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	<title>Infoservi.it &#187; Interviews and Encounters</title>
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	<description>Cultura, Società e Ricerca su Tecnologia, Media, Internet.</description>
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		<title>Douglas Rushkoff: Program Or Be Programmed. Video</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Future Studies]]></category>
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		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8220;In the emerging, highly programmed landscape ahead, you will either create the software or you will be the software&#8221;. E&#8217; incredibile come, 18 anni dopo Cyberia, Douglas Rushkoff abbia ancora più forza di allora nello spingere a capire e a prendere possesso delle tecnologie, pur essendone diventato un critico. O forse proprio per questo: proprio perché le capisce profondamente ne conosce rischi e pericoli. Il suo &#8220;Be programmed&#8221; ha infatti due implicazioni. Da una parte è un gioco di parole sul diventare un &#8220;programma&#8221; in senso televisivo. Dall&#8217;altra si riferisce ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-6612" title="Douglas Rushkoff at HelloEtsy Berlin - Program or be programmed" src="http://www.infoservi.it/public/2011/09/rushkoff-580x187.jpg" alt="Douglas Rushkoff at HelloEtsy Berlin - Program or be programmed" width="580" height="187" /></p>
<p><em>&#8220;In the emerging, highly programmed landscape ahead, you will either create the software or you will be the software&#8221;</em>. E&#8217; incredibile come, 18 anni dopo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cyberia_(book)" target="_blank">Cyberia</a>, Douglas Rushkoff abbia ancora più forza di allora nello spingere a capire e a prendere possesso delle tecnologie, pur essendone diventato un critico. O forse proprio per questo: proprio perché le capisce profondamente ne conosce rischi e pericoli. Il suo <em>&#8220;Be programmed&#8221;</em> ha infatti due implicazioni. Da una parte è un gioco di parole sul diventare un &#8220;programma&#8221; in senso televisivo. Dall&#8217;altra si riferisce all&#8217;essere &#8220;programmato&#8221;, influenzato, gestito da altri. In ogni caso si tratta di libertà di scelta. <em>&#8220;Se scegli di programmare&#8221;</em>, afferma nella prima pagina del libro, <em>&#8220;avrai accesso al pannello di controllo della civilizzazione. Scegli di essere programmato&#8221;</em>, continua, <em>&#8220;e potrebbe essere l&#8217;ultima vera decisione che prendi&#8221;</em>.</p>
<p>Sembra eccessivo? Lo spiega bene parlando di Facebook. <strong><span id="more-6611"></span></strong><em>&#8220;Pensiamo di essere noi gli utenti, e Facebook il prodotto&#8221;</em>, ha detto nel suo entusiasmante speech di Berlino durante HelloEtsy, di cui trovate il video sotto. <em>&#8220;Ma in realtà la missione di Facebook è vendere pubblicità alle aziende. Quindi gli utenti sono le aziende, e il prodotto siamo noi&#8221;</em>. E&#8217; solo un&#8217;idea, ma se ci pensi è così. Siamo ipnotizzati dallo <em>stream</em> che passa sul nostro <em>wall</em>, e questo ci sta riportando a una fruizione <em>passiva</em> delle informazioni. Che è proprio ciò che speravamo di aver superato. E quindi ancora una volta, anzi sempre di più, il controllo e la comprensione delle tecnologie è ciò che ci permette di mantenere capacità di scelta.</p>
<p><strong><a href="http://www.orbooks.com/our-books/program/">Program or be programmed</a></strong> è un libro fondamentale: in 150 piccole pagine delinea i 10 punti cruciali da tenere a mente se si vuole sopravvivere nel mondo d&#8217;oggi.</p>
<p><strong>Nota</strong>: Douglas Rushkoff è un <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Douglas_Rushkoff">media theorist</a></em> che si occupa di tecnologia dall&#8217;inizio. E&#8217; sempre in giro a tenere lezioni e corsi e scrive su New York Times, Guardian, e altri. <a href="http://www.rushkoff.com/">Qui il suo sito</a>. Mi ha fatto piacere, quando sono andato a salutarlo e a farmi autografare il libro, che ci sia stata un&#8217;intesa per le due battute scambiate sui vent&#8217;anni passati in questo campo. E quando gli ho chiesto <em>&#8220;Secondo te cosa succede ora&#8221;</em> mi ha risposto <em>&#8220;Facciamo un altro giro&#8221;</em>. It&#8217;s still just the beginning.</p>
<p>Trovatevi un&#8217;ora per questo video perché merita tutto:</p>
