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Vero, ricorda un po’ le vecchie cartoline plasticate che mimavano il 3D o il movimento a seconda di come le inclinavi. Però il giocattolo di questa Zebra Imaging non è male: è una stampa olografica di un’immagine 3D. Risultato un foglio dal quale, a seconda dell’illuminazione, “spunta” un ologramma.
Lo sta usando Ford per una campagna pubblicitaria europea. C’è anche un concorso dove si può vincere uno di questi “modellini”. Si capisce tutto nel video qui sotto. Continua a leggere »
Marketing and Media »

Niente male. Una lunga infografica che fa da riassunto su come usare i Social Media per costruire una userbase – utile soprattutto per le startup: non serve tanto che “Ne parlino in tanti”, bensì che “Ne parlino quelli giusti”. Perché l’importante non è fare promozione: i Social Media per le startup servono a capire il mercato e raggiungere quei primi utenti che parteciperanno alla validazione dell’idea, innescando eventualmente il word-of-mouth. Il miglior consiglio, insomma, è quello quasi in fondo all’immagine: “Make great content”. Continua a leggere »
Books and History, Marketing and Media »

Quei fantastici matti degli Evil Mad Scientist hanno ritrovato un numero di Popular Electronics del ’76 e ne hanno scannerizzato alcune parti, tra cui bellissime pubblicità vintage. Continua a leggere »
Data and Analysis, Marketing and Media, Twitter and Real-Time Web »
Ricordate TweetLevel, il tool per valutare l’influenza su Twitter? Dopo un lungo stop sta per essere riattivato: è atteso per domani. Un anno fa aveva fatto parlare parecchio di sé stimolando alcune riflessioni interessanti sul tema dell’engagement, soprattutto su come il numero di follower non sia affatto la metrica più importante. A questo proposito, dopo il salto allego un interessante paper scientifico i cui risultati confermano proprio questa teoria.

Certo, in Italia privilegiamo Facebook, ma i ragionamenti restano validi per qualsiasi ambiente. TweetLevel e il nuovo BlogLevel offrono degli spunti interessanti proprio per valutare la propria presenza sui Social Media con un’ottica più ampia del solito. Personalmente fa piacere vedere che la mia presenza su Twitter è progredita, ma meglio ancora capire su quali punti posso migliorare.
La domanda di quest’anno (e se qualcuno avesse suggerimenti gliene sarei grato) è come misurare, e non semplicemente valutare, la capacità di lead generation dell’attività sui Social Media. Sull’efficacia, invece, abbiamo pochi dubbi: gli studi che stiamo facendo con Blomming ci dicono che le conversioni delle visite provenienti da attività organiche sui Social Media sono dieci volte superiori di quelle provenienti da pianificazioni pubblicitarie, per quanto a target e basate su search o behaviour. Il che, tutto sommato, non stupisce.
Segue il paper dall’illuminante titolo Measuring User Influence in Twitter: The Million Follower Fallacy. Continua a leggere »
Marketing and Media »
Se quanto dice eMarketer fosse vero anche solo per metà sarebbe comunque un milestone storico, da segnare. Secondo la società di ricerca il 2010 vedrà, per la prima volta, il sorpasso della spesa pubblicitaria online rispetto a quella sui quotidiani. Il cui budget si mantiene su una ripida progressione di discesa: “The spending gap will widen significantly next year, as total newspaper spending falls again to $24.6 billion and online climbs to $28.5 billion”. Online Ad Spend Surpasses Newspapers.
(via Luca Galli)
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Entusiasmante IAB Forum: +40% espositori, quasi 10.000 registrati e la sala plenaria del Convention Center, grande quasi quanto mezzo campo di calcio, affollatissima per sentire gli interventi di apertura. Roberto Binaghi, presidente IAB Italia, ha fatto il punto sulla pubblicità online italiana che sembra aver ripreso a correre: +15% previsto per quest’anno e un obiettivo del +50% nei prossimi tre. Impressive.

Ospite d’onore Chris Anderson di Wired, un po’ sulle difensive per la già famosa copertina The Web is Dead (se n’è parlato qua). “Il Web è una delle applicazioni di Internet”, così come lo sono quelle per smartphone, console di gioco e tablet. Piattaforme che offrono nuove forme di monetizzazione – opportunità – ma nello stesso tempo controllate e chiuse – rischio. “I hope we will find a way to re-introduce openness”, afferma a conclusione della prima parte, ma anche se “Distributing data any platform, any device via the Internet is alive and well”, il Web potrebbe non essere più l’attore protagonista. A seguire una lunga demo di Wired su iPad, con la considerazione di come questo introduca nuove offerte appetibili per i media – magazine in primis. Il che porta però a pensare se le considerazioni di cui sopra rispecchino davvero l’esigenza del pubblico o non piuttosto quelle di una parte dell’industria.
Dicevamo della pubblicità, che in Italia penalizza proprio i magazine (-8,6%) mentre cresce online. Con cosa, cioè come sia composto il dato, non è chiaro. Da altre affermazioni IAB si deduce che l’80% del valore sia ancora legato a display tradizionale, e allora forse la buona notizia nasconde una pillola avvelenata, ovvero la classica sindrome italiana da testa grossa e gambe piccole: pochi grandi operatori che controllano la maggior parte del traffico, e tanti piccoli che fanno fatica. Se è bene la prima componente, per fare un mercato maturo, citando l’intervento di Layla Pavone, ci vuole però anche la seconda. Il che porta a una possibile critica da fare a IAB: l’assenza dei nuovi esponenti dell’innovazione Web italiana, ovvero le startup che tanto lavoro stanno facendo e che in altri ambienti hanno dimostrato di creare valore. Forse un bug fix per la prossima release del Forum.
Qui sotto la presentazione di Binaghi. Su Twitter i commenti arrivano a ritmo continuo. In questo post l’intervista che ho fatto a Chris Anderson due anni fa.
IAB Forum – Presentazione Binaghi
(via)
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Storia dai molteplici aspetti esilaranti. Come riporta il Wall Street Journal “Five leading magazine publishers have pitched in on a multimillion-dollar ad campaign touting the “power of print”". “Ooooooh, meta”, commenta sarcastico Asylum For All Mankind. Che non si ferma qui ed elabora la seguente Open Letter to Magazines di risposta. A cui aggiungo gentile preghiera di diffusione, come si suol dire.

