Archives For Social Mobile

Weiser-21st-Century-Computer-Scientific-American-Alberto-Dottavi-Infoservi

1991. In Medio Oriente si scatena la Guerra del Golfo, contribuendo tra l’altro a dare un ultimo scossone all’Unione Sovietica, che collasserà a fine anno. La cronaca ci tiene col fiato sospeso per la Uno Bianca, l’incidente della Moby Prince e l’esplosione della Haven davanti al porto di Genova. Canticchiamo tutti Losing my religion, dei REM.

Nel frattempo l’Europa segna tre record tecnologici. Dopo quasi dieci anni di ricerca il Groupe Speciàl MobileGSM – attiva la prima rete telefonica cellulare. Tim Berners-Lee pubblica le prime spec del World Wide Web (per la precisione qua). Linus Torwalds annuncia il progetto Linux. Il personal computing è ancora agli albori, era appena arrivato Windows 3.1.

Nel frattempo al di là dall’oceano Mark Weiser, Head of Computer Science Lab allo Xerox PARC, pubblica su Scientific American un articolo dal titolo The Computer for the 21st Century. Aveva già coniato il termine Ubiquitous Computing e ci stava ragionando su da qualche anno in riunioni come quella della foto sopra, in cui anche i ricercatori americani portavano le Birkenstock usando prototipi di tablet 20 anni prima che uscissero sul mercato. Wieser mantiene la promessa del titolo: praticamente immagina tutte le tecnologie emerse in questi ultimi anni e che informeranno – letteralmente – i prossimi. La prossima rivoluzione si chiamerà Contextual Computing, e Shel Israel e Robert Scoble – grandissimi – ci stanno scrivendo un libro.  Continue Reading…

BluesBrothers-the-band

“La baaaandaaaaa” esclamava John Belushi nei Blues Brothers, illuminato dalla grazia. Anche se il contesto è un altro, per noi italiani è lo stesso. Ogni volta che una connessione Internet va appena più di un gocciolio di rubinetto che perde, sembra un miracolo. Vedremo quindi se TIM mantiene le promesse: stamattina l’Amministratore Delegato di Telecom Italia Marco Patuano ha annunciato – aprendo la conferenza stampa su Twitter - i servizi 4G / LTE, cioè un ultrabroadband mobile con, affermano, “La rete mobile di nuova generazione che consente connessioni fino a 100 Megabit al secondo”. Miraaaaaacolo!

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Great pleasure to know that State Of The Net, one of the best Internet events I’ve been to this year, has published the videos of all the conference. Worth watching for the great quality of the speakers. I also add here the clip where, in a great panel managed by Marco Massarotto with Matteo Menin, Jacopo Vanetti and Hanchao Li, we speak about E-Commerce in Italy and China, and its Social and Mobile forms (slides here).

E’ nata una nuova Internet, quella dei Mobile Media(*). O meglio: è nata da tempo, si sa. Però ora il suo mercato sta passando un livello di guardia importante. ”Il 2011 è stato il primo anno in cui la spesa globale in contenuti multimediali, applicazioni e servizi per i telefoni cellulari ha sfondato la barriera dei 100 miliardi di dollari”, dice Strategy Analytics in un comunicato appena rilasciato. E “Nel 2012 ci si aspetta un ulteriore incremento del 13,4%”, arrivando a 138,2 miliardi di dollari. Soprattutto colpisce il fatto che “Si prevede che gli investimenti in pubblicità da parte delle aziende possano quasi raddoppiare (85,4 %) passando da 6,3 a 11,6 miliardi dollari di spesa”.

crescita mercato mobile media, investimenti pubblicitari

Tutte buone notizie? Mica tanto. Per ora a guadagnare sono sempre gli stessi:

“La parte del leone è fatta da piani tariffari comprensivi di traffico dati e navigazione su Web (60,2 %), rendendo gli operatori di telefonia mobile i principali beneficiari di questa spesa… 

Però:

Le app sono attualmente la seconda categoria più importante per ricavi – sia in termini di spesa da parte degli utenti finali, sia in termini di investimenti in pubblicità – e stanno diventando il meccanismo chiave per la distribuzione di contenuti sui telefoni cellulari…

A livello mondale nel 2011 sono stati scaricati oltre 23 miliardi di app, con un aumento atteso per il 2012 al 38% – fino a superare i 32 miliardi di dollari”.

