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Digital Luxury Experience. Questo il tema della serata di un po’ di tempo fa, per la presentazione del nuovo sito della casa di moda Piazza Sempione. Si può ricreare sul digitale un’esperienza simile a quella che si ha nei negozi? E si può aggiungere la componente social, traslando così online quella che è la più tradizionale delle abitudini di shopping?

Piazza Sempione Social Fashion

A qualche blogger presente all’evento è piaciuto. Per esempio FashionBlog, Pearl Shores e Lady Marian, che parla di lusso partecipativo. Voi cosa ne pensate? Il sito.

Piazza Sempione Social Fashion - La serata

Google Boutiques Fashion Shop

Il titolo è citazione dell’invito alla serata di presentazione pubblicato da TechCrunch l’altro giorno. Mashable racconta cosa è stato detto. E’ Boutiques.com, iniziativa molto particolare di Google. Per comprare e vendere, destinato a stilisti, designer e… fashion blogger. Cool.

Alla fine capita che partecipo anche io alla Settimana della Moda. Be’, in verità non proprio. Insomma Zoe Romano, coordinatrice EDUfashion, mi ha invitato alla tavola rotonda su Moda Critica e Micro Economie, in occasione di Critical Fashion. Questa tavola è per addetti ai lavori ma ci sono molti altri eventi interessanti in agenda. No, certo, con la moda non c’entro niente. Ma parleremo anche di economie collaborative, e per questo racconterò di Blomming. Che un po’ anche di moda si occupa. Nel Magazine. Qui sotto il documento che racconta i principi su cui si snoda questo tema.

So critical so fashion

E’ genovese, Giulio Ardoino, oltre che ingegnere, e dichiara la sua passione per il mare nel suo Tumblr-blog. Dopo aver fatto consulenza per grandi aziende decide di investire sul web e sviluppa, con un socio, ZicZac, aggregatore di segnalazioni stile Digg. Nato nel 2007, oggi macina 500.000 utenti unici al mese e “200.000 articoli segnalati da quasi 10.000 utenti iscritti”, dicono sul blog. I risultati lo convincono a continuare, così un mese fa ha lanciato BestCreativity. E sta già arrivando ai primi 1.000 iscritti.

Ispirato a servizi come Logotournament e oDesk, di cui ho parlato qua, è un marketplace per la creatività. Le aziende (o chiunque, in realtà) mettono un brief, per esempio per un logo, si crea un contest, i creativi partecipano e chi vince viene pagato. Un po’ come quel che fa Zooppa per la pubblicità, ne avevo parlato nel 2007. Questi modelli funzionano bene nell’internazionale. Il nostro mercato del lavoro, specie quello creativo, ha una presenza forte dei freelance. BestCreativity sembra davvero un “Bingo!”.

PS Dimenticavo: si son beccati un’ANSA. Arriva la Wikipedia della creatività.

[Se MySpace, negli anni scorsi, ha dato sfogo a un’intera generazione di nuovi musicisti, altrettanto non è accaduto per i giovani designer – di oggetti, moda o whatever. Il fenomeno però sta emergendo, con Behance a fare da punta dell’iceberg. Piero Rivizzigno e soci stanno lanciando una proposta italiana ma di respiro internazionale e più focalizzata sulla moda. Io in dieci minuti ho creato questa collezione e ho trovato alcune decine di potenziali contatti interessanti. La community deve ancora attivarsi, ma sembra promettente. Piero ha raccontato di Glossom in questo video, in occasione di Tesicamp. Ho chiesto a Fabio una recensione, che trovate a seguire -ad]

Glossom è un nuovo network nato per offrire ai nuovi creativi uno spazio per creare un portfolio, pubblicare i propri lavori, condividerli con gli altri utenti e, naturalmente, creare una rete di contatti. L’iscrizione è gratuita e fin dalla creazione del proprio profilo si vede la particolare attenzione rivolta a far convergere tutti i possibili network e account di cui già disponiamo all’interno di Glossom, con una serie di link predefiniti per ancorare i nostri profili esterni (da YouTube a Vimeo, da Facebook a Twitter, da MySpace a Blogger e così via…).

Una volta messe le nostre informazioni nel profilo possiamo procedere a creare il nostro portfolio. Attraverso un pannello di controllo principale, dal quale possiamo accedere a tutte le sezioni del portale, possiamo caricare i nostri contenuti (i due pulsanti “upload” e “create collection” sono sempre presenti nel pannello) o caricarli direttamente dai nostri canali esterni. Cosa sicuramente poco gradita è (dis)perdere le views dei propri contenuti già caricati in un altro canale, su altri vari network che non consentono una qualche forma di embed diretto a una fonte principale, quindi nel mio caso -ad esempio- ho trovato molto comoda l’opzione di poter importare direttamente dal mio canale di YouTube tutti i video già caricati. Altra cosa interessante è che una volta importato il contenuto esterno, vengono conservate tutte le informazioni che abbiamo dato (descrizione, tags…) e saranno visibili allo stesso modo in Glossom; cosa ancora più interessante è di poterle modificare se lo riteniamo opportuno. E’ inoltre possibile impostare il tipo di copertura di diritti applicata ai lavori pubblicati su copyright o Creative Commons (possiamo scegliere la versione che preferiamo).

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