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Un hackathon, cioè una 24 ore per sviluppatori e web designer, ma dedicato alle applicazioni – da cui il calembour Appathon. E’ l’iniziativa di Open Innovation di Unicredit tramite la quale la banca vuole raccogliere stimoli per “Guardare oltre” – così Gianluca Finistauri, Global Head of Multichannel and Business Innovation di UniCredit alla presentazione dello scorso 12 maggio, perché l’iniziativa “Si inserisce nel percorso di UniCredit orientato all’innovazione, considerato un pilastro fondamentale della strategia della banca”. Però, nel pratico, ci sono anche circa €18.000 in premi.

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Si era già parlato di questa applicazione online in questo articolo relativo allo Start-up Hack di Torino, dove è stata premiata come miglior progetto del contest (qui il resoconto dell’evento).

We-sport è un interessante servizio definibile come un social network pensato per gli sportivi. Il sistema è molto semplice, chiaro ed efficace. In sostanza il suo scopo è quello di far incontrare gli utenti all’interno del network, per raccontare le proprie attività sportive così da poterle condividere incontrandosi anche nella vita reale. Come? E’ molto semplice, come detto.

cartinaCome ogni applicazione, ci viene richiesta una registrazione (gratuita) e di compilare il nostro profilo. A parte le solite informazioni base, il focus di questo network è basato sullo sport e sulle attività sportive che l’utente svolge. Ci viene quindi chiesto di indicare i luoghi e gli orari dove pratichiamo le nostre attività e, ovviamente, la disciplina (o discipline) praticata. In questo modo è possibile individuare nel network gli altri utenti che attorno a noi, o nei luoghi da noi stessi frequentati (ad esempio il parco del paese dove andiamo a fare jogging la sera), praticano le stesse attività sportive. E’ disponibile un elenco dei nomi degli utenti e le loro informazioni e una mappa con dei tag per individuarli graficamente. In questo modo è facile intuire come si possano contattare gli utenti e incontrarsi nella realtà, nei luoghi frequentati per l’allenamento, per svolgere insieme l’attività (accordarsi su luogo d’incontro, orario…). E’ inoltre possibile creare degli eventi, visibili anche loro sulla mappa attraverso un tag di colore diverso, per organizzare occasioni particolari o pubblicizzare un evento sportivo (ad esempio un torneo, un raduno, un allenamento collettivo…).

Trovo molto interessante il fatto che questo (social) network concentri l’attenzione sul dare la possibilità agli utenti di trovarsi all’interno dell’applicazione virtuale con lo scopo di incontrarsi poi nella vita reale e condividere insieme l’attività sportiva. Un bell’esempio a mio avviso di come le applicazioni virtuali possano diventare (e diventano) sempre più vicine e parallele alla vita reale delle persone. E così il network di amici virtuali trova il suo preciso scopo nel favorire l’incontro reale, nel contesto dell’attività sportiva.

Dal punto di vista della salute fisica, diventa certamente un ottimo stimolo a praticare sport trovando persone con cui svolgere insieme il nostro allenamento. Pensate a quante volte con gli amici non si riesce a organizzare una partita a calcetto per mancanza di giocatori, o quante volte si comincia ad allenarsi a casa propria e si abbandona per noia. Oppure a quante volte si va a fare jogging al parco e si incontrano-incrociano le stesse persone innumerevoli volte senza magari scambiarsi mai una parola.

Sulla home page del sito c’è lo slogan “Noi lo facciamo insieme!”. Mica male come possibilità, non trovate?

fabio

homepage

Mercoledì 7 Gennaio 2009. Ricevo una mail su LinkedIn:

nico_callCiao Alberto,
non ci conosciamo, ho trovato il tuo CV partendo dal sito di First Generation (gran bella iniziativa). Vedendo il tuo profilo professionale, ho pensato di chiederti – in forma confidenziale – se ti può interessare partecipare in qualche modo a un mio progetto imprenditoriale nel campo dell’arte su web a livello internazionale. Le parole chiave sono: arte & artigianato, web 2.0, social network ed e-commerce.