<p><iframe width="560" height="340" src="http://cdn.livestream.com/embed/etsy?layout=4&amp;clip=pla_bc66e3ea-e799-42ec-8187-75fe14ab42a6&amp;height=340&amp;width=560&amp;autoplay=false" style="border:0;outline:0" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="font-size: 11px;padding-top:10px;text-align:center;width:560px">Watch <a href="http://www.livestream.com/?utm_source=lsplayer&amp;utm_medium=embed&amp;utm_campaign=footerlinks" title="live streaming video">live streaming video</a> from <a href="http://www.livestream.com/etsy?utm_source=lsplayer&amp;utm_medium=embed&amp;utm_campaign=footerlinks" title="Watch etsy at livestream.com">etsy</a> at livestream.com</div>
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		<title>Joinpad, L&#8217;Italian Augmented Reality Startup e IAR2011</title>
		<link>http://www.infoservi.it/iar2010-iar2011-joinpad-litalian-augmented-reality/6150</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 22:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews and Encounters]]></category>
		<category><![CDATA[Startup Italy]]></category>
		<category><![CDATA[augmented reality]]></category>
		<category><![CDATA[iar2011]]></category>
		<category><![CDATA[mauro rubin]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia di Mauro Rubin (blog) e la sua Joinpad è fulminante: abbiamo registrato questo video giusto un anno fa ed erano più o meno appena partiti. Mauro si è licenziato da fior d&#8217;azienda per fare la sua startup, e ha avuto ragione. Joinpad gira forte e ha organizzato la seconda edizione dell&#8217;evento italiano più importante su questo tema. Questo giovedì 16 giugno si tiene infatti Italian Augmented Reality &#8211; IAR2011 &#8211; al quale ovviamente non potete mancare.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Mauro Rubin (<a href="http://www.plumfake.com/">blog</a>) e la sua <a href="http://www.joinpad.net/">Joinpad</a> è fulminante: abbiamo registrato questo video giusto un anno fa ed erano più o meno appena partiti. Mauro si è licenziato da fior d&#8217;azienda per fare la sua startup, e ha avuto ragione. Joinpad gira forte e ha organizzato la seconda edizione dell&#8217;evento italiano più importante su questo tema. Questo giovedì 16 giugno si tiene infatti <a href="http://www.italianaugmentedreality.com/"><strong>Italian Augmented Reality &#8211; IAR2011</strong></a> &#8211; al quale ovviamente non potete mancare.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://www.infoservi.it/iar2010-iar2011-joinpad-litalian-augmented-reality/6150"><img src="http://img.youtube.com/vi/u8OrWC2GMWw/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Internet Divulgatore o Piattaforma di Business? Intervista a Carlo Guglielmi, Presidente del Salone del Mobile</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 08:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture and Design]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet Better Life, recita il sito di ToscanaLab. E Festival dell&#8217;Innovazione Digitale, invece, VeneziaCamp. Due appuntamenti importanti, a cui ho avuto la fortuna di essere invitato per parlare di Blomming &#8211; ne ho raccontato qua. Venerdì 2 luglio, però, avrò il piacere di partecipare anche alla Venice Session intitolata Design The Future. Ascolterò figure di spicco, come Elio Caccavale del Royal College of Art, Aldo Colonetti, direttore Ottagono, Joseph Grima, direttore editoriale Domus, Stefano Mirti di Id-Lab e NABA, e altri, tra cui Carlo Guglielmi, presidente di FontanaArte e Cosmit, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Internet Better Life</em>, recita il sito di <a href="http://www.toscanalab.it">ToscanaLab</a>. E <em>Festival dell&#8217;Innovazione Digitale</em>, invece, <a href="http://www.veneziacamp.it/">VeneziaCamp</a>. Due appuntamenti importanti, a cui ho avuto la fortuna di essere invitato per parlare di <a href="http://blomming.com">Blomming</a> &#8211; ne ho <a href="http://magazine.blomming.com/2010/06/nuove-tappe-per-il-tour-di-blomming/">raccontato qua</a>. Venerdì 2 luglio, però, avrò il piacere di partecipare anche alla <strong><a href="http://venicesessions.it/">Venice Session</a></strong> intitolata <em>Design The Future</em>. Ascolterò figure di spicco, come Elio Caccavale del Royal College of Art, Aldo Colonetti, direttore Ottagono, Joseph Grima, direttore editoriale Domus, Stefano Mirti di Id-Lab e NABA, e altri, tra cui Carlo Guglielmi, presidente di FontanaArte e Cosmit, l&#8217;ente che organizza il Salone del Mobile.</p>
