[Torna Luca Galli - qui il suo blog, qui i suoi post infoservi - e lo fa nel suo stile inconfondibile, con una chicca video straordinaria -ad]
In teoria lo sanno anche i sassi, ammesso che siano interessati — domani in Lombardia inizia lo switch-over: RAI2 e Rete4 sul digitale, poi dopo l’estate tutto il resto. Appena un paio di settimane fa a Milano si sono chiusi i lavori della quinta conferenza nazionale sul digitale terrestre (vedi la copertura stampa). Si è discusso dal punto di vista dell’industria (sopra ogni cosa, la concorrenza tra Sky e Mediaset, dove ci sono i soldi veri), ma poi ci sono le persone là fuori. Come se la cavano in queste circostanze? Che ne sanno di analogico e digitale?
A fine aprile ho provato a ragionare un po’ sulla cosa con un intervento a Trento per il convegno sul digitale terrestre promosso da Provincia Autonoma e Trentino In Rete in collaborazione con Create-Net — un’iniziativa diversa, legata al territorio, ma a cui hanno aderito diversi protagonisti nazionali, tra cui Mediaset, RAI e la stessa DGTVi che ha organizzato la conferenza di Milano.
Dato che a Trento si parlava di “sfide e opportunità”, ho proposto di ripartire appunto dalle persone — niente prediche eh: il mio punto è che espressioni come spettatori (audience) e utenti (users) si portano dietro una quantità di assunzioni che esprimono appunto la prospettiva dell’industria e delle tecnologie, molto meno quella delle persone (direi people) — sia nei media sia nell’ICT. Ecco, per sollevare il punto senza farla lunga incollo qui il video che ho mostrato alla fine del mio intervento. E’ un virale quasi “vecchio” (2008) uscito da un talkshow Fox, prodotto appunto per il passaggio al digitale negli Stati Uniti — da vedere per i primi tre minuti e rotti (in totale ne dura circa cinque). Per inciso, è anche una piccola chicca meta, TV sulla TV, un po’ scorretta e irriverente. Poi torniamo tutti a saggi, articoli, sudate carte (risate di sottofondo).
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Ciao Alberto,






