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Settimana prossima, mercoledì 16 luglio 2014 alle ore 18, sarò discussant pubblico di Michele Vianello in occasione della presentazione del suo nuovo libro, Costruire una città intelligente. Michele è al tempo stesso politico di professione e altrettanto innovatore. Segue da tempo il tema Smart City (questo è infatti il suo secondo libro sull’argomento) e si auto-definisce #nomadworker.

L’aspetto più interessante dell’incontro di mercoledì prossimo è che la prima volta che ci siamo trovati a parlare ci siamo infervorati, trovandoci su posizioni non sempre vicine. Quindi oltre che discussant forse sarò contestant, o sparring partner, o… non lo so, ma Michele sa che quando discutiamo c’è sempre del pepe e mi ha scelto per questo. Onorato, cercherò di non deluderlo.

time magazine #selfie map

TIME Magazine: The Selfiest Cities in the World – Definitive Ranking.

Dice bene @alter: “Ussignur” (via pollicinor: Milano tra le capitali mondiali dei… – @alter).

Connectivity in the U.S. is slower and costs more than in most of the world. Many European and Asian countries are upgrading to 1 gigabit per second — 100,000 times faster — before most U.S. households have 100 megabits per second, the rate experts consider true high-speed Internet (1,000 megabits equals 1 gigabit).

Most alarming is that just 2.3 percent of U.S. homes have a fixed fiber-optic connection, the gold standard of Internet service. Even Turkey and Slovenia have a larger share.

The U.S. needs to catch up quickly, because a nation with inferior Internet service is destined to be less productive. A national campaign is needed to encourage installation of superfast fiber-optic networks.

FIGURATI NOI!!!

via The Cable Guys Are Too Darned Slow – Bloomberg View.

The Internet Is Too Damn Slow! – And We Are Doomed

meet the media guru - David Pescovitz - Institute for the Future - Palo Alto

Primo appuntamento internazionale per Meet the Media Guru. Parla David Pescovitz, direttore di Ricerca dell’Institute for the Future, noto think thank di Palo Alto. “Insieme”, dicono da MtMG, “tracceremo una mappa sugli scenari tecnologici del futuro”. E’ da ricordare che con questa storia delle mappe IFTF di solito ci azzecca – vedi. Io vado e mi sono già iscritto in questa pagina.

Data-never-sleeps-Internet-data-in-One-Minute-infographic

Oldie but goldie, come si usa dire. Un simpatico disegno del giugno scorso che rappresenta la quantità di dati prodotti in un minuto su Internet. Posto che i dati siano affidabili, impressionante il confronto tra il numero di post pubblicati su Tumblr e WordPress. Ma, soprattutto, angosciante il numero di e-mail. Ci estingueremo sotto il peso della posta elettronica.

Fonte: Domo

Bella riflessione su Harvard Business Review: Unlocking the Mayor Badge of Meaninglessness. E’ una estesa critica al concetto di gamification, ma Ricercare il significato è ovviamente spunto molto più ampio.

It doesn’t matter whether I’m talking to an investor, C-suiter, or an entrepreneur. Most of them — like most of the general public — answer the question, “What does social media mean to you?” with “It’s stuff that helps you make ‘friends, digitally!! Do you want to be my friend?”

“Sure” I usually reply. And then I say: “But thinking of social tools that way is a little bit like using a positronic brain multiplier from the 25th century to tie your shoelaces faster. Here’s a more powerful, resonant — and disruptive — way to think about social media. At the end of the day, conceiving of it purely as tools to help people build larger quantities of less and less meaningful, potent, relevant “relationships” is to minimize its potential — and that might just be exactly what’s holding you back. Think of the “social” in social media the way economists use the word: to represent society. The right function of “social” tools is to give yesterday’s creaking, rusting institutions social — as in societal — significance. Social doesn’t just mean friends — it means society.”

Grassetto mio. Via Robin Good su Twitter.

Come già in passato, Antonio Pavolini miscela con gusto tutto particolare spunti di riflessione avanzata sulle prospettive del Web e della Rete in generale, testimonianze e discussioni con piacevoli tappeti e inserti sonori. Il risultato è Conversational, una trasmissione radiofonica che ti fa venir voglia di aver più tempo per ascoltare e, anzi, fare podcast come lui. Fosse facile.

Nella prima puntata di si è parlato di Splinternet, Apps, e morte Del Web. Ospite Luca Alagna, con interventi di Luca De Biase, Luca Conti e, forse unico errore di Antonio, un collegamento col sottoscritto. Qui sotto la puntata scorsa. Appuntamento ogni sabato alle 12.20, in replica la domenica alle 8.45, per le prossime.

Conversational, di Antonio Pavolini. Prima puntata

Chiacchierata interessante, quella fatta con Derrick De Kerckhove in occasione dell’ultimo Meet The Media Guru. Il video che trovate sotto ha richiesto parecchio lavoro per scendere sotto i 10 minuti senza perdere il senso di ciò che è stato detto – anche perché non era affatto poca cosa. Partiamo dalla ricerca: nella prima metà del video discutiamo della sua definizione di Punto dell’Essere (riferimenti nel post dell’altro giorno), inteso come momento prospettico di coincidenza tra corpo, mente e macchina. Le interfacce si fanno sempre più impalpabili, afferma, la velocità aumenta, e altrettanto l’i-pertinenza (vedi) di contenuti e significati. Come nel Rinascimento il Punto di Vista della Prospettiva segnava la distanza tra il vedente e l’oggetto osservato, così il Punto dell’Essere identifica l’orizzonte in cui biologico ed elettrico si possono teoricamente incontrare. Il multi-touch ne è un esempio, con questa manipolazione diretta dell’effimero digitale che, invece, in quel momento diventa oggetto, appunto da toccare, e forse parte di noi. Per contesti diversi, ne ha detto benissimo Antonio Sofi in questo suo post.

