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Quanto stanno crescendo le necessità di storage aziendale, e come? In che modo le tecnologie stanno affrontando le richieste di gestione dei dati? Come si possono salvare grandi quantità di informazioni in maniera distriibuita, attraverso la Rete? Queste le curiosità principali che mi sono venute quando ho ricevuto l’invito da Compellent al loro evento annuale, dal nome particolarmente fortunato: C-Drive.

A Minneapolis, Minnesota, in quattro giorni di evento si incontrano partner, clienti e rivenditori, tra cui l’italiana Cinetica di Enrico Signoretti (qui il suo Twitter) che sul blog dell’azienda riassume le principali novità tecniche emerse nella giornata di ieri. Fabio Rapposelli, sempre di Cinetica, riassume alcune caratteristiche tecniche del prodotto principale di Compellent, Storage Center, in altri due post: parte 1 e parte 2.

Compellent offre una soluzione di Storage Area Network (vedi su Wikipedia) basata su un approccio che fa di scalabilità, estensione e completezza delle capacità di gestione il punto di forza. Forse per questo Phil Soran, il CEO, nel suo discorso di apertura ha parlato di Era di Facebook. Come riporta The Register:

The world has transitioned from a manufacturing-focused to a service-focused and then to a digital-focused economy – a “data” economy. With everything becoming digital there is a flood of data: “It’s only taken four years for Facebook to have 400 million pages”.

E in futuro quantità e velocità di produzione dei dati, è ovvio, possono solo aumentare.

Schermo LED da 42, 47 o 55 pollici. E un nome azzeccatissimo: Window to the World. E’ il primo televisore basato sul sistema operativo Android di Google, come l’AlessiTAB, i telefonini e molti altri dispositivi e, insomma, porta finalmente Internet in TV.

People of Lava Scandinavia Android Television

Personalmente, non avrei dubbi né esitazioni. Tanto più che siamo in switch over verso il digitale terrestre. Forse una scappatoia?

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“Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic”, recita la Terza Legge Delle Previsioni di Artur C. Clarke. Mi è venuta in mente per questo uniciclo basato sui principi del Segway e sviluppato grazie alle ricerche sull’equilibri per i device robotici antropomorfi: Honda U3-X. Sotto una foto, dopo il salto video e diagramma delle componenti.

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Condiviso da Gianluca Neri (aka Macchianera) su Friendfeed con la lapidaria osservazione “iPad: set, gioco, partita, incontro, grande slam”. In effetti non possono esserci molti altri commenti a un video come quello qui sotto. Forse solo il titolo di DownloadSquad: What the iPad’s two-year-old-friendly interface means for developers, publishers and the world.

In esposizione in questi giorni al Salone del Mobile, AlessiTAB è un dispositivo basato sul sistema Android di Google, quindi relativamente aperto, con un’applicazione sviluppata apposta per Alessi. Progettato da Promelit, è di design italiano con hardware coreano, ed è pensato per la casa.

AlessiTAB

E’ in sostanza un computer per cucina e salotto, con Wi-Fi, televisione digitale terrestre, photoviewer e altre applicazioni Android – tipo un browser, la mail, eccetera. Il prezzo previsto è di 300 euro. Non poco ma neanche eccessivo per un oggettino che può offrire funzionalità full Internet, oltre che televisive, sul piano della cucina. Come minimo, rende obsolete e inutili le cornici digitali, che hanno un costo non molto lontano e un design decisamente inferiore.

AlessiTAB

Il triangolo nell’immagine è come si presenta una volta ripiegato sulla docking station, da dove offre un angolo di visuale più inclinato. Dopo il salto altre foto, una video-animazione e i commenti che ha raccolto su Friendfeed.

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Idea piccola ma fulminante. Postata originariamente altrove, ha avuto un successo tale che non posso non riproporla. Anche perché l’ho provata e… funziona benissimo. Spesa totale: qualche euro, a seconda del numero di cavi.

(via Lifehacking.nl)

Oggi è il giorno dell’iPad, il device che ha stravenduto se stesso già prima dell’uscita. BoingBoing ne ha pubblicato una prima prova dai toni entusiastici: Ipad is a Touch of Genius. New York Times e Guardian.co.uk fanno due rassegne sui prototipi dei nuovi magazine: Interactive Magazines (NYT) e How Will Print Content Look? (Guardian), e sempre il NYT dovrebbe rilasciare un’applicazione gratuita proprio oggi. Mashable ha raccolto i demo-video di ben dieci applicazioni, anche se la più bella di tutte sembra essere la tavola perioda degli elementi. Steve Wozniak ha messo da parte la sua gelosia per Steve Jobs e ne ha comprati tre. Nel venture capital hanno raddoppiato gli investimenti e sperano di portarselo a letto stasera.

Insomma ce n’è per tutti i gusti. Ma una cosa sola sembra mettere tutti d’accordo: la vera killer app sarà quella di Marvel Comics ;)

The Petabyte Age

dottavi —  2 April 2010 — 1 Comment

Grafica non nuovissima ma ancora impressionante. Soprattutto la curva in discesa del costo di un gigabyte, nella parte centrale. Mi ricorda la Coda Lunga dello Storage che avevo fatto tempo fa.

petabyte(via Gizmodo)

E’ il primo di Aprile, ma la battuta qui è che quei matti di ThinkGeek sono capaci di farlo davvero: iCade – iPad Arcade Cabinet.

