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Articles in the Twitter and Real-Time Web Category

2.0, Twitter and Real-Time Web »

[18 Dec 2009 | 10 Comments | 1,990 views]

“Ok, sono in Twitter. E ora?”, ci si chiede di fronte a una sconcertante schermata iniziale praticamente vuota. In effetti il primo impatto non è banale. Cosa scrivo a fare se nessuno mi legge? In realtà è proprio questo che bisogna fare: raccontare “Cosa sto facendo” in 140 caratteri. Per capire come funziona basta pensare di essere in cinque amici: se tutti sono collegati a tutti (sono tutti following e follower l’uno dell’altro), tutti leggono i messaggi di tutti. “Sto andando a fare la spesa”; “Oggi mi è andato male …

Twitter and Real-Time Web »

[12 Dec 2009 | 3 Comments | 784 views]

E’ così ora è mainstream. Rilasciata la versione italiana, grazie a un panel di traduttori volontari, Twitter approda al TG1 – qui il testo del servizio, qui il video dello stesso servizio, non chiedermi perché la RAI funziona così. Ho avuto la fortuna di essere inserito nella lista degli “Utenti consigliati” che appare quando si apre un nuovo profilo, e nelle ultime 24 ore ho avuto circa 700 nuove iscrizioni. Ieri sera, dopo il telegiornale, erano circa cinque al minuto. Impressive.
PS In caso servisse un riepilogo: io di Twitter ho …

2.0, Twitter and Real-Time Web »

[10 Dec 2009 | No Comment | 531 views]

Ripensandoci, è l’estensione perfetta della logica del Web 2.0 di qualche anno fa: software as a service, data centrality, lightweight programming, loosely connections – alla slide 5, in questa pagina. Si era nel 2006, e si ragionava su Google e le sue interfacce di programmazione (API), esemplificate a quei tempi soprattutto dai mash-up: Housing Maps, che appunto posizionava gli annunci immobiliari di Craigslist sulle Google Maps, faceva scuola. E’ lo stesso approccio, solo svariati ordini di grandezza più sopra, o più potente, o più veloce. O più avanti.
Sto parlando degli …

Future Studies, People, Social Mobile, Twitter and Real-Time Web »

[1 Dec 2009 | No Comment | 676 views]

“We don’t know the end, not even close”, afferma al minuto 5:40 David Weinberger quando gli chiedo cosa succederà “Alla fine”. Non abbiamo idea di cosa succederà, ma già nel luglio del 2008, quando abbiamo registrato questo video, aveva idee molto chiare sulle direzioni in cui stiamo andando. O, meglio, in cui si potrebbe andare. Occasione per l’intervista è stato il Mobile Social Networking Summit di cui si trova report in questa pagina. L’incontro era sponsorizzato Blinko che oggi è diventato PeopleSound, mobile social network di Buongiorno.com. Il video con …

Blogosphere, Twitter and Real-Time Web »

[19 Nov 2009 | One Comment | 719 views]

Poco dopo aver inserito le liste (qui le mie), Twitter ha iniziato un test per implementare la funzione di “retweet”, abitudine inventata dagli utenti di riproporre un messaggio (”tweet”) di uno dei propri contatti a tutti gli altri premettendo la semplice sigla RT ed, eventualmente, aggiungendo un micro-commento di due o tre parole. Open innovation in action, tra l’altro, e funzione che squaderna ancora le regole del gioco: se infatti tempo fa l’autorevolezza dei blog si “misurava” sul numero di citazioni e link in ingresso, oggi i RT sono forse …

Books and History, Humor and Comics, Twitter and Real-Time Web »

[14 Nov 2009 | One Comment | 492 views]

Ricomparsa l’altro giorno per vie traverse e subito usata in una presentazione, non posso non pubblicarla anche qua (viene da Tumbrl). Ma la domanda è, come spesso ci siamo detti, non solo cosa avrebbero fatto negli anni ‘60 se ci fosse stato Twitter, ma anche e soprattutto cosa ne sarebbe della tecnologia se non ci fossero stati gli hippie. E quanto si deve alle controculture. E’ buffo tornare su questo tema, periodicamente. E’ stato il post numero 2 di Infoservi: Hippie.com. Evidentemente bisogna approfondire.

2.0, Facebook and Social Networking, Search and Software, Technologies, Twitter and Real-Time Web »

[3 Nov 2009 | 4 Comments | 1,137 views]

Scusate la battuta nel titolo, presa da un vecchio, simpatico post di Chris Anderson. Ma Google Wave è veramente una bestia strana, che cambia radicalmente le regole del gioco. La prima impressione è che scardini completamente i concetti di privato-pubblico e di sincrono-asincrono. Non c’è più differenza tra una conversazione a due via mail (asincrona) o chat (sincrona), né tra questa (privata) e una con cinque, dieci interlocutori (pubblica). Si può essere chiamati a partecipare a Wave di altri, come nelle discussioni su FriendFeed o simili; lavorare in modalità collaborativa …

Citizen (and) Journalism, People, Twitter and Real-Time Web »

[2 Oct 2009 | No Comment | 2,960 views]

“Dobbiamo ricordarci com’era prima del Web”, afferma Steven Berlin Johnson in Old Growth Media And The Future Of News, per capire cosa sta succedendo al mondo dei media. Se usiamo la metafora dell’ecosistema e lo descriviamo come un paesaggio, quello di vent’anni fa era simile a una brulla pianura. Poche fonti e poco aggiornate. Oggi, invece, siamo in una “Florida foresta pluviale”, e questo ci dice molto quantomeno sul futuro delle news, se non proprio sulla news industry. Quel che è certo, continua, è che in futuro ci saràà sempre …

Search and Software, Twitter and Real-Time Web »

[1 Oct 2009 | One Comment | 2,404 views]

Più che attesa c’è fibrillazione per gli inviti a Wave, il servizio di aggregazione e collaborazione real-time di Google. La prima impressione che ne avevo avuto io era notevole, tanto da titolare Google Wave reinventa Mail, Chat e Web: vai all’articolo; qui anche un video. Non altrettanto entusiasmante ma da non sottovalutare anche SideWiki, un sistema per cui, tramite una toolbar, si possono aggiungere commenti a qualsiasi pagina web, vedendo anche quanto scritto dai propri contatti. Qui sotto allego un video che dà un’idea, sorry se un po’ pubblicitario ma …

Academy and Students, Barcamp, Events and Reports, Facebook and Social Networking, Marketing and Media, Media Research, Research Coffee, Twitter and Real-Time Web »

[17 Sep 2009 | No Comment | 1,292 views]

Chi segue queste pagine sa bene che non si è certo professionisti dell’organizzazione di eventi, pur avendo partecipato a un bel numero di Barcamp, convegni, conferenze etc. Eppure quando si è incrociato il bando del Forum Net Economy non si è potuto resistere. L’idea era semplice. Da quel che vediamo in università e accademia con Luca e Ivan stanno emergendo gli studenti “nativi digitali” (vedi per esempio) che fanno un uso avanzato delle nuove tecnologie pur mancando d’esperienza. Dall’altra parte si lavora da tempo nel web e si riscontra quotidianamente …