<p>Proprio al Salone, e grazie a Luigi Gioni di <a href="http://www.open-knowledge.it/cms/">Open-Knowledge</a>, ho avuto occasione di incontrare Guglielmi, di cui riporto la video-intervista qui sotto. Mi ha raccontato dell&#8217;evento e del mercato del design italiano (inteso principalmente come arredo, <em>ofc</em>), mentre io cercavo di &#8220;pungolarlo&#8221; su visioni, strategie e intenzioni nei riguardi di Internet. Sinceramente: c&#8217;è ancora molto da fare. Guglielmi riconosce l&#8217;ineluttabilità del &#8220;digitale&#8221;, anzi dà una strigliata agli operatori della distribuzione. Ma una presa di posizione più aperta e decisa verso l&#8217;online da parte dell&#8217;ente che lui rappresenta sarebbe auspicabile. Proprio perché Internet non è solo un divulgatore, bensì piattaforma di business, e miglior risposta alla crisi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LymApPKjuDU&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="385" src="http://www.youtube.com/v/LymApPKjuDU&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Altre anticipazioni riguardo la Venice Session sulla <a href="http://www.facebook.com/VeniceSessions">pagina Facebook</a>.</p>
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		<title>Intervista a Giacomo &#8220;Peldi&#8221; Guilizzoni: I Venti Anni di Balsamiq</title>
		<link>http://www.infoservi.it/intervista-a-giacomo-peldi-guilizzoni-i-venti-anni-di-balsamiq/5104</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 07:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Startup Italy]]></category>
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		<description><![CDATA[S&#8217;era già detto che Balsamiq è &#8220;La startup più amata dagli startupper&#8221;. E ora che ho conosciuto Peldi ho capito bene perché. Pragmatico &#8211; anzi &#8220;Terra terra&#8221; dice lui, e &#8220;Concreti&#8221; ribadisce il suo amico e socio Marco &#8211; e di una simpatia esplosiva. Qui sotto il video dell&#8217;intervista che gli ho fatto al Working Capital di Bologna, con in più alcuni passaggi del suo speech. Da non perdere gli ultimi due minuti.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S&#8217;era <a href="http://www.infoservi.it/balsamiq-la-startup-italiana-piu-amata-dagli-startupper/4975">già detto</a> che <strong><a href="http://balsamiq.com/">Balsamiq</a></strong> è <em>&#8220;La startup più amata dagli startupper&#8221;</em>. E ora che ho conosciuto Peldi ho capito bene perché. Pragmatico &#8211; anzi <em>&#8220;Terra terra&#8221;</em> dice lui, e <em>&#8220;Concreti&#8221;</em> ribadisce il suo amico e socio Marco &#8211; e di una simpatia esplosiva. Qui sotto il video dell&#8217;intervista che gli ho fatto al <a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/">Working Capital</a> di Bologna, con in più alcuni passaggi del suo speech. Da non perdere gli ultimi due minuti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/hceJuXvfcmo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="385" src="http://www.youtube.com/v/hceJuXvfcmo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Matt Mullenweg: Probabilmente l&#8217;Altro Ragazzo Più Importante del Web</title>
		<link>http://www.infoservi.it/matt-mullenweg-probabilmente-il-ragazzo-piu-importante-del-web/4959</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 08:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosphere]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews and Encounters]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1999 tra i leader del mercato dei Content Management System spiccava Vignette. Installarlo costava una miliardata di lire e per personalizzarlo avevi bisogno di un consulente da dieci milioni al giorno. Oggi WordPress fa le stesse cose, anzi più e meglio, gratis. E&#8217; Open Source, per la precisione, e usato da un numero imprecisato di publisher: 22 milioni quelli che si possono contare &#8211; vedi le statistiche ufficiali &#8211; oltre a quelli che l&#8217;hanno scaricato e installato su un proprio dominio, come questo Infoservi.it. Sono stati 21 milioni solo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1999 tra i leader del mercato dei <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Content_management_system">Content Management System</a></em> spiccava Vignette. Installarlo costava una miliardata di lire e per personalizzarlo avevi bisogno di un consulente da dieci milioni al giorno. Oggi <strong><a href="http://wordpress.com">WordPress</a></strong> fa le stesse cose, anzi più e meglio, gratis. E&#8217; Open Source, per la precisione, e usato da un numero imprecisato di <em>publisher</em>: 22 milioni quelli che si possono contare &#8211; <a href="http://en.wordpress.com/stats/">vedi le statistiche ufficiali</a> &#8211; oltre a quelli che l&#8217;hanno scaricato e installato su un proprio dominio, come questo Infoservi.it. Sono stati 21 milioni solo nell&#8217;anno scorso.</p>
