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	<title>Infoservi.it &#187; Green Geek Guide</title>
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	<description>Cultura, Società e Ricerca su Tecnologia, Media, Internet.</description>
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		<title>Hans Rosling e La Lavatrice Che Cambia il Mondo + Una Storia Italiana: La Candy</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io lo dicevo agli amici che &#8220;La lavatrice è strumento democratico per eccellenza, perché ha liberato le donne dai lavori domestici&#8221;. Per me era un mezzo scherzo, invece è proprio vero. Lo dice Hans Rosling, &#8220;professor of global health at Sweden&#8217;s Karolinska Institute&#8221; e grande mago  dei dati (ne avevo già parlato qua). Il suo TED Talk più recente è, come al solito,  coinvolgente ed estremamente informativo. Parla delle prospettive al 2050 dei consumi d&#8217;energia globali ma lo fa raccontando, appunto, una storia basata sulle lavatrici, il loro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io lo dicevo agli amici che <em>&#8220;La lavatrice è strumento democratico per eccellenza, perché ha liberato le donne dai lavori domestici&#8221;.</em> Per me era un mezzo scherzo, invece è proprio vero. Lo dice <strong>Hans Rosling</strong>, &#8220;<em>professor of global health at Sweden&#8217;s Karolinska Institute</em>&#8221; e grande mago  dei dati (<a href="http://www.infoservi.it/gapminder-org-vita-storia-economia-in-animazione/1024">ne avevo già parlato qua</a>). Il suo <strong>TED Talk</strong> più recente è, come al solito,  coinvolgente ed estremamente informativo. Parla delle prospettive al 2050 dei consumi d&#8217;energia globali ma lo fa raccontando, appunto, una storia basata sulle lavatrici, il loro uso, i miliardi di donne che non ne hanno accesso. Finale forse eccessivo ma <em>speech</em> imperdibile: <strong><a href="http://www.ted.com/talks/hans_rosling_and_the_magic_washing_machine.html">Hans Rosling and the magic washing machine</a></strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img title="Candy 1946 modello 50" src="http://www.infoservi.it/img/candy/candy1946mod50.jpg" alt="Candy 1946 modello 50" width="580" height="903" /><p class="wp-caption-text">Candy 1946 modello 50</p></div>
<p>Ora coincidenza vuole che io sia capitato nella mailing di Candy Hoover Group, che sta festeggiando i 50 anni dello stabilimento di Brugherio. Incuriosito, ho chiesto info, e vi ripropongo photogallery e storia qui sotto. Dalla quale si scopre, tra l&#8217;altro, che <em>&#8220;A Niso Fumagalli è giusto attribuire l’&#8221;invenzione&#8221;, nel 1958, della lavabiancheria a carica frontale tramite oblò e cesto ad asse orizzontale, oggi standard europeo&#8221;</em>. A suo modo, un altro italiano che ha fatto il suo pezzettino di storia :)</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img title="Candy 1965, pubblicità" src="http://www.infoservi.it/img/candy/candy1965adv.jpg" alt="Candy 1965, pubblicità" width="580" height="858" /><p class="wp-caption-text">Candy 1965, pubblicità</p></div>
<p>Finale della storie e altre immagini: <strong><span id="more-6029"></span></strong></p>
<blockquote><p>Lo stabilimento Candy a Brugherio, inaugurato nel 1961, segna una tappa importante nello sviluppo del Gruppo. In quell’anno, le dimensioni e la presenza ormai internazionale (nel 1958 era stata aperta la prima filiale in Germania) richiedevano un  nuovo complesso produttivo e direzionale. E fu Brugherio, edificato su di un’area di 280.000 mq, dedicato alle lavabiancheria. La storia di Candy era iniziata molto prima: nel 1945, quando Eden Fumagalli e i suoi tre figli Niso, Enzo, Peppino ebbero il coraggio di prevedere che gli italiani avrebbero acquistato la lavabiancheria, un prodotto così nuovo nei difficili anni della ricostruzione post-bellica. Il successo fu immediato perché la lavabiancheria rispondeva a esigenze vere e sentite dalle famiglie, in particolare le donne.</p></blockquote>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img title="Candy Bimatic, 1957" src="http://www.infoservi.it/img/candy/candy1957bimatic.jpg" alt="Candy Bimatic, 1957" width="580" height="798" /><p class="wp-caption-text">Candy Bimatic, 1957</p></div>
<blockquote><p>Venne adottato un nome esotico per la nuova azienda e il nuovo prodotto, sull’onda di una canzoncina americana di successo: Candy. La prima lavabiancheria italiana fu la Candy Modello 50 del 1945: il lancio commerciale avvenne alla Fiera di Milano 1946, la prima del dopoguerra. Dopo il Modello 50, con forme e tecniche mutuate dagli americani, nel 1948 la capacità progettuale autonoma si affermò con il Modello 45: aveva agitatore centrale, riscaldamento dell’acqua e pompa di scarico. Lavava 3 kg di biancheria.</p></blockquote>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img title="Candy LB, 1960" src="http://www.infoservi.it/img/candy/candy1960LB.jpg" alt="Candy LB, 1960" width="580" height="520" /><p class="wp-caption-text">Candy LB, 1960</p></div>
