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E’ di inizio anno, ma non per questo meno interessante. Si tratta di una mostra di Vito Acconci, uno degli artisti contemporanei più interessanti, tenutasi al Bronx Museum. Continua a leggere »
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Designer e maghi della grafica vettoriale, costruttori e inventori di oggetti: a Milano ha aperto la prima facility italiana per la Digital Fabrication: Vectorealism. Non fa 3D Printing ma laser cutting, in collaborazione con Ponoko. Bellissime opportunità per la nuova creatività italiana, per volare bassi. Ma, come ha fatto il Globe & Mail l’anno scorso, potremmo anche chiamarla The Industrial Revolution 2.0.
Per approfondire: qualche esempio di materiali lavorati, su Openwear; il video della CNN sulla Digital Fabrication; vari esempi di 3D Printing; di Ponoko e altri avevo parlato qua.
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Non ho tempo, ma sto seguendo questa cosa da un po’, vedi quanta roba c’è. Via OpenP2Pdesign.
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You too can go to space. Or, kind of.
Homemade Spacecraft from Luke Geissbuhler on Vimeo.
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Dopo un video così, non si può non comprarne uno per provare a costruire un primo progetto. Geniale.
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Bell’articolo su IlSole24Ore.com: Il plotter che stampa la pietra in 3D. Racconta l’impresa di Enrico Dini, “Ingegnere pisano che dopo anni di lavoro e di investimenti vede ora concretizzarsi i suoi sforzi per stampare oggetti di pietra in una realtà imprenditoriale pronta a decollare”. L’azienda si chiama D-Shape e vedete un esempio delle sue pietre stampate nell’installazione qui sotto, tenutasi nello spazio Un-Dai durante lo scorso Salone del Mobile in Ventura Lambrate (vedi anche a questo link).
PS Tra l’altro, su richiesta dell’organizzazione, ho avuto occasione di regalare proprio questa foto a Repubblica Milano per la paginata che, ai tempi, ha dedicato al quartiere. Una volta tanto mi ha fatto piacere – se non fosse che non la trovo online.
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Il video che vedete qua sotto documenta un’installazione vista a Ventura Lambrate durante il Salone del Mobile. Ora, che sotto casa tua debbano venire degli olandesi a portare esempi di sperimentazioni avanzate come questa fa già impressione. Ma ancora di più lo fa il sistema di manipolazione che vedete all’inizio (dopo le foto): muovi le mani nel telaio con i proiettori laser e modifichi in tempo reale il modello 3D visualizzato nello schermo – intervieni su un progetto CAD a mani nude, cioè. Dopodiché lo mandi in stampa su una 3D printer predisposta per estrudere ceramica (in realtà argilla). Il risultato è un vaso dal quale poi togli lo sfrido, rifinisci e cuoci. Esempi alla fine.
Faceva parte di una installazione di ricerca a metà tra arte e design a cura di Z33.be e dal nome affascinante: L’Artisan Electronique. La macchina è una specie di RepRap modificata da Bitsfrombytes. Cos’è una RepRap? E’ una stampante pensata per stampare di tutto. Stampanti comprese. Leggi qui. Altri dettagli su Unfold Fab. Altri post sul tema a questo link.
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Forse uno dei migliori istituti italiani, famoso per produrre laureati che non trovano lavoro in Italia ma vengono contesi all’estero, la SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati pubblica un Journal of Science Communication: Jcom. Il numero di Marzo 2010 è uno speciale su Peer-to-peer e User-led Science. Tra i tanti contributi, tutti liberamente scaricabili, il professor Adam Arvidsson ha scritto una riflessione – recensione del fenomeno dei Makers e dell’omonimo libro di Cory Doctorow: The unsustainable Makers. Adam è stato il moderatore dell’incontro su Peer-to-peer Economy e Open Collaboration di poco tempo fa, e di cui presto arriveranno i video.
PS Avevamo già parlato di SISSA per Neurotelemetry.
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Don Tapscott è uno degli autori di Wikinomics, e nel videopodcast qui sotto non usa mezzi termini per descrivere quello che sta per succedere. A causa della crisi (trend economico), dei nuovi modelli di lavoro (sociale) e dei prossimi sviluppi tecnologici. E mentre assistiamo agli ultimi momenti del Web 2.0, si stanno di nuovo per incrociare i flussi, segno della vicinanza di una nuova fase di disruptive innovation. Io sono pronto per il “2.0 2.0“. Tu?
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Link interessanti, nell’articolo di Fast Company. Una correzione, però: le stampanti 3D ormai costano meno di mille euro. Si può vedere in azione qui.

(via MF su Friendfeed)




