Archives For Green Geek Guide

Volkswagen Xl1 una specie di triciclo ibrido elettrico-diesel

“Il problema è che a cercare dell’innovazione si è impazziti”, mi dice Francesco Frugiuele di Beta80, che è sempre in giro per il mondo a fare business (vedi il Mobile World Congress) e mi manda queste foto. “Perché praticamente è un grande concessionario, il Salone dell’Auto. Al massimo Concept Car”. Niente macchine volanti? Neanche driverless o self-driving cars? Sono roba da ragazzi! – ricordate Ionut Budisteanu, liceale vincitore del contest Intel con un progetto di lidar per Self-Driving Cars a basso costo? Vabe’, accontentiamoci delle Concept. un modo per hackerarle lo troveremo. Però, Frugiu, due foto di ragazze potevi mandarcele, dai.  Continue Reading…

Google15R original google server

Non poteva essere che così: il primo server di Google, quello famoso assemblato da Page e Brin quand’erano ancora all’università, era ricoperto di Lego. Sarà per questo stile Do-It-Yourself che ancora oggi Google si assembla i server da sola, come dicono nel video seguente in cui per la prima volta (per quanto mi riguarda) si può fare una visita ai loro data center. Con Street View, of course, o con un sito dedicato dal nome appena un po’ altisonante. Where The Internet LivesContinue Reading…

art made of recycled objects

Angel

cloured stickers for mac keyboard

Rainbow MacBook Keyboard Decals.

Io lo dicevo agli amici che “La lavatrice è strumento democratico per eccellenza, perché ha liberato le donne dai lavori domestici”. Per me era un mezzo scherzo, invece è proprio vero. Lo dice Hans Rosling, “professor of global health at Sweden’s Karolinska Institute” e grande mago dei dati (ne avevo già parlato qua). Il suo TED Talk più recente è, come al solito, coinvolgente ed estremamente informativo. Parla delle prospettive al 2050 dei consumi d’energia globali ma lo fa raccontando, appunto, una storia basata sulle lavatrici, il loro uso, i miliardi di donne che non ne hanno accesso. Finale forse eccessivo ma speech imperdibile: Hans Rosling and the magic washing machine.

Candy 1946 modello 50

Candy 1946 modello 50

Ora coincidenza vuole che io sia capitato nella mailing di Candy Hoover Group, che sta festeggiando i 50 anni dello stabilimento di Brugherio. Incuriosito, ho chiesto info, e vi ripropongo photogallery e storia qui sotto. Dalla quale si scopre, tra l’altro, che “A Niso Fumagalli è giusto attribuire l’”invenzione”, nel 1958, della lavabiancheria a carica frontale tramite oblò e cesto ad asse orizzontale, oggi standard europeo”. A suo modo, un altro italiano che ha fatto il suo pezzettino di storia :)

Candy 1965, pubblicità

Candy 1965, pubblicità

Finale della storie e altre immagini: Continue Reading…

Going Green

dottavi —  20 November 2010 — Leave a comment

“Quando acquisti un prodotto tecnologico, che importanza dai alle sue caratteristiche green o all’impegno ambientale dell’azienda produttrice?”. Me l’ha chiesto Tiziano Fogliata per l’iniziativa Circuiti Verdi che sta seguendo. Io ho risposto così:

Sai che io vengo dal giornalismo “tecnologico”. Forse per questo ho una sensibilità particolare al tema, perché noi “smanettoni” ai consumi di energia siamo sempre stati attenti. Tanto più i processori sono efficienti dal punto di vista energetico, tanto più sono performanti. Per non parlare delle dispersioni di calore: evitarle oggi è molto importante, visto che processori potenti si trovano in notebook, tablet e smartphone. Ma la conquista energetica principale del “mobile computing” si applica, con paradosso solo apparente, ai grandi server, quelli che gestiscono le grandi banche e tutta Internet. Proprio questi sistemi hanno ottenuto grandi risparmi (di denaro!) usando metodologie di risparmio energetico. Non è un caso se i grandi data center vengono creati fisicamente vicino a centrali elettriche, così come non è un caso se la stessa Google ha investito in energia solare ed eolica.

La mia attenzione a questi temi è tale che ogni centro di consumo in casa mia – il gruppo di dispositivi della tv, dello stereo, del computer – ha un interruttore a monte per poterli spegnere oltre al semplice “stand by”, risparmiando così anche il consumo della famosa “lucetta rossa”. E non comprerò mai più un monitor, per fare un esempio, che non vada in stand by completo: l’ultima volta mi è capitato un prodotto che, invece di spegnersi, mantiene una luce lampeggiante. Piccola, ma inutile. Abbastanza per scartare quella marca al mio prossimo acquisto.

E tu?