<p>L&#8217;ha fatto <strong><a href="http://ma.tt/">Matt Mullenweg</a></strong>, di cui trovo straordinaria la presentazione nel video qui sotto, specie se confrontato con lo stile di un altro ragazzino come lui tipo <a href="http://www.infoservi.it/facebook-cinque-anni/935">Mark Zuckerberg</a> di Facebook o tanti manager dell&#8217;industria. Ha iniziato perché interessato alla <em>typography</em>, e ha una passione per il <em>jazz</em>. Modestia e semplicità non devono essere scambiate per pochezza di visione né tantomeno di influenza: questo ragazzo è il centro di connessione di migliaia di sviluppatori e milioni di publisher, cioè coloro che <em>fanno</em> la Rete. PC World l&#8217;ha nominato tra i Top 50 del Web, Business Week tra i Top 25. Lui, in perfetto <em>understatement</em>, <a href="http://ma.tt/about/">commenta</a> <em>&#8220;It’s probably all downhill from here&#8221;</em>. Sì, se vuol dire che il peggio è passato. Ma il meglio deve ancora venire. Questo ragazzo è destinato solo a crescere.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="guid=xj8pDCM4&amp;width=570&amp;height=360&amp;locksize=no&amp;dynamicseek=false&amp;qc_publisherId=p-18-mFEk4J448M" /><param name="src" value="http://v.wordpress.com/wp-content/plugins/video/flvplayer.swf?ver=1.21" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="360" src="http://v.wordpress.com/wp-content/plugins/video/flvplayer.swf?ver=1.21" allowfullscreen="true" flashvars="guid=xj8pDCM4&amp;width=570&amp;height=360&amp;locksize=no&amp;dynamicseek=false&amp;qc_publisherId=p-18-mFEk4J448M"></embed></object></p>
<p><strong>PS</strong> Il suo speech dura circa 40 minuti, poi c&#8217;è <em>mezz&#8217;ora</em> di domande e risposte. Da non perdere quella a 1:8:10, della studentessa di giornalismo (sono biased: ho lo stesso problema con gli studenti di quest&#8217;anno)</p>
<p><strong>PPS</strong> Mashable <a href="http://mashable.com/2010/05/10/new-features-wordpress-3/?">riassume</a> le cinque novità principali di WordPress 3.0</p>
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		<title>Compellent: Enterprise Storage tra Facebook e Cloud Computing</title>
		<link>http://www.infoservi.it/compellent-enterprise-storage-tra-facebook-e-cloud-computing/4888</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 03:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emerging Technologies]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware and Gadget]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews and Encounters]]></category>
		<category><![CDATA[c-drive]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[compellent]]></category>
		<category><![CDATA[storage]]></category>

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		<description><![CDATA[In un segmento di mercato da 16 miliardi di dollari, in effetti, 125 milioni sembrano proprio pochi. E se si tratta di Enterprise Storage, per di più, le dimensioni contano. Ma sembra essere solo questo il problema di Compellent, almeno stando ai commenti più che positivi dei clienti. “They deliver what they say” o “They really follow your needs” è il tono delle testimonianze raccolte al caffé durante il C-Drive. Ne abbiamo parlato con Phil Soran, CEO di Compellent, nell&#8217;intervista video che trovate dopo il salto.
I 125 milioni rappresentano i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un segmento di mercato da 16 miliardi di dollari, in effetti, 125 milioni sembrano proprio pochi. E se si tratta di <em>Enterprise Storage</em>, per di più, le dimensioni contano. Ma sembra essere solo questo il problema di <a href="http://www.compellent.com/">Compellent</a>, almeno stando ai commenti più che positivi dei clienti. <em>“They deliver what they say”</em> o <em>“They really follow your needs”</em> è il tono delle testimonianze raccolte al caffé durante il <strong><a href="http://cdrive.compellent.com/">C-Drive</a></strong>. Ne abbiamo parlato con Phil Soran, CEO di Compellent, nell&#8217;intervista video che trovate dopo il salto.</p>
<p>I 125 milioni rappresentano i risultati 2009 dell&#8217;azienda di Minneapolis, in crescita del 38% rispetto all&#8217;anno precedente, a fronte di una contrazione del settore delle <em>Storage Area Network</em> del 5%. Diminuzione quest&#8217;ultima che sembra però essere solo temporanea, visto che le esigenze di storage  proiettano nei prossimi anni una crescita esponenziale, come nella slide sotto:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4892" title="Compellent" src="http://www.infoservi.it/public/compellent21-570x415.jpg" alt="" width="570" height="415" /></p>
