L’altro giorno presentazione di Percittà, start-up italiana ma di modello americano nell’ambito del giornalismo iperlocale e “dei cittadini”. Partono con uno staff di 17 persone, coprendo 10 città italiane – per esempio, Milano. Redazione che non si può definire centrale perché distribuita sul territorio. Tutti i redattori lavorano con notebook, videocamera, telefonino e collegamento Internet, e ognuno di loro coordina altri collaboratori. Numerose osservazioni si sono già sviluppate su Friendfeed, compreso – e non è l’unico – il dubbio se si tratti di giornalismo partecipativo o citizen journalism. Sarà comunque questa la loro sfida, vista l’affermazione del fondatore Vincent Turco di avere l’obiettivo specifico di generare partecipazione tramite il modello “a blog”. Altro fronte più interessante, forse, la coincidenza con la recente presentazione del progetto Citynews di Luca Lani, già CEO di Studenti Media Group e ora imprenditore.

Lani, come spiega nell’intervista a Prima Comunicazione, ritiene che “La torta della pubblicità locale è consistente, perché sommando free press e quotidiani locali si arriva a oltre 150 milioni di euro”. Tutto da vedere: i modelli dell’offerta – stile classico giornale online quello del gruppo di Lani, vedi per esempio RomaToday, a blog con forti elementi fotografici quello di Percittà; le strategie di ingaggio dei lettori; quelle verso gli inserzionisti e, soprattutto, come risponderanno i grandi editori stile Corriere (i rumor dicono che si sta muovendo in questa direzione, ma con che ritmo non si sa), Repubblica o gli alternativi.

Condivido in pieno la sottolineatura positiva di Luca De Biase sui “Giornalisti giovani ed entusiasti”, riguardo Percittà. L’offerta la si crea, anche, e si migliora sperimentando. Però a me la domanda principale che mi viene è come sia possibile che né da una parte né dall’altra ci sia una figura veramente esperta non solo di nuovo giornalismo digitale, per dir così, ma almeno di community, o di engagement. Davvero una iniziativa giornalistica qualsivoglia, oggi, può considerare i Social Media un aspetto secondario?
PS Su Percittà vedi anche l’intervista video fatta da Blogosfere a Vincent Turco. Un po’ di storia (cronaca?) del Citizen Journalism su queste pagine in questa categoria.