ThinkGeek: iCade iPad arcade cabinet

PS ThinkGeek è il sito più bello del mondo, come dimostra la maglietta qui sotto in promozione in questi giorni:

pseudomenon

Venerdì scorso presso l’Hotel Park Hyatt di Milano, Microsoft Italia ha presentato i dati della ricerca svolta per suo conto da Nextplora sull’utilizzo di social network e istant messaging, nonché delle console di nuova generazione (ovviamente si è parlato poi nello specifico di Xbox 360) nel contesto italiano. Il campione in esame fa parte del Panel di Nextplora Idee & Opinioni e ha visto coinvolti intervistati divisi nella Sezione Istant Messaging/Social Networking (1.176 interviste della popolazione internet con età 16+ anni) e Sezione Console (990 interviste ai possessori di almeno una console di gioco con età compresa nel range 16-55 anni).

I dati confermano la tendenza già nota del fenomeno: l’utilizzo dei social network e degli IM (istant messaging) è in costante crescita, gli utenti utilizzano entrambi i sistemi (iscritti quindi almeno a un servizio per parte) per un 57% del totale dell’utenza internet italiana. Inoltre più della metà dell’utenza (57% nel caso dei social network e 61% degli IM) dichiara di utilizzare questi strumenti tutti i giorni. Un altro dato evidenzia che gli utenti della rete trascorrono mediamente tre ore sul web contro le due ore davanti alla televisione e l’utilizzo degli strumenti di comunicazione che internet offre sono sempre più utilizzati a scapito del telefono.

Altra osservazione importante è l’aumento dell’utilizzo di questi sistemi da parte della popolazione femminile (che, vedremo poi, si conferma anche nell’ambito del gaming).Se nella fascia d’età dei 16-24 anni l’utilizzo di internet come strumento privilegiato di comunicazione, al posto del telefono, riguarda una percentuale pressoché identica per maschi e femmine (55% e 54%), il dato significativo è quello che riguarda la fascia d’età dei 25-34 anni, dove l’incremento della popolazione femminile è del 46% contro il 40% maschile.

Questa panoramica ha portato all’analisi sulla diffusione delle console nelle famiglie italiane, ormai presente nel 48% dei casi in una fascia d’età compresa fra i 16 e i 55 anni. E la loro diffusione è importante soprattutto per il fatto che diventa uno strumento sempre più al centro dell’intrattenimento domestico, quindi il passaggio dalla cameretta al salotto che gradualmente si sta compiendo in modo definitivo. Qui si è parlato in particolare di Xbox 360, delle sue molteplici funzionalità multimediali e l’integrazione coi social network e gli IM (Live Messenger, Twitter e Facebook) rappresenta uno degli aspetti principali. Nella direzione del digital entertainment Microsoft punta a quella che definisce l’integrazione dei tre schermi, ovvero l’accesso a una serie completa di servizi attraverso televisione, pc e telefono e gli scopi principali restano quelli ben noti: condividere, giocare e socializzare…

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Il tema dei Makers, estremizzato nel romanzo di Cory Doctorow, è stato ripreso recentemente da Chris Anderson di Wired: Atoms Are the New Bits. Forse eccede, Anderson, nel dire che si tratta della Next Industrial Revolution, tanto da attirarsi una contro-opinione da quelli di Gizmodo: Making is not Manufacturing. Ma non per questo il tema è meno importante per un tessuto produttivo come quello italiano, soprattutto se lo decliniamo come incontro tra mercato, progettazione e produzione. C’è un passaggio illuminante nel video di Anderson (all’indirizzo sopra), quando al minuto 1:18 parla di come sia facile trovare (per esempio con motori di ricerca specializzati come Alibaba.com) un produttore in Cina, o in qualsiasi altro posto nel mondo. La domanda è se le PMI italiane siano altrettanto trovabili – perdonate la brutta parola – e se siano in grado di gestire micro-produzioni, magari collegando i propri sistemi CAD-CAM-CAE (vedi) tramite la Rete.

Sarà prospettiva di lungo periodo, ma credo opportunità importante. Anche perché, nel frattempo, nello scenario internazionale i punti d’incontro di questo tipo si moltiplicano. Qui sotto una rassegna dei quattro più importanti.

Shapeways

Shapeways

Shapeways

Forse il primo, ma certamente il più famoso, è un sistema di stampa a richiesta di… oggetti fisici. Il video nella pagina di About lo spiega bene. Notevole il fatto che ora non siano più limitati alla stampa di materiali plastici ma possano anche lavorare metalli. C’è un limite all’immaginazione?

FabbersMarket

FabbersMarket

FabbersMarket

Si definiscono un “Free global B2B marketplace and network, connecting designers, engineers and manufacturers”. Supportano così l’incontro diretto tra produttori e clienti, soprattutto online.

RedesignMe

RedesignMe

RedesignMe

Non meno interessante, RedesignMe è diverso. E’ orientato alla co-creation, cioè alla progettazione collaborativa. “For example by setting up communities of tea-lovers who brainstorm about tomorrow’s innovations in tea”, dicono.

Ponoko

Ponoko

Ponoko

Ponoko è forse il più completo di tutti, ponendosi chiaramente come punto d’incontro tra “Creators, digital fabricators, materials suppliers and buyers”. E permette anche di sottoporre il progetto, direttamente in digitale, per cercare qualcuno in grado – o interessato – a produrlo.

Che impatto avrebbe un sistema del genere in Italia? Che valore potrebbe portare all’economia delle nostre piccole aziende, tra le quali tantissime oggi in crisi? Forse ha ragione Alberto a dire che “Non siamo neanche lontanamente pronti”. Ma probabilmente è il caso di prepararsi.

Costa meno di mille dollari, te la consegnano in un kit che devi montare, è lenta e ingombrante ma in compenso non fa solo statuette e bamboline: fa buchi nell’universo. E’ una 3D printer ed è l’inizio della prossima rivoluzione. Video qui sotto.