Ok, ci son cose ben più gravi a cui pensare, però non è stato solo un cartone animato. O un disco. O un evento musicale. Voglio dire: Yellow Submarine. Heinz Edelmann, che l’ha disegnato, è mancato oggi: Yellow Submarine Graphic Designer Dies at 75 – NYTimes.com.
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Doveva accadere: un video musicale collaborativo, a metà tra l’amatoriale e il progettato, se non professionistico. Le note informative dicono che:
This music video was shot for Sour’s ‘Hibi no Neiro’ (Tone of everyday) from their first mini album ‘Water Flavor EP’. The cast were selected from the actual Sour fan base, from many countries around the world. Each person and scene was filmed purely via webcam.
Il risultato (qui sotto) è decisamente affascinante. A intuito direi ispirato dalla YouTube Symphony Orchestra. Alla quale, tra l’altro, ha partecipato anche un italiano.
Gaspar Torriero segnala questo articolo di TechCrunch secondo il quale Last.fm o CBS – sembrerebbe CBS, ma la storia è intricata – avrebbe passato i dati degli ascoltatori, con tanto di indirizzo IP, alla Recording Industry Association of America, in barba alle leggi sulla privacy europee.
Off topic: E poi dicono che il giornalismo è morto.
Sono le insufficienti revenue pubblicitarie il motivo della recente – ed esplosiva – decisione di Last.fm di mettere le “radio” a pagamento per tutti i Paesi tranne UK, USA e Germania: “These are the countries in which we have the most resources to support an ad sales organization, which is how we earn money to pay artists and labels for their music”, affermano in un commento al post citato sopra. Il modello di Last.fm, in effetti, è quello classico di qualsiasi radio: musica gratis per gli ascoltatori, pagata con la pubblicità. Con una differenza sostanziale, però: il fatto che i profili musicali, e quindi la stessa programmazione “radiofonica” (il “palinsesto”), sono creati dagli utenti stessi.

Gli uffici di Last.fm, Londra 2008 (CC By Alberto D’Ottavi)
Questo il motivo principale delle critiche da parte della community, come sintetizzato in fondo a questo pezzo di BBC News e dai tanti commenti dei blogger anche italiani, uno tra tutti Francesco Armando: “La considero una rottura unilaterale di un patto fatto nei confronti di una comunità”. Il problema della proprietà dei dati presenti nei social network si ripropone ciclicamente, ed è lontano da una soluzione. Certo è che l’importanza dei dati impliciti, cioè quelli derivanti dal comportamento degli utenti e non dalle loro pubblicazioni diventa sempre più rilevante. Un esempio efficace è la stessa Last.fm che, consentendo l’accesso alle proprie API – finora gratuitamente, ma pare in futuro a pagamento – permette a programmatori esterni di produrre applicazioni come Extra Stats.

In questa immagine non viene visualizzata la musica, ma proprio gli ascolti e quindi i gusti musicali di un determinato utente. Dato prezioso, che orienta i proprietari del sito nello sviluppo dell’applicazione stessa. Ragion per cui la “proprietà” non è chiaramente definibile.
E’ passato solo un anno da quando, dopo l’acquisizione da parte di CBS, Last.fm presentava ufficialmente un servizio rinnovato e forte di nuove alleanze (Reuters). Eppure ora sembra che siano proprio le grandi major a ripensarci: vedi per esempio questa contro-analisi di quanto pare sia stato dichiarato al Music Digital Summit. Un passo indietro da parte dell’industria che, andando ancora una volta contro il desiderio di milioni di utenti, sembra impossibile possa portare a un effettivo arricchimento del mercato.
PS Vedi anche l’intervista rilasciata a Infoservi da Martin Sticksel, co-founder Last.fm, nel 2007. Di Last.fm ho parlato diverse volte, anche nel libro.
Ancora sui "digital media", ora tocca alla musica digitale:
- Reuters: Global digital music sales up 25 percent.
- Steve Knopper, giornalista del Rolling Stone e autore di un nuovo libro sul music business intitolato “Appetite for self-destruction – The spectacular crash of the record industry in the digital age” commenta il non roseo futuro delle case discografiche. Ne parla Rockol.
- Gabriele Lunati: Nuovi scenari della musica digitale. Commenta l’abbandono del DRM da parte Apple, annunciato al MacWorld, e segnala una serie interessante di numeri e cifre.
- Creative Commons commenta il successo dell’album Ghost I-IV dei NIN: "The next time someone tries to convince you that releasing music under CC will cannibalize digital sales, remember that Ghosts I-IV broke that rule, and point them here". Fatto ;)
Ho segnato qui questi contributi per "motivi di studio", e sto cercando altre informazioni sul tema, soprattutto storie italiane. Se mi segnali qualcosa mi fai un gran favore. Grazie.
