In un segmento di mercato da 16 miliardi di dollari, in effetti, 125 milioni sembrano proprio pochi. E se si tratta di Enterprise Storage, per di più, le dimensioni contano. Ma sembra essere solo questo il problema di Compellent, almeno stando ai commenti più che positivi dei clienti. “They deliver what they say” o “They really follow your needs” è il tono delle testimonianze raccolte al caffé durante il C-Drive. Ne abbiamo parlato con Phil Soran, CEO di Compellent, nell’intervista video che trovate dopo il salto.
I 125 milioni rappresentano i risultati 2009 dell’azienda di Minneapolis, in crescita del 38% rispetto all’anno precedente, a fronte di una contrazione del settore delle Storage Area Network del 5%. Diminuzione quest’ultima che sembra però essere solo temporanea, visto che le esigenze di storage proiettano nei prossimi anni una crescita esponenziale, come nella slide sotto:

Compellent si sta affermando per una soluzione tecnologica interessante: un approccio che ha, diciamo così, virtualizzato file system, protocolli di comunicazione, formati dei dati, eccetera, in modo tale da poter gestire in modo uniforme ogni possibile configurazione di dischi. Man mano che diventano meno prioritari, i dati si spostano così automaticamente – per questo Fluid Data – dalle batterie di prima risposta, composte di dischi veloci e costosi come quelli in Fibre Channel, verso quelli più lenti ed economici, per esempio in tecnologia SATA. Il tutto in maniera automatica e trasparente, completamente gestita dal sistema. Una peculiarità che, a sentire clienti e partner, stacca nettamente la concorrenza. E non è l’unica.
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