Qui sotto la pubblicità originale:

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La storia risale a due anni fa ma ci torno su perché il video su cui ruota tutto continua a riscuotere consensi – e anche perché mi serve come caso di studio per il corso sia per il contenuto video sia, ed è quel che più interessa qui, per la conversazione che ha attivato con la Blogosfera. Andrea ha realizzato Arrakis, “documentario poetico e sociale”. E’ l’evoluzione della sua tesi di laurea triennale in linguaggi dei media. Il 9 Giugno 2008 ha scritto, a me e ad altri, questa mail:
Ciao Alberto,
dedicami 5 minuti per favore. Mi chiamo Andrea e sono un giovane videomaker. Il 12 Giugno rilascerò su Internet il mio documentario sociale Arrakis. Verrà rilasciato su più blog in maniera automatizzata e simultanea, grazie appunto alla partecipazione di alcuni blogger italiani che avranno deciso di permettere l’oscuramento totale dei loro siti.Arrakis è un documentario un po’ strano: ho intervistato Silvestro, un ex-operaio laringectomizzato (operato per un tumore causato dall’amianto) e ho unito la sua particolarissima voce sopra ad alcune riprese di fabbriche abbandonate. Silvestro in Arrakis racconta delle cose forti, molto rancorose e lo fa con la sua voce da laringectomizzato.
Il metodo con cui questo documentario verrà rilasciato su internet sarà non meno forte e non meno provocante. Sarà molto probabilmente anche qualcosa di nuovo. Un’azione collettiva, un progetto di oscuramento concordato per la prima assoluta di Arrakis.
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Venerdì scorso presso l’Hotel Park Hyatt di Milano, Microsoft Italia ha presentato i dati della ricerca svolta per suo conto da Nextplora sull’utilizzo di social network e istant messaging, nonché delle console di nuova generazione (ovviamente si è parlato poi nello specifico di Xbox 360) nel contesto italiano. Il campione in esame fa parte del Panel di Nextplora Idee & Opinioni e ha visto coinvolti intervistati divisi nella Sezione Istant Messaging/Social Networking (1.176 interviste della popolazione internet con età 16+ anni) e Sezione Console (990 interviste ai possessori di almeno una console di gioco con età compresa nel range 16-55 anni).
I dati confermano la tendenza già nota del fenomeno: l’utilizzo dei social network e degli IM (istant messaging) è in costante crescita, gli utenti utilizzano entrambi i sistemi (iscritti quindi almeno a un servizio per parte) per un 57% del totale dell’utenza internet italiana. Inoltre più della metà dell’utenza (57% nel caso dei social network e 61% degli IM) dichiara di utilizzare questi strumenti tutti i giorni. Un altro dato evidenzia che gli utenti della rete trascorrono mediamente tre ore sul web contro le due ore davanti alla televisione e l’utilizzo degli strumenti di comunicazione che internet offre sono sempre più utilizzati a scapito del telefono.
Altra osservazione importante è l’aumento dell’utilizzo di questi sistemi da parte della popolazione femminile (che, vedremo poi, si conferma anche nell’ambito del gaming).Se nella fascia d’età dei 16-24 anni l’utilizzo di internet come strumento privilegiato di comunicazione, al posto del telefono, riguarda una percentuale pressoché identica per maschi e femmine (55% e 54%), il dato significativo è quello che riguarda la fascia d’età dei 25-34 anni, dove l’incremento della popolazione femminile è del 46% contro il 40% maschile.
Questa panoramica ha portato all’analisi sulla diffusione delle console nelle famiglie italiane, ormai presente nel 48% dei casi in una fascia d’età compresa fra i 16 e i 55 anni. E la loro diffusione è importante soprattutto per il fatto che diventa uno strumento sempre più al centro dell’intrattenimento domestico, quindi il passaggio dalla cameretta al salotto che gradualmente si sta compiendo in modo definitivo. Qui si è parlato in particolare di Xbox 360, delle sue molteplici funzionalità multimediali e l’integrazione coi social network e gli IM (Live Messenger, Twitter e Facebook) rappresenta uno degli aspetti principali. Nella direzione del digital entertainment Microsoft punta a quella che definisce l’integrazione dei tre schermi, ovvero l’accesso a una serie completa di servizi attraverso televisione, pc e telefono e gli scopi principali restano quelli ben noti: condividere, giocare e socializzare…
Marketing and Media »
Una Scomoda Verità sulle PR. Così si intitola il video della Campagna di sensibilizzazione sull’irrilevanza dei comunicati stampa, promossa da un gruppo di agenzie inglesi. Non sarebbe male se si facesse anche se in Italia. Io, nel frattempo, continuo a tenere affilati i miei filtri anti-spam.
Qui sotto il video.
An Inconvenient PR Truth from RealWire on Vimeo.