Faccio un giro per capire chi è Nicola Junior Vitto. Non c’è molto (non aveva ancora il blog), ma quello che c’è sembra interessante. Rispondo dicendo “Be’, a dire il vero anche io ho un’idea tra arte e Web 2.0…” e gli lascio il mio numero di cellulare. La domenica successiva Nicola mi chiama, e parliamo – boh – un paio d’ore? Cominciano gli scambi di mail finché lui non capita a Milano e, già che si deve parlare di start-up, lo porto al roof bar della Rinascente (foto by NessunDove).

larinascente_7piano_intro

Gli scambi da occasionali diventano settimanali, poi bi-settimanali. Lui aveva già fatto un lavoro di pianificazione straordinario. Lo prendiamo e lo smontiamo pezzo per pezzo, come fosse un motorino. Puliamo gli ingranaggi, lo rimontiamo e ci accorgiamo che non può funzionare. Allora lo smontiamo di nuovo e, io al telefono per strada, lui preso tra mille casini per lasciare il lavoro e sposarsi, all’improvviso troviamo la quadra. Rimontiamo l’idea. Funziona. Partiamo. Nasce Blomming: “Publish. Share. Sell”. I dettagli nella pagina di About.

blomming_logoOra siamo in alpha chiusa, dobbiamo finire il prototipo. Contiamo di andare in beta privata, per gli amici che vorranno provarlo in anteprima e darci una mano a sistemare le cose, per gennaio o febbraio. Però abbastanza per capire che il meccanismo funziona. Abbiamo nel frattempo fatto anche quello che chiamo un “carotaggio”, cioè un test per capire se davvero esistono le community a cui ci vogliamo rivolgere. Accidenti se esistono. La prima è quella di “chi fa cose”, e abbiamo raccolto testimonianze fantastiche in un blog-magazine che abbiamo chiamato LikePicasso. La grafica è ancora da sistemare ma date un’occhiata ai contenuti: esce una creatività tutta nuova, italiana e non solo. C’è anche qualche idea per un regalo dell’ultimo minuto :)

La vision complessiva è un po’ lunga e merita un post a parte. Si tratta della domanda su quale sia il futuro dell’economia trasformata dalla Rete – le Frontiere dell’Economia, per citare la nostra prima e recente uscita pubblica (in occasione del Social Kick-off di Frontiers ho appunto proposto questo tema). E la risposta, in sintesi, è abilitare chi vuole creare e scambiare beni direttamente: creativi, inventori… makers. Da User Generated Contents a User Generated Goods.

C’è tanto lavoro da fare e tanto da raccontare. Ma lo faremo dopo le feste. Ancora auguri a tutti! :)

Next Music chiude i battenti

fyborg —  8 September 2009 — Leave a comment

Ieri sera una mail dallo Staff Next mi ha avvisato della chiusura dell’applicazione online Next Music, radio molto ben fatta che se da una parte peccava della carenza di un buon aspetto social e di una grafica elaborata, dall’altra era un ottimo servizio per l’ascolto di musica sul web. Il servizio era offerto da Next Open Innovation che fa parte del Gruppo Telecom Italia e si occupa di innovazione e ricerca nell’ambito del web e dei nuovi media. La cosa mi ha lasciato alquanto amareggiato, dato che il servizio era ottimo e si era rivelato un degno sostituto di LastFM (che non ha chiuso ma è diventato a pagamento per quanto riguarda l’ascolto dei brani). L’idea era buona, spero che riapra i battenti in qualche nuova forma dato che lo slogan “la tua musica senza confini” suona ora un po’ stonato. Anzi, non suona affatto. :)

fabio

imm

E’ tornato Italia.it, “Portale ufficiale del turismo italiano”. Ha una storia lunga e travagliata, costellata di sprechi di denari pubblici, che avevamo seguito due anni fa a seguito del movimento di Ritalia.it. Se ne trova ombra in un mio vecchio post, ma il miglior recap – aggiungendo attuali riflessioni – lo fa come sempre Antonio Sofi, in questa pagina.

La Rete si è un po’ risvegliata, nonostante altre notizie ben più scottanti abbiano attirato l’attenzione, e si è un po’ discusso su stile e opportunità del sito. Sì, l’home page mostra evidenti ingenuità (due animazioni simili nella stessa pagina non si mettono, gli stessi bottoni due volte nella stessa pagina non si ripetono), e c’è anche un magazine bimestrale, testata registrata, di utilità non chiara, visto che ha sicuramente un costo. Ma s’è visto di peggio. E quindi?

Me lo son chiesto anch’io. E quindi sono andato sul sito del Governo, dove ho trovato i materiali della conferenza stampa. Nel video il Ministro Brunetta afferma che stavolta si spendono solo cinque milioni, che a tutta prima mi sembrano invece una cifra enorme. Poi però il Ministro Brambilla chiarisce che quel che si vede ora è solo la punta dell’iceberg.