<p>Compellent si sta affermando per una soluzione tecnologica interessante: un approccio che ha, diciamo così, virtualizzato file system, protocolli di comunicazione, formati dei dati, eccetera, in modo tale da poter gestire in modo uniforme ogni possibile configurazione di dischi. Man mano che diventano meno prioritari, i dati si spostano così automaticamente &#8211; per questo <strong><a href="http://www.compellent.com/Products/Fluid-Data.aspx">Fluid Data</a></strong> &#8211; dalle batterie di prima risposta, composte di dischi veloci e costosi come quelli in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fibre_channel">Fibre Channel</a>, verso quelli più lenti ed economici, per esempio in tecnologia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sata">SATA</a>. Il tutto in maniera automatica e trasparente, completamente gestita dal sistema. Una peculiarità che, a sentire clienti e partner, stacca nettamente la concorrenza. E non è l’unica.</p>
<p><span id="more-4888"></span>Più dell’80% delle vendite dell’azienda è rappresentato dal classico ferro: controller, disk array e rack. Ma l’intelligenza, come sempre, sta nel software. A questo si aggiunge il fatto che le reti di storage si estendono <em>enterprise wide</em>, anche in distribuzione geografica, per diventare delle vere e proprie <em>Private Cloud</em> &#8211; cioè delle architetture di <em>Cloud Computing</em> interne al perimetro dei sistemi informativi aziendali. La discussione su cosa si intenda con questo termine è estremamente dibattuta &#8211; a partire <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing">dalla voce di Wikipedia</a> &#8211; e altrettanto le opinioni sul loro uso in azienda. Ed è anche di questo che abbiamo discusso con Phil Soran, chairman, president e CEO di Compellent, a partire da una riflessione su esigenze attuali e trend futuri dello storage nell&#8217;Era di Facebook. Nel video qui sotto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ORuEjchXPcw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ORuEjchXPcw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Stefano Sanna: Le Mobile Application a Better Software e Una Riga di Codice Lunga 15 Anni</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 17:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho incontrato Stefano Sanna per la prima volta a Frontiers of Interactions 2007. Il suo intervento mi aveva colpito, come ho scritto qua. Qualche chiacchiera veloce, poi ci siamo un po&#8217; seguiti online, ma niente di più. Fino a una sera, in Skype: &#8220;Alberto!&#8221;. E mi manda un file. Questo:

Era il numero di Aprile 1996 di PC Magazine. Io, tra le varie cose, curavo la rubrica OS/2, e avevo recensito la Zona OS/2 che lui curava su Bronto Server, il sito del suo amico Marco Marongiu (che ora lavora a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho incontrato <strong><a href="http://www.gerdavax.it/">Stefano Sanna</a></strong> per la prima volta a Frontiers of Interactions 2007. Il suo intervento mi aveva colpito, <a href="http://www.infoservi.it/frontiers07-designing-future-reality/444">come ho scritto qua</a>. Qualche chiacchiera veloce, poi ci siamo un po&#8217; seguiti online, ma niente di più. Fino a una sera, in Skype: <em>&#8220;Alberto!&#8221;</em>. E mi manda un file. Questo:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4847" title="Stefano Sanna" src="http://www.infoservi.it/public/sanna.jpg" alt="" width="570" height="339" /></p>
<p>Era il numero di Aprile 1996 di PC Magazine. Io, tra le varie cose, curavo la rubrica OS/2, e avevo recensito la Zona OS/2 che lui curava su Bronto Server, il sito del suo amico Marco Marongiu (che ora lavora a Opera Software, a Oslo), senza ovviamente conoscerli affatto. Altrettanto per loro, che si sono trovati sul giornale in modo del tutto inaspettato. Quella sera su Skype Stefano mi ha raccontato che effetto gli aveva fatto la sorpresa ai tempi, che energia gli aveva dato. Non vi dico io mentre lo diceva, e il piacere di scoprire che una piccola cosa fatta tempo addietro era servita a qualcosa.</p>
<p>Ora Stefano (<a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/stefano-sanna">scheda sintetica</a>) è un riconosciuto professionista, esperto di sviluppo <em>mobile</em>. Sua la Divina Commedia per iPhone, che è stata per lungo tempo l&#8217;applicazione italiana più scaricata. A <strong>Better Software</strong>, il 5 Maggio, <a href="http://www.bettersoftware.it/2010/programma">aprirà le danze</a> con uno speech dal titolo <em>Application Store Potenzialità e trappole</em>, che ci racconta qui.</p>