Intrigante, no? Non si fa a tempo a finir di fare un’Internet che tocca farne già un’altra.

(*) Il termine “Mobile media” comprende i contenuti consumer, le applicazioni e i servizi erogati e fruiti su telefoni cellulari, esclusi i messaggi SMS e MMS. Le categorie di Mobile Media  includono: la navigazione web tramite cellulare, download di brani musicali completi, musica in streaming, suonerie, suonerie di richiamata, TV mobile sia broadcast che unicast, download di video, giochi per cellulari, applicazioni per cellulari, wallpaper / immagini e grafica, pubblicità e avvisi testuali e multimediali.

If a company has no vision, no matter what: they have no vision. Ricevo e giro:

Service Notification: Ovi Share is closing on 30 May 2012
Dear Ovi Share user –
You are receiving this email because you have previously used the Ovi Share service. Ovi Share is an online service that enables Nokia users to upload and share files, typically photos and videos. As of 30 May 2012, we will be discontinuing the Ovi Share service…

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*99#

dottavi —  28 January 2012 — Leave a comment
Palm - IBM Workpad C3GSM phones Nokia 8810

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mettendo a posto il computer ho ritrovato il vecchio file di testo che copio sotto. Le prime righe erano le istruzioni di configurazione per l’accesso Internet via GSM per quando, via infrarossi, navigavo dal Palm (versione IBM, ma è lo stesso), a sinistra, grazie al bellissimo Nokia 8810, a destra. La posta andava alla grande e per le mappe… bè ne avevo una di carta nello sciccoso porta-palmare di pelle. Nessuna nostalgia, anzi. Da chiedersi il perché dello stupore per tutte queste app mobile nell’era degli smartphone.

*99#
Usr: cell num
Psw: [...]
+cgdcont=1,”IP”,”UNI.TIM.IT”,”0.0.0.0″,0,0;

Disattivare tutte le segreterie: ##002#invio
Disattivare la segr incondizionata ##21#invio
67: dis segr cond terminale occupato
61: terminale che non risponde
62: terminale non raggiungibile

attivare losai: tel 4920

Codice IBOX: 8235201
Disattivare: SMS al 49000: IBOX OFF

Password GPRS: SMS al 49000: UNI

800619619 – help line normale
800846900 – 1 – help line disperati

PS Mi diverte quest’ultima riga, chissà cosa volevo dire.

first gsm cellular phone call Un bel post di Nokia racconta la storia della prima chiamata GSM, effettuata il 1° luglio 1991. Raccontano:

The success of GSM was beyond anyone’s expectations. It reached more than 500 million subscribers in the first decade to 2001. Today GSM networks have more than4.2 4.4 billion subscriptions. And the figure is still growing fast, with 1 million new GSM subscriptions every day.  That’s a rate of nearly 12 a second.

There’s no sign of that changing very soon, either. The latest and greatest technologies for faster mobile communications, like EDGE, 3G and LTE are all evolutionary, based on the standards laid down by GSM. So here’s to the next twenty years of digital-based chatter!

Resto curioso di cosa potrà accadere con gli standard Long Term Evolution.

Gran bel post di Felix Turner, freelance web developer di LA: How to Beat Apple – Get Serious About Product Design. Come dargli torto. Ho pensato le stesse cose durante la mia ultima visita al Media World di quartiere, una distesa di  tristi plastiche. Ok. La cosa più interessante però è il blog di Andrew Kim, uno studente di design coreano / canadese, di 18 anni.

La foto sopra è un esercizio su un possibile telefono di cui bisogna davvero guardare l’intero processo di design. Altrettanto fenomenale è il progetto di Espresso TV – compreso Unicable e interfaccia. E non sono i soli.

Un talento. Fossi HTC, HP, Samsung o similari lo metterei sotto contratto subito.