Be’ quando ci vuole ci vuole: il sito di CarPooling di Autostrade Per l’Italia sembra davvero un’iniziativa straordinaria. Un affascinante modello di marketing alla rovescia. Dice “Non usate il nostro prodotto, venite con meno macchine. Anzi più siete in macchina meno pagate”. Risparmi e inquini anche di meno. Solo apparentemente paradossale: così facendo chissà quali previsioni di risparmio per minori problemi di traffico e incidenti hanno. E l’affezione al marchio è immediata. Autostrade: ti voglio già un po’ bene.

Finalmente qualcosa di diverso dalla solita newsletter o DEM da piazzisti di pentole (con rispetto per loro, però non è che uno può comprare una pentola nuova ogni mese). Dovrebbero imparare Poste Italiane e le banche, che col digitale – leggi: home banking – hanno fatto outsourcing di problemi loro facendo pagare l’investimento a noi utenti. Sarebbe l’ora di tornare all’idea di fare servizi, solo di nuova generazione.

autostrade

Le voci che provengono dal Salone dell’Auto di Francoforte dicono che l’anno zero delle auto elettriche sarà il 2012. Nonostante questo Volkswagen ha presentato una piccola da città: e-up!. Già battezzata “Maggiolino del 21° secolo” ha un motore da 60 kW, 3+1 sedili, va a un massimo di 135 km/h con autonomia per 130 chilometri. Ma soprattutto ha 1,4 metri quadrati di celle solari (1,7 se si tirano giù i parasoli), che quando parcheggiata al sole alimentano l’impianto di ventilazione. Dimmi tu se non ci si poteva pensare prima. Altra curiosità è questa applicazione iPhone per controllare lo stato delle batterie. Della macchina o del monopattino? Non è chiaro, ma è comunque un’altra idea interessante.

volkswagen

“Thin-Film Solar Startup Debuts With $4 Billion in Contracts”, dice Wired Science.

E continua:

A startup with a secret recipe for printing cheap solar cells on aluminum foil debuted today, in what could end up a milestone for the industry… Its potential convinced Google founders Sergey Brin and Larry Page to back the company as angel investors in its early days… The company has $4 billion in contracts and can make money selling its products for $1 per watt of a panel’s capacity. That’s cheap enough to compete with fossil fuels in markets across the world.

Il che, tutto sommato, non è che mi stupisca più di tanto. Anzi, sono sicuro che in Italia ci sono aziende d’eccellenza che probabilmente stanno lavorando su progetti simili, o di simile impatto. E’ che non parlano su Internet, accidenti. Sono introvabili.

Geek Is The New Black

dottavi —  9 September 2009 — 10 Comments

Non siamo in pochi a ricordare quei momenti d’imbarazzo, a una cena o una festa, in cui ci scappava di parlare di… computer (che brutta parola). Era più forte di noi, e gli effetti sociali erano devastanti. Molto dobbiamo ancora fare senz’altro – in caso di sintomi di alienazione, rivolgersi a The Society For Geek Advancement – ma per fortuna molto è cambiato. Siamo molto, molto sexy, di questi tempi. Noi geek, intendo :D

Ne abbiamo parlato con Federico Ferrazza de L’espresso, che mi ha intervistato per Pianeta Geek, una carrellata di robe divertenti sul tema (io sono in fondo all’articolo).

Geek_stuff

Segno qua i link degli argomenti di cui abbiamo parlato, che nell’edizione cartacea trovate nella box in pié di pagina:

  • Poken. Imperdibile. E’ un chip RFID con un… id, ovviamente. Basta accoppiarlo a un altro, si scambiano i codici e quando torni al computer recuperi i dati della persona, via USB. Uber-geek
  • Flip Video. Una videocamera che rende il video “Facile come le foto”. Anche in questo caso, attacchi all’USB e il tuo video è online
  • Social Network sul cellulare. Be’ mica puoi andare in giro senza
  • ThinkGeek. Il pay-off dice tutto: Stuff for smart masses :)

Tempo fa avevo fatto una raccolta di idee divertenti a cui sono molto legato. Altro, infine, in questa categoria.

Geek_Society

E’ da parecchio che ho un tab aperto su Five Futuristic Interfaces on Display at SIGGRAPH, Technology Review. Ha una serie di video di sperimentazioni e ricerche intriganti e futuristiche – a partire dal primo, in cui si controlla un ologramma 3D con un gesto della mano. Però confesso che ora come ora sono attratto molto di più da questo proiettore di mappe da passeggio:

map_projector1

Crazy beautiful, isn’t it? chissà quando sarà integrato in un telefonino. Coool :)

map_projector2(via)

E’ recente la notizia del consorzio di 20 aziende tedesche formato con l’intento di raccogliere 555 miliardi di dollari per supportare il finanziamento del progetto afro-europeo del “solare nel deserto”: Desertec. La tecnologia di produzione è la più semplice: specchi concentratori e turbine a vapore. Il problema principale, ovviamente, è quello del trasporto, ma certamente non irresolubile.

Speriamo parlino anche di questo, oggi e domani qui a Milano, durante il Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo. Qui il programma.

milanomediterraneo