<blockquote><p>Eccomi qui a raccontarti dell&#8217;intervento che faro&#8217; a Better Software la settimana prossima. Come mi hai raccomandato, scrivero&#8217; queste note molto informalmente, come se ti stessi raccontando l&#8217;intervento mentre stiamo andando a Firenze alla conferenza. Non ti nascondo che scriverti per raccontarti un mio lavoro, 15 anni dopo la prima volta, mi riempie di emozione. E ti assicuro che non sono parole dette a caso <em>[Altrettanto, Stefano. Io di parole non ne ho proprio più :D ndr]</em>.</p>
<p>Il mio intervento si intitola <em>Application store, potenzialità e trappole</em> e vuole dare il punto di vista dello sviluppatore a proposito di fenomeni come App Store e Android Market. Il web è pieno di autorevoli analisi, commenti e statistiche che studiano e decifrano (o cercano di decifrare) l&#8217;enorme successo della rivoluzione introdotta con la seconda generazione di iPhone. Si tratta spesso di statistiche complessive (sono state scaricate N miliardi di applicazioni), oppure frutto di sondaggi presso gli utenti oppure ancora casi di successo eclatante. Normalmente chi parla è un analista, mentre gli sviluppatori sono dietro le quinte. Io sono sviluppatore al 100%, come tempo e come animo, e nel mio intervento presenterò la mia esperienza diretta e quella di altri due sviluppatori di successo italiani. Parlerò, dunque, di gente di casa nostra, con dati di prima mano, mostrando con entustiamo risultati apprezzabili ma sottolineando anche la delusione per cio&#8217; che non e&#8217; accaduto. Ovviamente non ho la ricetta magica per fare milioni di euro sugli application store: non mostro trucchi ne&#8217; prevedo il futuro. Se così fosse avrei ben altra qualita&#8217; di vita! Parlo della realta&#8217;, della cruda realta&#8217; :)</p>
<p>Andiamo per ordine.<span id="more-4842"></span>Inizio l&#8217;intervento presentando un po&#8217; di numeri assoluti: numero di application store esistenti, numero di applicazioni pubblicate per ciascuno store. Faccio poi qualche intersezione, mostrando come iPhone e Android abbiano numeri comparabili (inteso come N device per N applicazioni per N download), mentre le altre piattaforme spesso abbondano di device ma sono carenti di applicazioni. Segno questo che gli sviluppatori non sono attratti dal numero di potenziali clienti (per esempio, la sterminata popolazione dei possessori di un telefono Symbian), ma piuttosto vanno laddove l&#8217;utente e&#8217; &#8220;educato&#8221; all&#8217;acquisto, ovvero su iPhone. Faccio poi notare che, malgrado il tentativo di Nokia di dire che Ovi sta andando alla grande, normalizzando un po&#8217; i dati e confrontandoli con quelli iPhone, la piattaforma finlandese stenta a decollare, nonostante venda tantissimi terminali.</p>
<p>Passo, dunque, a illustrare tre esperienze italiane: la &#8220;mia&#8221; Divina Commedia, i giochi di carte su iPhone di Roberto Fraboni e l&#8217;utility Bluetooth FIle Transfer per Android di Davide Ciuchini. I numeri di queste applicazioni mostrano che:</p>
<ul>
<li>Il settore degli e-book rende molto + su iPhone che su Android</li>
<li>La progressione della pubblicazione dei giochi di carte di Fraboni mostra che, anche in piccolo, la lunga coda esiste e funziona. Oltretutto, ci sono degli interessanti spunti sul fronte &#8220;abbassamento di prezzo&#8221; e uso delle applicazioni Lite</li>
<li>Laddove uno sviluppatore colma una carenza del sistema operativo, anche parzialmente, il successo e&#8217; assicurato (quasi un milione di donwload!)</li>
</ul>
<p>Emerge comunque che la qualita&#8217; e l&#8217;ascolto del feedback degli utenti e&#8217; fondamentale per rendere longeva e di successo una applicazione.</p>
<p>Qua e la&#8217; faccio un po&#8217; di considerazioni, mostrando soprattutto che sia i miti ottimistici <em>(&#8220;Con una applicazione stupida si fanno soldi a palate&#8221;)</em> che i miti pessimistici <em>(&#8220;Ormai il mercato e&#8217; saturo, non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; spazio&#8221;)</em> sono sbagliati e che, a fronte di un impegno intelligente e costante, si possono raggiungere risultati interessanti. Sicuramente l&#8217;Android Market non puo&#8217; garantire i ritorni dell&#8217;App Store, ma e&#8217; altrettanto vero che la crescente quota di mercato incoraggia i fornitori di servizio ad approntare comunque le applicazioni per questa piattaforma. In altre parole, mentre su App Store &#8220;si fanno i soldi&#8221; o con applicazioni proprie o con le consulenze, credo che l&#8217;Android Market, oggi e soprattutto in Italia, sia redditizio principalmente per la consulenze. Purtroppo anche la pubblicita&#8217; su Android e&#8217; a rischio, visto che e&#8217; molto semplice disassemblare le applicazioni e disabilitare i banner&#8230;</p></blockquote>