<blockquote><p>Niso Fumagalli, il maggiore dei tre fratelli in azienda continuava a perfezionare il prodotto: a lui vennero intestati diecine di brevetti ed è giusto attribuire l’”invenzione”, nel 1958, della lavabiancheria a carica frontale tramite oblò e cesto ad asse orizzontale, che oggi è lo standard europeo. Niso si meritò la laurea honoris causa in ingegneria.</p></blockquote>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img title="Candy Automatica, 1954" src="http://www.infoservi.it/img/candy/candy1954automatica.jpg" alt="Candy Automatica, 1954" width="580" height="798" /><p class="wp-caption-text">Candy Automatica, 1954</p></div>
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		<title>Going Green</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 06:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[green tech]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Quando  acquisti un prodotto tecnologico, che importanza dai alle  sue caratteristiche green o all&#8217;impegno ambientale  dell&#8217;azienda produttrice?&#8221;. Me l&#8217;ha chiesto Tiziano Fogliata per l&#8217;iniziativa Circuiti Verdi che sta seguendo. Io ho risposto così:
Sai che io vengo dal giornalismo “tecnologico”. Forse  per questo ho una sensibilità particolare al tema, perché noi  “smanettoni” ai consumi di energia siamo sempre stati attenti. Tanto più  i processori sono efficienti dal punto di vista energetico, tanto più  sono performanti. Per non parlare delle dispersioni di calore: evitarle  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Quando  acquisti un prodotto tecnologico, che importanza dai alle  sue caratteristiche green o all&#8217;impegno ambientale  dell&#8217;azienda produttrice?&#8221;.</em> Me l&#8217;ha chiesto <a href="http://www.fogliata.net/">Tiziano Fogliata</a> per l&#8217;iniziativa <strong><a href="http://www.circuitiverdi.it/index.php/2010/11/quanto-conta-laspetto-green-nei-tuoi-acquisti-hi-tech-lopinione-dei-blogger/">Circuiti Verdi</a></strong> che sta seguendo. Io ho risposto così:</p>
<blockquote><p><em>Sai che io vengo dal giornalismo “tecnologico”. Forse  per questo ho una sensibilità particolare al tema, perché noi  “smanettoni” ai consumi di energia siamo sempre stati attenti. Tanto più  i processori sono efficienti dal punto di vista energetico, tanto più  sono performanti. Per non parlare delle dispersioni di calore: evitarle  oggi è molto importante, visto che processori potenti si trovano in  notebook, tablet e smartphone. Ma la conquista energetica principale del  “mobile computing” si applica, con paradosso solo apparente, ai grandi  server, quelli che gestiscono le grandi banche e tutta Internet. Proprio  questi sistemi hanno ottenuto grandi risparmi (di denaro!) usando  metodologie di risparmio energetico. Non è un caso se i grandi data  center vengono creati fisicamente vicino a centrali elettriche, così  come non è un caso se la stessa Google ha investito in energia solare ed  eolica.<br />
</em></p>
<p><em>La mia attenzione a questi temi è tale che ogni centro di consumo  in casa mia – il gruppo di dispositivi della tv, dello stereo, del  computer – ha un interruttore a monte per poterli spegnere oltre al  semplice “stand by”, risparmiando così anche il consumo della famosa  “lucetta rossa”. E non comprerò mai più un monitor, per  fare un esempio, che non vada in stand by completo: l’ultima volta mi è  capitato un prodotto che, invece di spegnersi, mantiene una luce  lampeggiante. Piccola, ma inutile. Abbastanza per scartare quella marca  al mio prossimo acquisto.</em></p></blockquote>
<p>E tu?<em><br />
</em></p>
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		<title>Straordinario 2.0: Car Pooling da Autostrade Per l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 16:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Be&#8217; quando ci vuole ci vuole: il sito di CarPooling di Autostrade Per l&#8217;Italia sembra davvero un&#8217;iniziativa straordinaria. Un affascinante modello di marketing alla rovescia. Dice &#8220;Non usate il nostro prodotto, venite con meno macchine. Anzi più siete in macchina meno pagate&#8221;. Risparmi e inquini anche di meno. Solo apparentemente paradossale: così facendo chissà quali previsioni di risparmio per minori problemi di traffico e incidenti hanno. E l&#8217;affezione al marchio è immediata. Autostrade: ti voglio già un po&#8217; bene.