Nella seconda parte cambiamo registro. Stimolato da una domanda di Massimiliano Guidetti Migliorati, raccolta da Meet The Media Guru su Facebook, passo a chiedergli del futuro del Web, e in particolare delle tecnologie chiuse. E qui Derrick va giù piatto. Critica la chiusura di Facebook (“E’ uno spazio privato, e non hanno mai risolto il problema della proprietà di ciò che viene condiviso lì sopra”) e dell’iTunes di Apple e sottolinea l’importanza di Internet in quanto Spazio libero. Al minuto 6: “Ci tengo, ci conto. Ho bisogno di uno spazio libero, della metafora di una continuazione dello spazio pubblico”. Ma soprattutto critica con forza e senza mezzi termini il Decreto Alfano in discussione in questi giorni: “Saremo tutti imbavagliati, e non possiamo accettare un Fascismo elettronico che sarà molto peggio del Fascismo classico”.

Ma insomma, mi chiedo e gli chiedo, riusciamo ancora a immaginare il futuro o l’abbiamo consumato tutto? A causa di quanto sopra, mi racconta lui, è cambiata la relazione con il nostro immaginario, che è dentro i nostri schermi e non più lineare come ai tempi della scrittura. L’innovazione oggi è composta da una miriade di frammenti che all’improvviso si compongono in un qualsiasi Twitter o YouTube – e chi poteva mai immaginare cosa sarebbero diventati? Potenza della Rete. Finché dura.

La regista si chiama Kate Ray, si è laurata in Journalism / Psychology alla New York University e ha fato questo bellissimo film-documentario che oltre a essere un’ottima lezione sul Semantic Web è anche un bellissimo esempio di ricerca video su tecnologia e argomenti correlati.

Web 3.0 from Kate Ray on Vimeo – via Mauro Rubin su Facebook.

Forse uno dei migliori istituti italiani, famoso per produrre laureati che non trovano lavoro in Italia ma vengono contesi all’estero, la SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati pubblica un Journal of Science Communication: Jcom. Il numero di Marzo 2010 è uno speciale su Peer-to-peer e User-led Science. Tra i tanti contributi, tutti liberamente scaricabili, il professor Adam Arvidsson ha scritto una riflessione – recensione del fenomeno dei Makers e dell’omonimo libro di Cory Doctorow: The unsustainable Makers. Adam è stato il moderatore dell’incontro su Peer-to-peer Economy e Open Collaboration di poco tempo fa, e di cui presto arriveranno i video.

PS Avevamo già parlato di SISSA per Neurotelemetry.

Focus.com, un business magazine di San Francisco, ha pubblicato The State of the Internet, infografica che vedete qui sotto.

State_of_The_Internet

Ultimi post del 2009, dedicati alle letture che si possono fare in questi giorni. Un titolo da non perdere assolutamente è X, di Cory Doctorow (Little brother nel titolo originale). Ragiona su quale sia il confine tra diritto alla privacy e sicurezza in uno scenario che comprende terrorismo, hacking, controllo dei cittadini, servizi segreti deviati e un manipolo di ragazzini diciassettenni molto, molto bravi a usare la tecnologia. Così la scheda sul sito dell’editore italiano:

doctorow_xMarcus, noto sul web come “w1n5t0n”, conosce tutti i segreti della Rete ed è in grado di neutralizzare qualsiasi dispositivo di sorveglianza. E mentre i compagni rimangono a scuola, Marcus e i suoi amici Darryl, Vanessa e Jolu si divertono per le strade della città. All’improvviso una terribile esplosione: il più efferato attacco terroristico della storia distrugge il centro di San Francisco, e i quattro, al posto sbagliato nel momento sbagliato, vengono arrestati perché ritenuti coinvolti nella strage. Chiusi in carcere senza alcun processo e torturati perché confessino, i ragazzi sperimentano sulla loro pelle la violenza e la crudeltà della polizia. Grazie a una console modificata per accedere ai sistemi informatici del governo, w1n5t0n darà vita a una comunità di ribelli non violenti, intenzionati a combattere e arginare lo strapotere del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Perché, per chi odia la guerra e la violenza, la tecnologia e l’informatica sono le uniche armi possibili.

Sotto trovate i primi capitoli. Il blog Innovation Leadership Network di Tim Kastelle, John Steen and Mark Dodgson (tre docenti della School of Business, University of Queensland, che si occupano di management dei processi di innovazione) suggeriscono altri Dieci libri gratuiti per innovatori (in PDF). Ottima selezione. Tra quelli suggeriti io ho già scaricato prima e comprato poi (su Amazon.co.uk) la nuova fiction di Doctorow: Makers. Cory l’ho incontrato qualche mese fa e devo ancora “sbobinare” i 40 minuti di intervista completa. Qui una sintesi.

Cory Doctorow_ X_Estratto