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john lennon shooting photo at annie leibovitz shooting photo at john lennon

Robe così ti fanno pensare che la bellezza non è solo negli occhi di chi guarda, ma che viene proprio da dentro.

Actors, singers and other famous people in police photos

Fred Astaire, David Bowie, Mick jagger, ok. Poi Elvis Presley, Kurt Cobain e Jimi Hendrix, c’è scritto. Al centro direi Jim Morrison. In alto a destra non saprei proprio. Ma quello in basso al centro non è Brad Pitt?

È morto Freak Antoni, e se non sai chi è è inutile. Perché era proprio vero, è proprio così, “Siete un pubblico di merda, non capite l’avanguardia, applaudite per inerzia”.

E comunque tutto quello che c’è da dire l’ha detto Dgiluz:

Anni in cui essere “dementi” era probabilmente la maniera più sana per parlare ad un mondo che sembrava impazzito. Senza passare a menare la mani. E poi soprattutto un pò di sano, grezzo e puzzolente rock and roll autentico e Italiano, merce rara per quegli anni.

Io ho solo aggiunto un commento:

Non si poteva dirlo meglio di così. A Genova same shit: le BR sparavano alle gambe dei prof dell’università e i poliziotti buttavano gli operai giù dal terzo piano. Non ci si capiva un cazzo. E o si finiva o bombati di ero o a cercare di salvarsi col demenziale. E qualcuno c’è riuscito. Anche grazie a Freak.

Ma solo l’iconografia di Andrea Pazienza può dare l’idea:

è-morto-freak-antoni-può-spiegarlo-solo-andrea-pazienza

Saturnino-Jovanotti-USA-tour-1Saturnino-Jovanotti-USA-tour-2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il termine New Media ha sicuramente stufato, visto che la Rete ha cinquant’anni e il Web venti. Però da quando a metà degli anni 2000 è diventato di massa il fenomeno degli User Generated Content continuano a emergere nuovi punti di vista, nuovi modi di vedere le cose e insomma cose sempre diverse da vedere. Come Jovanotti in questa foto. Già è particolare il punto di vista della prima – il pubblico fotografato da un musicista e pubblicato online in tempo reale – ma la rockstar fotografata da un membro del suo gruppo con il pubblico alle spalle non mi era ancora capitata. Farebbe piacere andare dietro un cartello, tirar fuori Marshall McLuhan e chiedergli cosa ne pensa lui.

Saturnino, magico bassista, usa Instagram. Puoi vedere le sue foto sull’italiana Followgram.me a questo link.

Spotify, the ultimate music player with social integration

Una delle cose più impressionanti degli ultimi annunci Facebook è la deep integration delle app. Già che sono negli Stati Uniti, ho provato Spotify. Dopo aver dato una prima e unica autorizzazione, la connessione è veramente profonda. Tutto quello che ascolti viene pubblicato sulla tua Timeline. E inoltre, ovviamente, va a prendere su Facebook i tuoi “amici” che usano Spotify e di ognuno di loro puoi vedere cosa ascoltano e se hanno condiviso delle playlist. Non solo: puoi ascoltare anche la loro musica, pur non possedendola, perché te la “paghi” con la pubblicità. Lo stesso Spotify ti offre un “What’s new” ricco di titoli.

Tutto sommato, non è diverso da quel che facevamo non molto tempo fa con Last.fm e i feed RSS: si condivideva ciò che si stava ascoltando con gli amici, su quella o altre piattaforme. Che però erano aperte e sotto il nostro controllo. Adesso non più (o, almeno, non altrettanto).

Milano Libera Tutti

Stanotte la città di M. diventa viva.

Dedicato agli studenti NABA Media Design del primo anno con cui proprio venerdì mattina si è parlato di musica digitale, storia ed evoluzioni. Da Moog a Spreaker passando per il Walkman, Napster, iTunes e, of course, Last.fm, pioniere europeo della Social Music. Quello che colpisce di più, però, è sempre TheSixtyOne. Curioso. (Ai link sopra le pagine di Wikipedia. Altro citato si trova in questa categoria).

Non so perché non l’ho mai recensita. Di tutte le startup italiane Spreaker è forse una delle più ambiziose, e proprio per questo merita. Porta online la console del DJ per fare web-radio, e così socializza tutto – le trasmissioni “generate dagli utenti”, la pubblicità, la musica per gli stacchi, e così via.

Spreaker social radio

Scommessa non banale, ma con una gran logica se vista sull’internazionale – iTunes, per esempio, sui Podcast ha costruito parecchio. Ci vuole un po’ per impratichirsi della console, ma l’idea di aver accesso a una potenza del genere è affascinante.

Spreaker Social radio

Skullcandy headphones

Skullcandy skullcrushers Og Abel limited edition

chiarula:

Accompagnato da musicisti bravissimi, adoro la musica elettronica, il buffo dott. Peri ci ha fatto sentire magicamente, piccoli e grandi nell’universo. Ci ha colpiti con una marea di stelle cadenti, ci ha fatto vedere il messaggio mandato nello spazio destinato ad altre forme di vita intelligente tutto binario, ci ha fatto capire la bellezza di un gesto semplice come il connettere dei punti per vedere la’, dove prima erano solo pallini, meravigliosi disegni celesti.

Questo me lo segno, che potrebbe venirmi utile per il corso NABA. E comunque è anche un gran bel pezzo per vivacizzare il sabato mattina.

Via Maestro Alberto

Moog

dottavi —  21 August 2010 — Leave a comment

[Questo post era programmato]

Da Wikipedia: Robert Moog è stato un pioniere della musica elettronica… Fu l’inventore di uno dei primi sintetizzatori musicali a tastiera… Questo strumento diede sonorità nuove e permise di tracciare una parte innovativa nella storia della musica rock… Robert Moog è morto il 21 agosto 2005.  Nel 2009 esce Switched on Bob, progetto musicale con 20 artisti da tutto il mondo che omaggia Robert Moog, quale inventore e padre dei moderni sintetizzatori elettronici. Il progetto è coordinato dagli italiani Maurizio Mansueti e Luca Cirillo. Un saluto, Robert.