Finalmente qualcosa di diverso dalla solita newsletter o DEM da piazzisti di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217; quando ci vuole ci vuole: il sito di <strong><a href="http://www.autostradecarpooling.it/">CarPooling</a></strong> di Autostrade Per l&#8217;Italia sembra davvero un&#8217;iniziativa straordinaria. Un affascinante modello di marketing alla rovescia. Dice <em>&#8220;Non usate il nostro prodotto, venite con meno macchine. Anzi più siete in macchina meno pagate&#8221;</em>. Risparmi e inquini anche di meno. Solo apparentemente paradossale: così facendo chissà quali previsioni di risparmio per minori problemi di traffico e incidenti hanno. E l&#8217;affezione al marchio è immediata. Autostrade: ti voglio già un po&#8217; bene.</p>
<p>Finalmente qualcosa di diverso dalla solita newsletter o DEM da piazzisti di pentole (con rispetto per loro, però non è che uno può comprare una pentola nuova ogni mese). Dovrebbero imparare Poste Italiane e le banche, che col digitale &#8211; leggi: <em>home banking</em> &#8211; hanno fatto outsourcing di problemi loro facendo pagare l&#8217;investimento a noi utenti. Sarebbe l&#8217;ora di tornare all&#8217;idea di <em>fare servizi</em>, solo di nuova generazione.</p>
<p><a href="http://www.autostradecarpooling.it/"><img class="size-full wp-image-2680 alignnone" title="autostrade" src="http://www.infoservi.it/public/autostrade.jpg" alt="autostrade" width="570" height="310" /></a></p>
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		<title>e-up! L&#8217;elettrica di Volkswagen Parla con l&#8217;iPhone</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le voci che provengono dal Salone dell&#8217;Auto di Francoforte dicono che l&#8217;anno zero delle auto elettriche sarà il 2012. Nonostante questo Volkswagen ha presentato una piccola da città: e-up!. Già battezzata &#8220;Maggiolino del 21° secolo&#8221; ha un motore da 60 kW, 3+1 sedili, va a un massimo di 135 km/h con autonomia per 130 chilometri. Ma soprattutto ha 1,4 metri quadrati di celle solari (1,7 se si tirano giù i parasoli), che quando parcheggiata al sole alimentano l&#8217;impianto di ventilazione. Dimmi tu se non ci si poteva pensare prima. Altra ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le voci che provengono dal Salone dell&#8217;Auto di Francoforte dicono che l&#8217;anno zero delle auto elettriche sarà il 2012. Nonostante questo Volkswagen ha presentato una piccola da città: <a href="http://us.aving.net/news/view.php?articleId=136410"><strong>e-up!</strong></a>. Già battezzata &#8220;Maggiolino del 21° secolo&#8221; ha un motore da 60 kW, 3+1 sedili, va a un massimo di 135 km/h con autonomia per 130 chilometri. Ma soprattutto ha 1,4 metri quadrati di celle solari (1,7 se si tirano giù i parasoli), che quando parcheggiata al sole alimentano l&#8217;impianto di ventilazione. Dimmi tu se non ci si poteva pensare prima. Altra curiosità è questa applicazione iPhone per controllare lo stato delle batterie. Della macchina o del monopattino? Non è chiaro, ma è comunque un&#8217;altra idea interessante.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.infoservi.it/public/volkswagen.JPG"><img class="size-full wp-image-2644 aligncenter" title="volkswagen" src="http://www.infoservi.it/public/volkswagen.JPG" alt="volkswagen" width="511" height="331" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quattro Miliardi per una Pellicola Solare</title>
		<link>http://www.infoservi.it/quattro-miliardi-per-una-pellicola-solare/2511</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 08:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[solar]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Thin-Film Solar Startup Debuts With $4 Billion in Contracts&#8221;, dice Wired Science.

