Monroe + Dean
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Io lo dicevo agli amici che “La lavatrice è strumento democratico per eccellenza, perché ha liberato le donne dai lavori domestici”. Per me era un mezzo scherzo, invece è proprio vero. Lo dice Hans Rosling, “professor of global health at Sweden’s Karolinska Institute” e grande mago dei dati (ne avevo già parlato qua). Il suo TED Talk più recente è, come al solito, coinvolgente ed estremamente informativo. Parla delle prospettive al 2050 dei consumi d’energia globali ma lo fa raccontando, appunto, una storia basata sulle lavatrici, il loro uso, i miliardi di donne che non ne hanno accesso. Finale forse eccessivo ma speech imperdibile: Hans Rosling and the magic washing machine.

Candy 1946 modello 50
Ora coincidenza vuole che io sia capitato nella mailing di Candy Hoover Group, che sta festeggiando i 50 anni dello stabilimento di Brugherio. Incuriosito, ho chiesto info, e vi ripropongo photogallery e storia qui sotto. Dalla quale si scopre, tra l’altro, che “A Niso Fumagalli è giusto attribuire l’”invenzione”, nel 1958, della lavabiancheria a carica frontale tramite oblò e cesto ad asse orizzontale, oggi standard europeo”. A suo modo, un altro italiano che ha fatto il suo pezzettino di storia :)

Candy 1965, pubblicità
Finale della storie e altre immagini: Continue Reading…

La National Gallery of Art, Washington DC, ha fatto una piccola, intrigante mostra delle fotografie scattate da Allen Ginsberg ai suoi amici. Tipo Jack Kerouac, qua in uno shot del 1953. Aveva scritto Sulla Strada solo due anni prima.
Jack Kerouac wandering along East 7th Street after visiting Burroughs at our pad, passing statue of Congressman Samuel “Sunset” Cox, “The Letter-Carrier’s Friend” in Tompkins Square toward corner of Avenue A, Lower East Side; he’s making a Dostoyevsky mad-face or Russian basso be-bop Om, first walking around the neighborhood, then involved with The Subterraneans, pencils & notebook in wool shirt-pockets, Fall 1953, Manhattan.
via MayaThor
Appassionati di fotografia c’è un altro Big Picture e ha 10 fantastiche foto storiche di New York.

Via Zaps

Ovvero come ti trasformo un quartiere. L’inaugurazione di quest’area, ieri sera, è andata davvero bene. Mi è piaciuta molto l’idea di invitare scuole di design da altri posti in Italia e all’estero, il che ha creato un chiacchiericcio italo-anglo-olandese davvero divertente. Lambrate, 10 anni fa, era uno di quei posti dove portavano a bruciare le macchine rubate. Ora incontri cose così (clicca per attivare il photoshow):
“Interestingly, the Apple Store in midtown Manhattan was the fifth-most photographed place in New York City — and the 28th-most photographed place in the world”, afferma con distaccato stile anglosassone la ricerca della Cornell university: Mapping the world’s photos.

Lavoro interessante, studiare usi, costumi e abitudini degli umani sui Social Media – in questo caso Flickr. La foto sotto delinea la “Photo density” degli scatti a Manhattan. Sarebbe bello fare qualcosa di simile per l’Italia.

Curioso anche che questo lavoro del 2009 sia tornato all’attenzione solo ora, proprio per la citazione dell’interesse fotografico che i turisti dedicano all’Apple Store. Ne parla anche Silicon Alley Insider, con un bell’articolo sull’architetto che ha progettato il negozio, Peter Bohlin. Un signore di una certa età, tra l’altro: Meet The Genius Behind Apple’s Beautiful Retail Stores. Dopo il salto, il PDF della ricerca Cornell.
Il titolo non si riferisce , una volta tanto, a nanotecnologie o particelle subatomiche ma alla tecnica fotografica del Tilt-Shift – qui su Wikipedia. Vengono fuori cose meravigliose come il video qui sotto. Se n’è parlato su Friendfeed e si può provare con TiltShiftMaker.
The Sandpit from Sam O’Hare on Vimeo.

Anche questa volta, in occasione di un ennesimo, pessimo disastro come il terremoto in Cile, Internet ha giocato il suo ruolo. E a momenti le twitpics, cioè le immagini user generated raccolte spontaneamente via Twitter, reggono il confronto con il reportage fotografico uberprofessional di Boston.com.