Ritalia.it - Modello

Il modello complessivo del sito, afferma infatti nel video, e il concetto è ribadito nelle slide di presentazione che potete scaricare al link sopra e di cui pubblico qualche stralcio qui visto che non ci sono indicazioni contrarie, comprende infatti future estensioni “social” e, soprattutto, di marketplace. Oltre a Cerca Italia, “Meta motore di ricerca all’interno di portali turistici istituzionali”, ci sarà un “Trip Organizator” basato su un “Destination Management System”, il che a sua volta “Permetterà di promuovere e promo‐commercializzare gratuitamente pacchetti turistici tramite un portale di incoming e marketplace tra operatori e turisti (B2C) e anche tra operatori e operatori (B2B)”.

Non solo: sono previste funzionalità di social networking, wiki e presenza on-line:

Ritalia.it - Presenza on-line

Ora. Non me ne vogliano gli amici del 2.0, ma io preferivo un sito vetrina. Questo mi sembra business del web, non del Governo. Di iniziative private, non pubbliche. Di un settore, quello del turismo on-line italiano, che deve esser sicuramente stimolato e supportato, e che ha certamente bisogno di nuova concorrenza – ma non mi sembra questo possa essere il ruolo del Governo. Tutto il Web italiano, e quello turistico in primis, ha bisogno di strumenti, competenze, formazione, know-how e sì, certo, promozione, pubblicità, quello che vuoi. Ma si tratta di una vecchia regola di management: non fare, ma far fare. Altrimenti non si crea sviluppo. Mia modesta opinione, of course.

Queste le previsioni per l’autunno / inverno di Italia.it:

Ritalia.it - Roadmap

Bisognerà capirne di più. Ma risulta senz’altro inusuale che istituzioni pubbliche passino dalla parte dei gestori a quella dei fornitori di prodotto / servizio. Credevo toccasse a noi. Al mercato.

Dice CenterNetworks che SimplyHired ha aperto “A variety of international sites today”, tra cui quello italiano. Si presenta come motore di ricerca di annunci lavorativi sul Web, aggregando gli annunci dei siti specializzati, dei giornali e di business network come LinkedIn.

SimplyHired

Nel frattempo trovo anche l’italiano Webjob, che si presenta con una home page fantastica, leggibilissima: sembra uno stream di Twitter. E’ ovviamente specializzato sui professionisti del web e l’ha realizzato Raffaele Rasini con la sua CreativeBits, di Asti.

Webjob

Lo trovo or ora da Suzukimaruti, lo provo al volo e adotto immediatamente, sostituendolo al "vecchio" Bloglines che ho usato finora: è Bloglines Beta. Mi piace in particolare la possibilità di fare una piccola "start page" con le box dei feed preferiti. Apprezzata la possibilità di spostare i feed tra cartelle direttamente con il drag & drop, senza passare dalla modalità "edit". E anche un minimo di grafica migliorata non dispiace, il vecchio Bloglines era veramente fatto con lo scalpello.

PS Resto comunque dell’idea che questi strumenti siano grezzi e primitivi, oltre che ormai vecchi come il cucù. Non è possibile fare navigazioni approfondite, non si possono incrociare i criteri, non usano neanche le tag. Sognerei un tool che mi componesse la cloud delle tag estratte dai miei feed preferiti, per esempio, in modo da capire subito gli argomenti di conversazione. E mi piacerebbe poterci "volare" dentro secondo criteri di i-pertinenza, pertinenza ipertestuale. Si riferisce alle relazioni tra concetti: un esempio pratico può essere le associazioni tra tag.

Questo criterio l’ho scoperto recentemente grazie a Germano Paini di ThinkTag, l’avevo raccontato qua, ed è elaborato (anche) da De Kerckove. Ne accenna Leandro in occasione della conferenza Topix, e stamattina è citato anche da Antonio nella sua sempre magnifica Quinta di Copertina, anche se in senso leggermente diverso. Da approfondire.

PPS Insomma: se per caso sei un esperto di aggregatori, feed reader and the whole e avessi un suggerimento da darmi per un tool che sia appena oltre l’età della pietra te ne sarei veramente grato. Se invece di queste cose non sai nulla consiglio questo ottimo video che in tre minuti spiega tutto.