E continua:
A startup with a secret recipe for printing cheap solar cells on aluminum foil debuted today, in what could end up a milestone for the industry&#8230; Its potential convinced Google founders Sergey Brin and Larry Page to back the company as angel investors in its early days&#8230; The company has $4 billion in contracts and can make money selling its products for $1 per watt of a panel’s capacity. That’s cheap enough to compete with fossil fuels in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Thin-Film Solar Startup Debuts With $4 Billion in Contracts&#8221;</em>, dice <a href="http://www.wired.com/wiredscience/2009/09/nanosolar/">Wired Science</a>.</p>
<p><a href="http://www.wired.com/wiredscience/2009/09/nanosolar/"><img src="http://www.infoservi.it/public/rtp2.jpg" alt="" width="536" height="181" /></a></p>
<p>E continua:</p>
<blockquote><p>A startup with a secret recipe for printing cheap solar cells on aluminum foil debuted today, in what could end up a milestone for the industry&#8230; Its potential convinced Google founders Sergey Brin and Larry Page to back the company as angel investors in its early days&#8230; The company has $4 billion in contracts and can make money selling its products for $1 per watt of a panel’s capacity. That’s cheap enough to compete with fossil fuels in markets across the world.</p></blockquote>
<p>Il che, tutto sommato, non è che mi stupisca più di tanto. Anzi, sono sicuro che in Italia ci sono aziende d&#8217;eccellenza che probabilmente stanno lavorando su progetti simili, o di simile impatto. E&#8217; che non parlano su Internet, accidenti. Sono introvabili.</p>
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		<title>Geek Is The New Black</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non siamo in pochi a ricordare quei momenti d&#8217;imbarazzo, a una cena o una festa, in cui ci scappava di parlare di&#8230; computer (che brutta parola). Era più forte di noi, e gli effetti sociali erano devastanti. Molto dobbiamo ancora fare senz&#8217;altro &#8211; in caso di sintomi di alienazione, rivolgersi a The Society For Geek Advancement &#8211; ma per fortuna molto è cambiato. Siamo molto, molto sexy, di questi tempi. Noi geek, intendo :D
Ne abbiamo parlato con Federico Ferrazza de L&#8217;espresso, che mi ha intervistato per Pianeta Geek, una carrellata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo in pochi a ricordare quei momenti d&#8217;imbarazzo, a una cena o una festa, in cui ci scappava di parlare di&#8230; <em>computer</em> (che brutta parola). Era più forte di noi, e gli effetti sociali erano devastanti. Molto dobbiamo ancora fare senz&#8217;altro &#8211; in caso di sintomi di alienazione, rivolgersi a <a href="http://geekadvancement.com/">The Society For Geek Advancement</a> &#8211; ma per fortuna molto è cambiato. Siamo molto, molto sexy, di questi tempi. Noi <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Geek">geek</a></strong>, intendo :D</p>
<p style="text-align: left;">Ne abbiamo parlato con <a href="http://ferrazza.blogautore.espresso.repubblica.it/">Federico Ferrazza</a> de L&#8217;espresso, che mi ha intervistato per <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pianeta-geek/2108340//0">Pianeta Geek</a></strong>, una carrellata di robe divertenti sul tema (io sono in fondo all&#8217;articolo).</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.infoservi.it/category/smart-objects"><img class="aligncenter size-full wp-image-2474" title="Geek_stuff" src="http://www.infoservi.it/public/Geek_stuff.jpg" alt="Geek_stuff" width="570" height="130" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Segno qua i link degli argomenti di cui abbiamo parlato, che nell&#8217;edizione cartacea trovate nella box in pié di pagina:</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://poken-it.com/">Poken</a></strong>. Imperdibile. E&#8217; un chip RFID con un&#8230; id, ovviamente. Basta accoppiarlo a un altro, si scambiano i codici e quando torni al computer recuperi i dati della persona, via USB. Uber-geek</li>
