Archives For Search and Software

Young_Linus-torwalds-inventor-of-linux

“This is a program for hackers by a hacker”, dice Linus Torwalds alla fine del messaggio con cui presenta la versione 0.02 di Linux – ovvero la prima funzionante. Era il cinque ottobre del 1991, e del nome Linux non c’è ancora traccia.

Do you pine for the nice days of minix-1.1, when men were men and wrote their own device drivers? Are you without a nice project and just dying to cut your teeth on a OS you can try to modify for your needs? Are you finding it frustrating when everything works on minix? No more all-nighters to get a nifty program working? Then this post might be just for you :-) Continue Reading…

sunrise-calendar-app-web-iphone-ipad-android

Sunrise è il Calendario definitivo. Ha iniziato con la versione iPhone, utilizzando il più semplice ed efficace tra gli approcci di UX: lo scorrimento verticale, a stream tipo Instagram, anziché quello orizzontale a pagine. Aggiungi il fatto che è in grado di integrare i calendari Google, Apple e Facebook e bum, un successone. Uno slam dunk, come dicono gli startuppari all’americana. Ecco uno zoom della versione iPhone:  Continue Reading…

Today applications are deployed on everything from mobile devices to cloud-based clusters running thousands of multicore processors. Users expect millisecond or even microsecond response times and 100% uptime. Data needs are expanding into the petabytes.

New requirements demand new technologies. Previous solutions have emphasized managed servers and containers. Scaling was achieved through buying larger servers and concurrent processing via multi-threading. Additional servers were added through complex, inefficient and expensive proprietary solutions.

But now a new architecture has evolved to let developers conceptualize and build applications that satisfy today’s demands. We call these Reactive Applications. This architecture allows developers to build systems that are event-driven, scalable, resilient and responsive: delivering highly responsive user experiences with a real-time feel, backed by a scalable and resilient application stack, ready to be deployed on multicore and cloud computing architectures. The Reactive Manifesto describes these critical traits which are needed for going reactive.

Read The reactive manifesto.

Reactive – Un Nuovo Approccio Per Le Applicazioni

trucchi-ricerca-avanzata-gmail-google

E’ da poco che ho scoperto che in Gmail c’è una serie di operatori testuali che ti permettono di filtrare le mail con estrema precisione. E’ carino, ti dà il tranquillizzante senso del controllo che si aveva quando si usava la tastiera. In particolare, mi serviva cercare dei messaggi all’interno di un certo periodo di tempo, così ho usato before e after (vedi oltre per dettagli). Ficoso, ha funzionato benissimo. Solo dopo ho pensato a cliccare sulla freccina grigia vicina al campo Search, scoprendo così il pannello di Ricerca Avanzata. Vabbé, vuoi mettere la soddisfa?

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Ricordate l’antica vignetta “I am googlebot – I control earth”? La trovate qua. La nuova Gmail, annunciata stanotte sul blog ufficiale – si presenta come “A new Inbox that puts you back in control”. In realtà dal video sotto non è molto chiaro chi decide cosa vedere e cosa no. Quel che è certo è che loro hanno più informazioni di noi, su di noi.

 

Google riesce sempre a stupire con qualche servizio meno noto, costruito aggregando pazientemente i dati disponibili. E’ il caso di Public Data che, come ovvio, permette di “Cercare nei dati pubblici” – per esempio Banca Mondiale ed Eurostat per l’Italia e parecchio altro se si cambia lingua, come World Bank e World Economic Forum per l’inglese. E’ lì, disponibile, e puoi usarlo anche per analizzare dati tuoi con i tool disponibili. Oppure puoi giocare con quel che c’è, come per esempio i dati della disoccupazione in Europa negli ultimi venti anni. E vedere come son messe le cose in alcuni Paesi europei. Così:

Non è un’immagine: passa col mouse sul grafico per vedere le percentuali. L’ho trovato in un post che parla di Trendalyzer, il software di Rosling. Qualcuno ricorda l’incredibile presentazione di Gapminder?