Ultimamente mi capita di veder passare sempre più spesso considerazioni a favore di Android, il sistema operativo mobile di Google. Un po’ per la chiusura del sistema Apple, un po’ per le novità dell’ultima versione. LifeHacker riassume pro e contro. Google presenta App Inventor, per far fare applicazioni anche a chi sviluppatore non è (Mashable). E – fa un po’ ridere – introduce un’app per condividere, gosh, i parcheggi (RWW). Mi chiedo – e chiedo agli esperti lì fuori – se è tempo di considerare seriamente l’alternativa all’iPhone.

Nel frattempo, con un filo unito solo da Big G, trovo questa grafica che è un utile reminder sul motore di ricerca. Capace che lo uso a lezione l’anno prossimo. Viene da PPCBlog, dove si trova anche la versione maxi.

How Does Google Work?

Infographic by PPC Blog

Ho incontrato Stefano Sanna per la prima volta a Frontiers of Interactions 2007. Il suo intervento mi aveva colpito, come ho scritto qua. Qualche chiacchiera veloce, poi ci siamo un po’ seguiti online, ma niente di più. Fino a una sera, in Skype: “Alberto!”. E mi manda un file. Questo:

Era il numero di Aprile 1996 di PC Magazine. Io, tra le varie cose, curavo la rubrica OS/2, e avevo recensito la Zona OS/2 che lui curava su Bronto Server, il sito del suo amico Marco Marongiu (che ora lavora a Opera Software, a Oslo), senza ovviamente conoscerli affatto. Altrettanto per loro, che si sono trovati sul giornale in modo del tutto inaspettato. Quella sera su Skype Stefano mi ha raccontato che effetto gli aveva fatto la sorpresa ai tempi, che energia gli aveva dato. Non vi dico io mentre lo diceva, e il piacere di scoprire che una piccola cosa fatta tempo addietro era servita a qualcosa.

Ora Stefano (scheda sintetica) è un riconosciuto professionista, esperto di sviluppo mobile. Sua la Divina Commedia per iPhone, che è stata per lungo tempo l’applicazione italiana più scaricata. A Better Software, il 5 Maggio, aprirà le danze con uno speech dal titolo Application Store Potenzialità e trappole, che ci racconta qui.

Eccomi qui a raccontarti dell’intervento che faro’ a Better Software la settimana prossima. Come mi hai raccomandato, scrivero’ queste note molto informalmente, come se ti stessi raccontando l’intervento mentre stiamo andando a Firenze alla conferenza. Non ti nascondo che scriverti per raccontarti un mio lavoro, 15 anni dopo la prima volta, mi riempie di emozione. E ti assicuro che non sono parole dette a caso [Altrettanto, Stefano. Io di parole non ne ho proprio più :D ndr].

Il mio intervento si intitola Application store, potenzialità e trappole e vuole dare il punto di vista dello sviluppatore a proposito di fenomeni come App Store e Android Market. Il web è pieno di autorevoli analisi, commenti e statistiche che studiano e decifrano (o cercano di decifrare) l’enorme successo della rivoluzione introdotta con la seconda generazione di iPhone. Si tratta spesso di statistiche complessive (sono state scaricate N miliardi di applicazioni), oppure frutto di sondaggi presso gli utenti oppure ancora casi di successo eclatante. Normalmente chi parla è un analista, mentre gli sviluppatori sono dietro le quinte. Io sono sviluppatore al 100%, come tempo e come animo, e nel mio intervento presenterò la mia esperienza diretta e quella di altri due sviluppatori di successo italiani. Parlerò, dunque, di gente di casa nostra, con dati di prima mano, mostrando con entustiamo risultati apprezzabili ma sottolineando anche la delusione per cio’ che non e’ accaduto. Ovviamente non ho la ricetta magica per fare milioni di euro sugli application store: non mostro trucchi ne’ prevedo il futuro. Se così fosse avrei ben altra qualita’ di vita! Parlo della realta’, della cruda realta’ :)

Andiamo per ordine. Continue Reading…

Via Facebook trovo su un blog coreano: mock-up o c’è qualcosa di vero? Certo per chi ha molte applicazioni iPhone (io ne ho dieci schermate) non sarebbe male una funzionalità simile.

Apple_iphone_OS4Apple_iphone_OS4_1