<p>Bel lavoro, Stefano. Mi dispiace non esser lì quando parlerai, sarò in viaggio. Ma ci becchiamo al prossimo giro. Alla prossima versione.</p>
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		<title>Una Cosa Nòva</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Nòva 24, inserto su innovazione, ricerca e creatività de Il Sole 24 Ore, oggi c&#8217;è un mio pezzo su Michael Meyer, CEO di  Adaptive Path. E&#8217; il report dell&#8217;incontro / discussione / intervista avvenuto durante il Salone del Mobile grazie a BAIA Network, che ha generato delle occasioni d&#8217;incontro per Meyer in Italia. Adaptive Path è famosa per il design digitale &#8211; nella loro pagina dei clienti molte startup web, oltre a nomi di spicco nell&#8217;online &#8211; ma la sua peculiarità è un più ampio approccio a Experience ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://adaptivepath.com"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4782" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Michael Meyer" src="http://www.infoservi.it/public/headshot_meyer-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Su <strong><a href="http://www.novaonline.ilsole24ore.com/">Nòva 24</a></strong>, inserto su innovazione, ricerca e creatività de Il Sole 24 Ore, oggi c&#8217;è un mio pezzo su <strong><a href="http://adaptivepath.com/aboutus/michael.php">Michael Meyer</a></strong>, CEO di  <a href="http://adaptivepath.com/">Adaptive Path</a>. E&#8217; il report dell&#8217;incontro / discussione / intervista avvenuto durante il Salone del Mobile grazie a <a href="http://www.baia-network.org/">BAIA Network</a>, che ha generato delle occasioni d&#8217;incontro per Meyer in Italia. Adaptive Path è famosa per il design digitale &#8211; nella loro <a href="http://adaptivepath.com/services/clients.php">pagina dei clienti</a> molte startup web, oltre a nomi di spicco nell&#8217;online &#8211; ma la sua peculiarità è un più ampio approccio a <em>Experience Design and Strategy</em>. Per questo abbiamo parlato anche di organizzazione, oltre che di prodotti&#8230; ma per saperne di più dovrete fare un salto in edicola.</p>
<p>Non è l&#8217;unica Nòvità, su questo numero. Per vie del tutto parallele e inaspettate, il giornalista Andrea Nelson Mauro (che non conosciamo) ha contattato <a href="http://www.njvitto.com/">Nicola Junior Vitto</a>, mio socio in <a href="http://blomming.com">Blomming</a>, per un&#8217;articolo / intervista sulla nostra iniziativa. Ne è uscito con un bellissimo e lungo pezzo che ci ha strabiliati. Ha colto lo spirito e ci ha dato una spinta ancora più forte per mantenere la deadline di metà maggio per uscire con l&#8217;alpha. Ne ho parlato <a href="http://magazine.blomming.com/2010/04/blomming-su-nova-del-sole-24-ore/">sul magazine del sito</a>.</p>
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		<title>Rinnovare la Radio: Parla Linus di Radio Deejay</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:42:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, a Milano, si è tenuto Nice To Meet U, evento organizzato da Ustation, network di media universitari. Ospite particolare Linus, direttore artistico di Radio Deejay. Interessanti le sue opinioni e il suo uso della Rete, molto competenti ed equilibrate: né entusiasmo né scetticismo, ma una visione lucida di problemi e opportunità. Ha cominciato raccontando quanto sia pesante l&#8217;infrastruttura della radio, che rappresenta quasi l’80% dei costi, dedicati a gestire i 4/500 ripetitori e il satellite che li collega. Ed è proprio questo a costringere le radio ad ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3746" style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="linus" src="http://www.infoservi.it/public/linus-150x150.jpg" alt="linus" width="150" height="150" />Qualche tempo fa, a Milano, si è tenuto <a href="http://www.infoservi.it/giovedi-milano-nice-to-meet-u/3508">Nice To Meet U</a>, evento organizzato da <a href="http://www.ustation.it/">Ustation</a>, network di media universitari. Ospite particolare <strong><a href="http://mydeejay.deejay.it/linus/biografia">Linus</a></strong>, direttore artistico di <a href="http://www.deejay.it">Radio Deejay</a>. Interessanti le sue opinioni e il suo uso della Rete, molto competenti ed equilibrate: né entusiasmo né scetticismo, ma una visione lucida di problemi e opportunità. Ha cominciato raccontando quanto sia pesante l&#8217;infrastruttura della radio, che rappresenta quasi l’80% dei costi, dedicati a gestire i 4/500 ripetitori e il satellite che li collega. Ed è proprio questo a costringere le radio ad appiattirsi sul &#8220;commerciale&#8221;. <em>“Non vedo l’ora che accada il passaggio su Internet, che potrà abbattere questi costi”</em>, ha affermato, anche perché il passaggio delle radio sul Web permetterebbe la nascita di tante radio alternative, a cui ha attributito un valore culturalmente pari a quello di una radio professionale, fatte le debite proporzioni.</p>
