Archives For Magazines

kafka-Gregor-ist tot_chaovsky

E’ da parecchio tempo che mi interrogo su come riprendere a scrivere. Anche se, ovviamente, la domanda principale è perché. Fatto sta che in questi mesi mi è capitato di incontrare diverse piattaforme che, in un modo o nell’altro, pretendono tutte di “Reinventare il Publishing”, o giù di lì. Come se il tool facesse la differenza. O meglio: certo, il contesto influenza il contenuto. E il canale distributivo altrettanto. Ovvio, viviamo nell’Era di Mc Luhan. Va da sé che i contenuti devono essere progettati per i loro ambienti naturali.

Ma insomma se anche non ci è chiaro cosa scrivere, ecco qualche esperimento che tenta di dare nuovi stimoli e capire dove si è andato a nascondere il valore.  Continue Reading…

“Volevamo fare una rivista digitale dove i bambini potessero trovare il meglio della ricerca sull’immagine per bambini e il meglio delle potenzialità di interazione offerte dall’iPad. E volevamo farne un posto in cui potessero coltivare la loro curiosità e la loro incredibile forza”. E così, quasi en passant, hanno reinventato tutto. Elena Favilli con l’idea di Timbuktu ha vinto la borsa di studio Working Capital – vedi. Ha creato un gruppo di lavoro leggero ma internazionale e hanno portato su iPad non solo un magazine per bambini, che già è un’idea nuova, ma un magazine di news. Reinventato, a sua volta, come App. Non stupisce che, appena rilasciata su iTunes Store, sia finita su Mashable.

Timbuktu Primo News Magazine per Bambini su iPad

Last but not least, Timbuktu è fatta con Baker Framework, altra innovazione importante di un gruppo italiano: ne avevo parlato qui.

The New Yorker

newyorker:

In this week’s issue: Evan Osnos on the earthquake in Japan. James Surowiecki on disaster economics. Ben McGrath on Barry Bonds. Alexandra Jacobs on Spanx. Malcolm Gladwell on Helena Rubinstein. Peter Schjeldahl on “Bye Bye Kitty!!!”

Mitico Gianpaolo D’Amico: in una connection serale via Twitter :) si è convinto a fare una video-demo di Flipboard (altro qui). Nel video qui sotto.

PS Non so perché mi si visualizza ruotato – lol.

Prende da fonti social, rielabora un po’ tipo Feedly e Paper.li ma molto di più. Flipboard, per iPad. Una bomba. Video qua sotto. Intervista da Scoble.

Bravi Stefano ed Elena, vicitori della borsa di studio da 20.000 euro di Working Capital. Li abbiamo conosciuti al Tesicamp dell’anno scorso, di cui Telecom Italia è stato sponsor, e anche per questo motivo le tesi di laurea o di ricerca presentate in quell’occasione sono finite nelle selezioni per le borse. E’ stato un grande piacere ritrovare sul palco alcuni di loro. Qui sotto il video dell’intervista a Elena, in cui fa riflessioni interessantissime su come sviluppare magazine per iPad e altri nuovi dispositivi. Qui la sua presentazione. A questo link altri post su Tesicamp.

Marco Massarotto fa una bellissima recensione di una serie di applicazioni editoriali per iPad. Degli italiani dice che per ora sono solo pidieffoni, e promuove Associated Press (io l’ho vista al volo a New York e non mi ha fatto buona impressione, ma saprà meglio lui). Insomma “Italiani rimandati a settembre”, commenta Salvo Mizzi su Facebook.

Io sto discutendo con un’azienda che sviluppa applicazioni editoriali per iPad, e mi dicono che tanti editori italiani stanno andando su Zinio. La loro gallery di testate sembra confermarlo. Non stupisce: è una piattaforma di trasformazione del contenuto piuttosto efficace, e soprattutto è… un’edicola. Per la precisione è un’app definita Newsstand Reader: guarda qua. In effetti è anche di più: si dichiara markeplace multipiattaforma. Dichiarano di avere “850 major consumer brands available digitally and delivered on behalf 300 publishers”. Bum.