“Cerca di suonare solo le note necessarie”, suggerisce Joao Gilberto a Enrico Rava, durante un giro americano del nostro trombettista jazz. Come se fosse facile. Come facile sembra la Bossa nova quando la suona Gilberto – ma se hai mai provato, sai che esser facili in quel modo facile non lo è per niente.
Ho “visto” Rava l’ultima volta a un concerto a Milano, ma non l’ho visto affatto perché eravamo talmente tanti e scatenati che sembrava un concerto rock. Con lui, ed era ora, tanti jazzisti italiani sono oggi meritatamente “assurti agli onori della cronaca”, si può dir così? Forse perché è maturato il nostro gusto, forse perché han cambiato stile, e si sono fatti più accessibili. E forse anche perché non si son mai lasciati andare a intemperanze, come dire che “E’ cambiata la musica contemporanea”.
Ma queste son conclusioni. L’inizio si intitola “13 dita” ed è il primo disco di Giovanni Allevi, recentemente al centro di tante polemiche. Per quanto riguarda la persona posso dire solo che l’ho incontrato in due suoi concerti al Blue Note di Milano, in occasione del secondo e del terzo disco. La prima volta eravamo quattro gatti, raccontava perché e percome dei pezzi prima di suonarli, cosa lo aveva ispirato eccetera, e alla fine è sceso dal palco e si è scambiata qualche battuta. Mai capitato con altri artisti del Blue Note. La seconda volta c’era già una folla e più che un sorriso imbarazzato perché non si ricordava, mentre mi autografava un CD, non si è potuto. Coinvolgente, accessibile, giovane e timido, positivo, passionale. Entusiasta al punto da sembrare un po’ fuori di testa, forse. Intemperante, magari. Ma non mi sembra un problema.
Allevi è un musicista, e per darne un giudizio tecnico bisognerebbe leggere i suoi spartiti (e conoscere anche tutti i riferimenti storici). Per darne un giudizio personale basta invece ascoltare la sua musica, e limitarsi a un “mi piace / non mi piace”. A me “13 dita” è piaciuto e piace moltissimo, gli altri dischi meno. Dopo “Joy” ho smesso di comprarlo. Però anche le parole sono importanti:
Eccolo qua il busines. Al volo:
Universal Music seeing ‘tens of millions’ from YouTube
YouTube’s traffic machine may finally be turning into a cash machine
For the first time, there are signs that YouTube is driving significant revenue for itself and some of the video site’s partners. In an interview with CNET News this week, Rio Caraeff, executive vice president of Universal Music Group’s eLabs, said the largest of the top recording companies is bringing in "tens of millions of dollars" from YouTube.
E’ di Sony Design. Aggiornamento: Corretto errore nel nome + da Sony mi dicono che è già disponibile, su ordinazione, al prezzo di 10.000 euro.
IlDottorGola di Inkiostro fa una roba meravigliosa (tra le tante che ce n’è):
(Tom Waits)
Be’ anche dalla BBC non ci si può aspettare proprio tutto, perché le funzioni di "share" del loro player non sharano proprio un bel niente. Ed è un peccato, perché il pezzo di musica "elettronica" che trovate nel secondo player di questa pagina è davvero impressionante, se si pensa a quando è stato registrato.
Delia Derbyshire was working in the BBC’s Radiophonic Workshop in 1963… Most unexpected of all, however, is a piece of music that sounds like a contemporary dance track which was recorded, it is believed, in the late sixties…
No surprise che abbia tirato su una marea di commenti nel blog.
Che sarebbe domani, a Campegine, fresca di nuova uscita autostradale più o meno qui, tra Milano e Bologna, al Museo Cervi, dove c’è un trattore con sopra un mappamondo, si festeggia il 25 aprile. E alle 16 si canta tutti insieme, in un concerto collettivo, con i Fiamma, Cisco e le Mondine di Novi – che lo raccontano qui.
Sì sì lo so che l’avevo già detto :)
Solar, with lyrics. from flight404 on Vimeo.
Spiega tutto Federico Bo.
Però aggiungo che Processing è molto importante, lo dice sempre il Galli. Non è che per caso qualcuno ci fa un corso sopra? Almeno una lezione introduttiva? AGG: Curiosato l’ambiente, fatto qualche shot degli esempi di funzioni video. Io non so e non capisco ma con quattro righe in croce fai delle robe che mi sembran notevoli.
Leggere la storia di come il tipo ha fatto il video è quasi impossibile ma affascinante lo stesso.