<p>Se questi i lati positivi (<em>&#8220;Credo il Podcast sia la cosa più bella in assoluto&#8221;</em>, ha anche detto), non si nasconde le difficoltà, specie di fronte alla sfida del Web moderno, quello sociale: <em>&#8220;Internet ha fatto sentire molto la presenza del pubblico. Nello stesso tempo, quando sviluppi un’azione con una componente artistica non devi lasciarti influenzare più di tanto dagli input del pubblico. Il problema con la massa è che tende a ripetere cliché&#8221;</em>. Quindi dialogo sì, ma nel rispetto delle reciproche posizioni e cum grano salis: <em>&#8220;Il mio blog viene letto da 3/4.000 persone, ogni giorno, e riceve 40/50 commenti. Spesso sono molto positivi, ma non penso che quella sia la verità&#8221;</em>.</p>
<p>Insomma molto interessante: le parole critiche, per me, hanno un valore doppio se vengono da chi conosce e usa ciò di cui parla. Non è un caso, evidentemente, se tra i <a href="http://linus.blog.deejay.it/2010/01/07/2010/">buoni propositi per il 2010</a> mette <em>&#8220;Rivoltare come un calzino la radio&#8221;</em>.</p>
<p>Qui sotto il video della prima parte del suo intervento, a questi link le altre: <a href="http://www.ustation.it/contenuti/video/1618-nice-to-meet-u-linus-parte-2">seconda</a> e <a href="http://www.ustation.it/contenuti/video/1619-nice-to-meet-u-linus-parte-3">terza</a>. Il suo blog si trova <a href="http://linus.blog.deejay.it/">a questo indirizzo</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.ustation.it/mod/mediastream/swf/jwplayer.swf?file=http://www.ustation.it/videostream/989.flv&amp;controlbar=over&amp;image=http://www.ustation.it/videostream/preview/1617&amp;logo=http://www.ustation.it/mod/template/images/logo_embed.png" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="405" src="http://www.ustation.it/mod/mediastream/swf/jwplayer.swf?file=http://www.ustation.it/videostream/989.flv&amp;controlbar=over&amp;image=http://www.ustation.it/videostream/preview/1617&amp;logo=http://www.ustation.it/mod/template/images/logo_embed.png" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Joi Ito: Creative Commons Serve al Copyright</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 07:12:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Joi Ito, CEO di Creative Commons, è stato recentemente a Roma, a parlare alla Camera dei Deputati &#8211; sembra uno scherzo, di questi tempi, invece è così. Per l&#8217;occasione si è messo la cravatta (mai visto prima :) e ha rilasciato la bella video-intervista che ripropongo qui sotto. Del suo concetto dei diversi &#8220;strati&#8221; relativi a open innovation ho già parlato qui, un post di un annetto fa ma che merita ancora qualche riflessione. Creative Commons, inoltre, è ancora in fundraising &#8211; Joi lo racconta qui. Merita un pensiero per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://joi.ito.com/">Joi Ito</a>, CEO di <strong><a href="http://creativecommons.org/">Creative Commons</a></strong>, è stato recentemente a Roma, a parlare alla Camera dei Deputati &#8211; sembra uno scherzo, di questi tempi, invece è così. Per l&#8217;occasione si è messo la cravatta (mai visto prima :) e ha rilasciato la bella video-intervista che ripropongo qui sotto. Del suo concetto dei diversi &#8220;strati&#8221; relativi a open innovation <a href="http://www.infoservi.it/meet-the-media-guru-joi-ito/878">ho già parlato qui</a>, un post di un annetto fa ma che merita ancora qualche riflessione. Creative Commons, inoltre, è ancora in <em>fundraising</em> &#8211; Joi <a href="http://joi.ito.com/weblog/2009/12/18/creative-common-31.html">lo racconta qui</a>. Merita <a href="https://support.creativecommons.org/">un pensiero per Natale</a>. Io <a href="https://creativecommons.net/dottavi">ci sono</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="570" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4IMlZiOBSFQ&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="570" height="344" src="http://www.youtube.com/v/4IMlZiOBSFQ&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(Via <a href="http://gianlucadettori.nova100.ilsole24ore.com/2009/12/joy-ito-ceo-di-creative-commons-intervistato-a-roma.html">Gianluca Dettori</a>)</p>
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