Storia dai molteplici aspetti esilaranti. Come riporta il Wall Street Journal “Five leading magazine publishers have pitched in on a multimillion-dollar ad campaign touting the “power of print””. “Ooooooh, meta”, commenta sarcastico Asylum For All Mankind. Che non si ferma qui ed elabora la seguente Open Letter to Magazines di risposta. A cui aggiungo gentile preghiera di diffusione, come si suol dire.

Qui sotto la pubblicità originale:

Oggi è il giorno dell’iPad, il device che ha stravenduto se stesso già prima dell’uscita. BoingBoing ne ha pubblicato una prima prova dai toni entusiastici: Ipad is a Touch of Genius. New York Times e Guardian.co.uk fanno due rassegne sui prototipi dei nuovi magazine: Interactive Magazines (NYT) e How Will Print Content Look? (Guardian), e sempre il NYT dovrebbe rilasciare un’applicazione gratuita proprio oggi. Mashable ha raccolto i demo-video di ben dieci applicazioni, anche se la più bella di tutte sembra essere la tavola perioda degli elementi. Steve Wozniak ha messo da parte la sua gelosia per Steve Jobs e ne ha comprati tre. Nel venture capital hanno raddoppiato gli investimenti e sperano di portarselo a letto stasera.

Insomma ce n’è per tutti i gusti. Ma una cosa sola sembra mettere tutti d’accordo: la vera killer app sarà quella di Marvel Comics ;)

La brava Elena Favilli, che abbiamo incontrato in questa occasione, ha un sito tutto nuovo in cui racconta le sue esperienze tra le quali l’ultima, nuova, dagli amici di Mikamai. Un altro caso di lavoro trovato grazie a Tesicamp. La testimonianza che aveva portato in quella occasione era relativa a Colorslab, versione collaborativa del magazine di Benetton Group. Proponi la tua storia / foto / video, The best stuff gets printed and you get paid. Come faceva JPG Mag qualche anno fa (anche qua, pagg. 11 e segg.).

colorslab

Sarebbero più di due milioni gli italiani che si informano sui blog (l’avevo forwardato qui), ma non si può proprio dire che i feed RSS siano facili da gestire. E nonostante il tempo che passa gli aggregatori (es. Google Reader, qui la mia pagina pubblica) non sono migliorati molto – a parte il tema relativo agli “altri luoghi” come Facebook o Friendfeed. Un tool che mi ha rinnovato il piacere di leggere i blog è Feedly. Purtroppo limitato a una estensione per Firefox, ripropone i feed con pagine in stile magazine. Bellissime da vedere, molto facili da navigare e con tutte le funzioni di condivisione o annotazione che uno può desiderare. L’ha sviluppato Edwin Khodabakchian.

Feedly

“The other day we were browsing around, as dinosaurs do, and … asked the very sensible question: Just what the hell do you think you’re doing with that Tumblr, Newsweek?”, inizia, puntualizzando: “I tend to use the royal “we” when posting for Newsweek, [but] the opinions expressed here are mine alone; I, Mark Coatney. E così conclude:

I have no idea how to monetize this Tumblog. Maybe this space will have its greatest value as a source of traffic, referring people back to the Newsweek site. Maybe this will be valuable in creating genuine two-way dialogue of like-minded people that are the next generation of our committed, core readers; I think that’s supremely important and I hope this will happen. Maybe this will be super valuable in creating mindshare. Maybe terms like “mindshare” are a load of crap. Who knows? Right now, that’s not as import as experimenting with the form, to see where it takes us.

Why do we Tumbl? In the end, we use Tumblr not because it’s a great way to connect with our readers (though it is that), or because we believe this or something like it is a part of a new way forward for interaction between publishers and audience (though we think that too). We use Tumblr because it’s fun and while, you know, you can’t eat fun, or trade it in for fistfulls of dollars to fund serious journalism, we believe there’s a value in doing things we like simply because we like to do them, and that hopefully our fellow Tumblrs will too.

Newsweek on Tumblr. Lectio magistralis, direi.