul Video. Ora il Multitouch è gesto comune. Però pensa cosa sarebbe interagire come si fa con l’iPhone ma su uno schermo grande come una parete – o quasi, già 84 pollici non è male, no? E’ quel che si vede nel video sotto, con fior fiore di nuove applicazioni.

Interessante e utile. Il video racconta l’evoluzione dell’homepage di 37Signals – che oltre a Basecamp e gli altri hanno detto molto sulle metodologie di sviluppo software con Getting Real e poi ancor di più su nuove possibili organizzazioni del lavoro con Rework. Continue Reading…

Internet 2021

dottavi —  10 September 2011 — 1 Comment

Johnny Mnemonic - Internet 2021

Futuro remoto. Già sembra incredibile che siano passati sedici anni dall’uscita di Johnny Mnemonic. Ma ancora più incredibile è rivedere questo futuro oggi.

Johnny Mnemonic - Realtà virtuale

La Realtà Virtuale è uno degli immaginari più affascinanti della… storia della tecnologia. Ormai si può dire così: è un futuro che non si è realizzato. Però incredibilmente prolifico di invenzioni e di stimoli. Nel film, Keanu Reeves è un cowboy del cyberspace, in cui entra grazie a computer, guanti (sopra il render) e occhiali. Che fanno pensare alla realtà aumentata di oggi.

Johnny Mnemonic - Keanu Reeves

L’idea della realtà immersiva, in effetti, non è sparita. Non solo per i giochi di ruolo online. In fondo, anche Facebook ci porta a entrare dentro il computer, con il suo lo stream ipnotico. E’ un po’ una realizzazione delle visioni di McLuhan, no? Continue Reading…

Non stupisce che abbia raggiunto 200.000 Like in due giorni. The Museum Of Me è fantastica. Applica metodiche di Information Design ai tuoi contenuti estratti da Facebook, creando un digital exhibit. Molte forme sono note, ma trovo fortissima l’idea di prendere metodi di visualizzazione avanzati e applicarli a un dataset esterno, pubblico, anziché chiuso come solitamente accade. Sotto il video di un pezzo della nostra storia.

monome

E’ il contrario della Peggy: è anche un dispositivo di input, non solo di output. Ha alla base una sorta di Arduino – nel senso che è un sistema programmabile – ma dedicato alla musica. Affascinante. Monome.

Un Mondo Altro

dottavi —  16 December 2010 — Leave a comment

Video meraviglia. Per un museo… marittimo.

By Wirmachenbunt.de

Minority Report con Kinect

dottavi —  10 December 2010 — 1 Comment

Ecco, ora sì che mi è venuta voglia di una Xbox con Kinect. E grazie a Jaron Lanier per l’idea (e al MIT, of course).

via Engadget

Avevo già parlato di Jer Thorp per il suo Just Landed. Ricapito sul suo blog e trovo l’ultimo suo lavoro per Wired UK:

E’ l’analisi dei comportamenti telefonici di circa 10 milioni di persone. Alla fine è una semplice distribuzione di frequenza sulla durata delle telefonate degli utenti – la chiama talkativeness. I dati vengono dal laboratorio di Alberto-Lazslo Barabasi, che ha recentemente pubblicato Bursts: The Hidden Pattern Behind Everything We Do.

Vien voglia di andare a Vancouver. O di fare qualche riflessione più approfondita sul tema degli Open Linked Data, come fa Titti Cimmino in questo post.

Design dalla Florida, di un’agenzia specializzata in web per l’editoria e selezionata in una gara internazionale tra una rosa di 12 nomi, anche italiani. Impatto forte, e prima impressione molto positiva. Un salto qualitativo si nota subito in quella che è la parte più importante e sottovalutata di un sito, cioè la pagina “foglia” – nel nostro caso, l’articolo. Nel video sotto, come al solito quick and dirt, a un certo punto si riesce a vedere. Poco, perché purtroppo la risoluzione dello schermo dei demo point era 1024 x 768, e il nuovo sito de IlSole24Ore.com, che esce lunedì, è altrettanto o quasi (certamente più del 950 standard usato oggi), il che rende rende difficile farsi un’idea complessiva della pagina.

La pagina dell’articolo, incastonata sotto un header imponente che uniforma tutto il giornale, a prima vista offre un impatto da web magazine internazionale – ed era ora, accidenti. Sarà forse la nuova palette nero – rossa, o una griglia che, per quel poco che è stato mostrato, sembra pulita ed efficace. Uniformità: forse questo il primo miglioramento sensibile, visto che il Sole.com di oggi è un’accozzaglia di sezioni diverse per esperienza di navigazione, in cui regolarmente ti perdi, fatichi a trovare quel che cerchi e alla fine ti stufi e te ne vai. Vedremo quando sarà online la nuova edizione se questa promessa è stata mantenuta, cioè se il design non è solo grafico ma anche di ottimizzazione, appunto, dell’uso – cioè il design come ripensamento strategico e non solo questione estetica, ricordate Jacek Utko?

Il nuovo Sole sembra andare comunque in questa direzione, stando alle affermazioni di Paola Bonomo, vice president della business unit online. Diverso e più esteso uso di immagini e video, oltre a contenuti giornalistici basati su infografiche e “nuove logiche”. Integrazione verso i Social Network e un più facile accesso per i lettori grazie a procedure di login veloci. Ipotesi future di API di programmazione per fornire accesso alle banche dati – che sarebbe una mossa certamente avanzata ma interessantissima. Apertura possibilista, ahimé, ai format pubblicitari invasivi. E una condivisa dichiarazione d’impegno di qualità giornalistica sull’online sia da Gianni Riotta, direttore del giornale, sia da Daniele Bellasio,  responsabile de  IlSole24Ore.com – che collabora anche con Il Foglio, stando al suo profilo Twitter e Linkedin. Luca De Biase – qui il suo blog – sottolinea la radicalità del cambiamento e il fatto che i vertical oggi arrivano ad avere una dignità forte, quasi da testata autonoma. Ovviamente aspettiamo di vedere le pagine di tecnologia.

Love at first sight è citazione un po’ forte, però l’impatto è davvero positivo. Innovazione non radicale, ma respiro internazionale e modernità marcata. Con una battuta, verrebbe da dire “Un piccolo passo per il Web, ma un grande balzo per l’editoria italiana online”.  Sul quale i concorrenti si interrogheranno, of course. Il tutto, comunque, soggetto a verifica da lunedì in poi.

La Rete Del Debito Europeo

dottavi —  14 May 2010 — 1 Comment

Qui si segue il filone Visual data, si sa. Impressionante però la grafica qui sotto, e inquietante che venga dal New York Times. L’ho trovata da Paul Buchheit su Friendfeed.