<li><strong><a href="http://www.theflip.com/">Flip Video</a></strong>. Una videocamera che rende il video &#8220;Facile come le foto&#8221;. Anche in questo caso, attacchi all&#8217;USB e il tuo video è online</li>
<li><strong><a href="http://www.infoservi.it/mobile-social-networks-parte-1/2162">Social Network sul cellulare</a></strong>. Be&#8217; mica puoi andare in giro senza</li>
<li><strong><a href="http://www.thinkgeek.com/">ThinkGeek</a></strong>. Il pay-off dice tutto: <em>Stuff for smart masses</em> :)</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Tempo fa avevo fatto una <a href="http://www.infoservi.it/computer-non-computer-e-altri-strani-gadget/148">raccolta di idee divertenti</a> a cui sono molto legato. Altro, infine, in <a href="http://www.infoservi.it/category/smart-objects">questa categoria</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://geekadvancement.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2289" title="Geek_Society" src="http://www.infoservi.it/public/Geek_Society.jpg" alt="Geek_Society" width="570" height="343" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuove Interfacce e un Proiettore di Mappe da Passeggio</title>
		<link>http://www.infoservi.it/nuove-interfacce-e-un-proiettore-da-passeggio/2242</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 15:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Social Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[MIT]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da parecchio che ho un tab aperto su Five Futuristic Interfaces on Display at SIGGRAPH, Technology Review. Ha una serie di video di sperimentazioni e ricerche intriganti e futuristiche &#8211; a partire dal primo, in cui si controlla un ologramma 3D con un gesto della mano. Però confesso che ora come ora sono attratto molto di più da questo proiettore di mappe da passeggio:

Crazy beautiful, isn&#8217;t it? chissà quando sarà integrato in un telefonino. Coool :)
(via)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da parecchio che ho un tab aperto su <strong><a href="http://www.technologyreview.com/blog/editors/23940">Five Futuristic Interfaces on Display at SIGGRAPH</a></strong>, Technology Review. Ha una serie di video di sperimentazioni e ricerche intriganti e futuristiche &#8211; a partire dal primo, in cui si controlla un ologramma 3D con un gesto della mano. Però confesso che ora come ora sono attratto molto di più da questo proiettore di mappe da passeggio:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2243" title="map_projector1" src="http://www.infoservi.it/public/map_projector1.jpg" alt="map_projector1" width="468" height="313" /></p>
<p>Crazy beautiful, isn&#8217;t it? chissà quando sarà integrato in un telefonino. Coool :)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2244" title="map_projector2" src="http://www.infoservi.it/public/map_projector2.jpg" alt="map_projector2" width="468" height="390" />(<a href="http://reflectionof.me/cool-concept-maptor-shows-you-the-way">via</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>500 miliardi per il Solare + Forum per il Mediterraneo</title>
		<link>http://www.infoservi.it/500-miliardi-per-il-solare-forum-per-il-mediterraneo/1650</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 13:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Events and Reports]]></category>
		<category><![CDATA[Green Geek Guide]]></category>
		<category><![CDATA[desertec]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; recente la notizia del consorzio di 20 aziende tedesche formato con l&#8217;intento di raccogliere 555 miliardi di dollari per supportare il finanziamento del progetto afro-europeo del &#8220;solare nel deserto&#8221;: Desertec. La tecnologia di produzione è la più semplice: specchi concentratori e turbine a vapore. Il problema principale, ovviamente, è quello del trasporto, ma certamente non irresolubile.