1997-1998-Google-homepage-history-web-

Cose che non possono passare inosservate: il doodle di oggi – uno dei più semplici e modesti mai visti – è per il 14° compleanno di Google. Auguri a quello che più che un semplice motore di ricerca è una porta aperta dentro le nostre teste. Divertente la schermata qui sopra: nel 1997-98 Google era appena nato, era ancora ospite della Stanford University, usava il punto esclamativo in fondo copiando chiaramente Yahoo!, mandava una newsletter mensile (lol). E soprattutto aveva 25 milioni di pagine indicizzate e prometteva, a proposito del suo indice: “Soon to be much bigger”. Fatto: nel 2008 il Google Blog ufficiale annunciava di aver superato “1 trillion (as in 1,000,000,000,000) unique URLs”.

Edit: Codecademy.add(investors) con un Serie A in ottobre. Ora se non l’hanno sparata a caso, un Serie A dovrebbe essere parecchio sopra il milione di dollari. Da agosto a ottobre. Complimenti.

Immediate love: Codecademy offre una serie di semplici esercizi non solo per imparare, ma per usare subito JavaScript. Sembra nato da poco ma speriamo destinato a grandi cose. E’ divertentissimo!

codecademy how to learn javascript

PS Scoperto grazie al giovane Federico Scafato (great!). Qui su Facebook, qui su Google+.

Terminator the robot

Photo (CC) by Alberto D'Ottavi. Entertainment Technology Center, Carnegie Mellon University, Pennsylvania

Quel che è successo lo scorso 21 Aprile agli Amazon Web Services ha dell’incredibile. Un’intera region è andata giù, mettendo off-line una serie di servizi web anche di grande prestigio. AWS descrive l’accaduto come re-mirroring storm , una tempesta. Noi abbiamo fatto una sintesi dal punto di vista di Blomming in questa pagina, con la descrizione di quanto accaduto, link di approfondimento e alcune considerazioni che speriamo utili anche per altri.

Eppure eravamo avvertiti che il 19 sarebbe andata online l’intelligenza artificiale Skynet, che sarebbe diventata autocosciente e che avrebbe attaccato l’umanità proprio giovedì 21 Aprile 2011. Era tutto in Terminator, il film. Paradossalmente, quel che è successo in Internet proprio quel giorno ha della fantascienza. Un intervento di upgrade della rete della regione del North Virginia degli Amazon Web Services è stato compiuto erroneamente, facendo sì – mettiamola semplice – che i sottosistemi cercassero di replicarsi senza sapere dove. Più un server cercava di creare repliche (mirroring) per non  perdere i dati, più il sistema andava in stallo. E così via in un loop negativo che ha creato un disservizio su una scala mai vista prima.

Last but not least, negli stessi giorni è andata giù anche la PlayStation Network di Sony e si sono incendiati i gruppi di continuità di Aruba. Nessun collegamento, ma viene da pensare che Teminator c’entri qualcosa :)

E’ una piccola utility che effettua lo scan degli utenti collegati alla rete Wi-Fi, ne analizza il traffico e cattura le identità, permettendo di accedere ai loro profili Facebook, Twitter eccetera. Secondo lo sviluppatore, una denuncia per la mancanza di sicurezza di certi sistemi, come spiega nel post di riepilogo. Si chiama Firesheep. TechCrunch ne ha scritto qui.

Firesheep

Basato su Google Chrome contrasta bene Flock, che usa invece il codice Mozilla. E’ RockMelt, nuovo Social Browser appena presentato – vedi il New York Times.

Rockmelt - The Social Browser

L’idea non è nuova (di Flock avevo parlato nel 2006, pensa tu): si tratta di integrare le attività social nel browser. RockMelt lo fa particolarmente bene con Facebook – il collegamento a Twitter a me non funziona, vedremo. Nella barra sinistra nell’immagine sopra abbiamo in cima il nostro profilo e sotto la chat. Nella barra destra dell’immagine sotto, invece, una serie di Edge App, come le chiamano. Tra quelle subito disponibili varie viste delle nostre attività su Facebook.

Rockmelt The Social Browser

Curioso che un Facebook Browser come questo venga fuori da un software di Google. Ha sicuramente le ottime performance di Chrome, il che è positivo. Ma non posso trattenermi da un pensiero dietrologico sulla nostra privacy. Quando attivi RockMelt la prima volta lo autorizzi a leggere tutto quello che fai su Facebook, quindi i tuoi dati passano per Google per andare da Facebook e ritorno… Brrrr.