AGG Nel frattempo trovo segnalazione di Twine in questo post di Bernardo. Sembra interessante…

Curioso servizio di sinonimi / contrari, che diventano in realtà mappe mentali e, anche se non c’entra gran che, fa venire in mente la memografy. Insomma Visual Thesaurus usa una modalità di visualizzazione suggestiva. Si cerca un termine e viene fuori una nuvola di collegamenti a concetti affini. Clicchi su una parola correlata e l’immagine si muove. Fa anche pensare molto al senso stesso, alle similarità semantiche – e agli inganni relativi. A me infatti è venuta fuori una cosa buffa, ho fatto una gallery di immagini.[//]


Prima ho cercato per Innovation. Quindi ho cliccato su Design


E qui su Invention

A quel punto ho seguito il collegamento…

Ma è uscito fuori non so se un bug o un grosso esempio di geek humor. La relazione “type of” tra “mental acts” e “computer programming” è certamente monodirezionale, non bidirezionale : - )

Per curiosità ho proseguito ancora un attimo—


La vision è lontana dall’esperienza… Mah, anche questo da riflettere.

Molto divertente: Winksite realizza in modo superfacile siti compatti, adatti ai micro-browser di cellulari, palmari etc. Blog compresi: nasce Mobiservi :)

Microsoft very Dynamics

dottavi —  11 July 2006 — 1 Comment

No tempo, delirio, solo per segnalare questa Reuters sull’annuncio Microsoft dell’introduzione, nel 2007, di una versione on-line di Dynamics, applicazione sales & marketing (CRM) per small business. Giusto per stuzzicare Salesforce.com, Oracle e SAP.

E così Google fa ufficialmente il suo ingresso nello shopping, se non proprio nel commercio elettronico. Google Checkout si propone di offrire “An easy and trusted checkout option that enables shoppers to purchase from participating stores with a single Google
login”. Uhmmmm… tosti eh? Fanno leva sulla gestione utenti, perché, on-line così come off-line, “Shoppers don’t tolerate long lines and tedious data entry just to buy something”. Furbastri :). Così mettono la zampa in un momento cruciale della fine della catena. Dall’altra parte, controllano l’inizio: la ricerca.

Checkout infatti opera sulle AdWords: quando cerchi una cosa qualsiasi, se tra le AdWords ci sono negozi coerenti con la ricerca, il loro link sarà affiancato dall’icona di un carrello della spesa, segno che fa parte dei negozi che hanno aderito al programma. Quando hai finito di comprare, al posto di compilare i soliti moduli fai login con l’account Google, dove hai depositato numero di carta di credito, billing e shipping address, etc. Su Checkout, poi, puoi anche vedere la storia dei tuoi acquisti eccetera eccetera. Inoltre, sempre stando alle dichiarazioni, integrano sistemi di pagamento standard, “Including Visa, MasterCard, American Express and Discover”. Oh guarda, non c’è PayPal :). In compenso c’è un accordo speciale con Citigroup – mica noccioline.

Geniale, non c’è che dire. Tolgono un pensiero ai merchant on-line, integrano un servizio più completo alle AdWords, semplificano la vita agli utenti, rimanendo tutto sommato focalizzati sul loro core business – che, com’è ovvio, non è più la ricerca, ma la gestione del pianeta.

Il servizio per ora è attivo solo per gli Stati Uniti, ma a questo indirizzo c’è un tour. Dichiarano comunque di star già lavorando per estenderlo internazionalmente. E ci mancherebbe altro ;).

Delle novità Google (co-op, desktop 4, trends e notebook) avrete già letto altrove. Ora solo per un post veloce sull’accordo per mettere Google Talk sulle tavolette 770 di Nokia. Un upgrade software gratuito. Sinceramente la cosa che trovo più interessante è l’accordo tra le due aziende, che combattono entrambe con Microsoft. Questo robo di un 770 mi incuriosa ma non convince. Comunque qua sotto qualche nota in più.[//]

“The Internet Tablet OS 2006 edition features pre-installed Google Talk and Jabber compatibility for Instant Messaging, as well as Google Talk compatibility for Internet calling. This will give Nokia Internet Tablet users the power to instantly communicate with people, both through instant messaging and Voice over IP … In addition to Google Talk(TM) … the tablet also offers Google as the default search provider, making it even easier for users to get the information they need quickly and easily …

The Nokia 770 Internet Tablet is a Wi-Fi enabled device optimized for Internet communications in a slim pocketsize format. The Nokia 770 Internet Tablet features an impressive high-resolution (800×480) 4.13″ widescreen display with zoom and on-screen, full-screen finger keyboard or handwriting recognition, ideal for viewing online content over Wi-Fi. Aside from Wi-Fi, the device can also connect to the Internet utilizing Bluetooth wireless technology via a compatible mobile device. The Internet Tablet OS 2006 edition which is based on popular desktop Linux and Open Source technologies is planned to be available during the second quarter of 2006 in selected countries in Europe and the Americas”.

Il link ufficiale del Nokia 770