Speriamo parlino anche di questo, oggi e domani qui a Milano, durante il Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo. Qui il programma.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; recente la notizia del <a href="http://solveclimate.com/blog/20090618/holy-solar-funding-project-desertec-get-500-billion-cash-infusion">consorzio di 20 aziende tedesche</a> formato con l&#8217;intento di raccogliere 555 miliardi di dollari per supportare il finanziamento del progetto afro-europeo del &#8220;solare nel deserto&#8221;: <strong><a href="http://www.desertec.org/">Desertec</a></strong>. La tecnologia di produzione è la più semplice: specchi concentratori e turbine a vapore. Il problema principale, ovviamente, è quello del trasporto, ma certamente non irresolubile.</p>
<p>Speriamo parlino anche di questo, oggi e domani qui a Milano, durante il <strong><a href="http://www.milanomediterraneo.org/">Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo</a></strong>. Qui <a href="http://www.milanomediterraneo.org/Milano_Med_Forum_2009/Programma/Programma.kl">il programma</a>.</p>
<p><a href="http://www.milanomediterraneo.org/Milano_Med_Forum_2009/Presentazione/Forum_Economico_e_Finanziario_per_il_Mediterraneo.kl"><img class="aligncenter size-full wp-image-1695" title="milanomediterraneo" src="http://www.infoservi.it/public/milanomediterraneo.jpg" alt="milanomediterraneo" width="570" height="349" /></a></p>
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		<title>Design will save the world</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 18:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture and Design]]></category>
		<category><![CDATA[Green Geek Guide]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi dubbi nel loro sottotitolo, quelli di Inhabitat. E in effetti &#8220;design&#8221; può anche voler dire immaginare &#8211; un passaggio essenziale, prima di progettare &#8211; città e ambienti radicalmente diversi. Come The Swimming City di Andras Gyorfi.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi dubbi nel loro sottotitolo, quelli di <strong><a href="http://www.inhabitat.com/">Inhabitat</a></strong>. E in effetti &#8220;design&#8221; può anche voler dire <em>immaginare</em> &#8211; un passaggio essenziale, prima di progettare &#8211; città e ambienti radicalmente <em>diversi</em>. Come <a href="http://www.inhabitat.com/2009/07/06/the-swimming-city-a-water-world-for-future-generations/">The Swimming City</a> di <a href="http://www.pic-studio.com/">Andras Gyorfi</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1571" title="swimingcity3" src="http://www.infoservi.it/public/swimingcity3.jpg" alt="swimingcity3" width="537" height="403" /></p>
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		<title>Tesla Model S: Pure Energy</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 09:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dottavi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green Geek Guide]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse non per tutti, ma al prezzo di 50.000 dollari si colloca in una fascia di mercato affollata di concorrenti. E infatti ha raccolto 520 ordinativi in una settimana. Tesla, dopo la Roadster (in questo post), ha presentato la Model S, una &#8220;sed&#224;n&#8221;, cio&#232; una tre volumi con forme da coup&#232; ma full-size, con sette posti totali (di cui due per bambini) e ampio bagagliaio. Elettrizzante, direi.
 
Le prestazioni sono la parte pi&#249; interessante: non la ripresa (da 0 a 100 KMh in circa sei secondi), ma il tempo di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non per tutti, ma al prezzo di 50.000 dollari si colloca in una fascia di mercato affollata di concorrenti. E infatti ha raccolto 520 ordinativi in una settimana. <a href="http://www.teslamotors.com/">Tesla</a>, dopo la Roadster (<a href="http://www.infoservi.it/public/post/car-hacking-802.asp">in questo post</a>), ha presentato la <a href="http://www.teslamotors.com/models/"><strong>Model S</strong></a>, una &#8220;sed&agrave;n&#8221;, cio&egrave; una tre volumi con forme da coup&egrave; ma full-size, con sette posti totali (di cui due per bambini) e ampio bagagliaio. Elettrizzante, direi.</p>
<p align="center"><img src="http://www.infoservi.it/public/teslas_1.jpg" align="middle" alt="Tesla Model S" /> </p>
<p>Le prestazioni sono la parte pi&ugrave; interessante: non la ripresa (da 0 a 100 KMh in circa sei secondi), ma il tempo di carica delle batterie: <em>45 minuti da una spina qualsiasi</em>. In alternativa puoi portarti dietro una batteria di riserva. E no, non &egrave; ibrida, &egrave; una &#8220;pure electric&#8221;.</p>
<p align="center"><img alt="Tesla model S - top" src="http://www.infoservi.it/public/teslas_2.jpg" align="middle" /></p>
<p>Tecnologia da telefonini, verrebbe da pensare. Una vera e propria <em>sgommata</em> per la ricerca in questo settore.</p>
<p><b>PS</b> <a href="http://calacanis.com/">Jason Calacanis</a> ha fatto un esteso report della presentazione sul suo <a href="http://jasoncalacanis.posterous.com/tesla-model-s-promo-email-fw-m">Posterous</a>.</p>
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