Vai a sapere perché, davvero, Star Wars è diventato un tormentone cult. Oggi la prima versione, non quella editata ma l’originale con tutti gli strafalcioni di regia e le sceneggiature e i pupazzi palesemente di cartone, è un innegabile pezzo non più di subcultura ma di cultura vera e propria. Chi non ne ricorda a memoria le battute? Oggi, 4 maggio, in americano suona “May the 4th” creando un palese gioco di parole con “Che la Forza sia con te”. E anche noi non potevamo sottrarci – anzi, a dir la verità, confesso che è colpa mia: abbiamo un’intera collection di oggettistica, memorabilia e interpretazioni artistiche di Yoda, C3PO, R2D2, Dart Vader e gli altri personaggi del film. A seguire altre foto. Continue Reading…
Archives For Digital Cultures

Stranezze della Rete. Sono diventato un meme, con più di 5.000 share da parte di persone che mi sono perfettamente sconosciute – ma senz’altro simpatiche, visto che hanno apprezzato una mia frase. Così come mi è sconosciuto l’iniziatore e gestore della pagina “Impara a non aver bisogno di chi non ha bisogno di te“. Qui l’immagine. PS Lol.
We should be very pleased but also very grateful for someone having taken the time from their lives to give something to yours. So the next time you hit Like, don’t think it is just that simple. It means a lot to people who work hard on their ideas be it written, baked, handmade or otherwise.
Samphire Arts on Facebook about our blog post. Love.


Il termine New Media ha sicuramente stufato, visto che la Rete ha cinquant’anni e il Web venti. Però da quando a metà degli anni 2000 è diventato di massa il fenomeno degli User Generated Content continuano a emergere nuovi punti di vista, nuovi modi di vedere le cose e insomma cose sempre diverse da vedere. Come Jovanotti in questa foto. Già è particolare il punto di vista della prima – il pubblico fotografato da un musicista e pubblicato online in tempo reale – ma la rockstar fotografata da un membro del suo gruppo con il pubblico alle spalle non mi era ancora capitata. Farebbe piacere andare dietro un cartello, tirar fuori Marshall McLuhan e chiedergli cosa ne pensa lui.
Saturnino, magico bassista, usa Instagram. Puoi vedere le sue foto sull’italiana Followgram.me a questo link.

Credeteci o no, è una ricerca che faccio tutti gli anni per il corso NABA Media Design. Dovendo parlare di Media Partecipativi, è necessario studiare gli eventi di diffusione spontanea in Rete. Meno male che c’è una ricchissima pagina di Wikipedia con la raccolta dei più interessanti Fenomeni Internet Di Tutti I Tempi (e di ogni settore). I miei preferiti sono ovviamente… Continue Reading…
Giant robot! (by haiku66, aka Alberto Cottica)
Il buon Roberto Bonzio, col suo ottimo Italiani di Frontiera, ne sta parlando in queste ore: “Dobbiamo tutto agli hippie”. Eh già. E’ stato il post numero due di Infoservi, quello su Hippie.com, libro di Enrico Beltramini. Ma comunque sì, è storia nota che tecnologia e Internet sono nate dalle controculture, spesso psichedeliche. Basta vedere come si vestiva Howard Rheingold da giovane. Come si usa dire: “Da Berkeley sono uscite due cose importanti: Unix e l’LSD. E non è detto che siano scollegate”. Ah!
E BoingBoing, in LSD and the birth of the PC, cita un altro libro sul tema, di John Markoff: How the Sixties Counterculture Shaped the Personal Computer Industry. Buone letture per il fine settimana.
Pochi oggetti sono geek quanto i Lego, si sa. E l’uso dei personaggi in ambientazioni varie, o la ricostruzione in Lego di situazioni famose, è una delle subculture che gira in Rete.
Che questa abitudine avesse incontrato quella dello spoof dei film famosi, però, mi era scappata – voglio dire, interi. Su YouTube c’è praticamente tutto Matrix, rifatto.
Qui sotto il video di una scena memorabile: “Lego Matrix. After around 440 hours of work, and just in time for the 10th anniversary of the original movie release, we are pleased to present to you our Lego version of the famous Bullet Time dodge scene from The Matrix”.
Qui la search per altri video. Mashable ha raccolto i “Lego tribute” a ben 10 film.
Forse uno dei migliori istituti italiani, famoso per produrre laureati che non trovano lavoro in Italia ma vengono contesi all’estero, la SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati pubblica un Journal of Science Communication: Jcom. Il numero di Marzo 2010 è uno speciale su Peer-to-peer e User-led Science. Tra i tanti contributi, tutti liberamente scaricabili, il professor Adam Arvidsson ha scritto una riflessione – recensione del fenomeno dei Makers e dell’omonimo libro di Cory Doctorow: The unsustainable Makers. Adam è stato il moderatore dell’incontro su Peer-to-peer Economy e Open Collaboration di poco tempo fa, e di cui presto arriveranno i video.
PS Avevamo già parlato di SISSA per Neurotelemetry.
Venerdì scorso presso l’Hotel Park Hyatt di Milano, Microsoft Italia ha presentato i dati della ricerca svolta per suo conto da Nextplora sull’utilizzo di social network e istant messaging, nonché delle console di nuova generazione (ovviamente si è parlato poi nello specifico di Xbox 360) nel contesto italiano. Il campione in esame fa parte del Panel di Nextplora Idee & Opinioni e ha visto coinvolti intervistati divisi nella Sezione Istant Messaging/Social Networking (1.176 interviste della popolazione internet con età 16+ anni) e Sezione Console (990 interviste ai possessori di almeno una console di gioco con età compresa nel range 16-55 anni).
I dati confermano la tendenza già nota del fenomeno: l’utilizzo dei social network e degli IM (istant messaging) è in costante crescita, gli utenti utilizzano entrambi i sistemi (iscritti quindi almeno a un servizio per parte) per un 57% del totale dell’utenza internet italiana. Inoltre più della metà dell’utenza (57% nel caso dei social network e 61% degli IM) dichiara di utilizzare questi strumenti tutti i giorni. Un altro dato evidenzia che gli utenti della rete trascorrono mediamente tre ore sul web contro le due ore davanti alla televisione e l’utilizzo degli strumenti di comunicazione che internet offre sono sempre più utilizzati a scapito del telefono.
Altra osservazione importante è l’aumento dell’utilizzo di questi sistemi da parte della popolazione femminile (che, vedremo poi, si conferma anche nell’ambito del gaming).Se nella fascia d’età dei 16-24 anni l’utilizzo di internet come strumento privilegiato di comunicazione, al posto del telefono, riguarda una percentuale pressoché identica per maschi e femmine (55% e 54%), il dato significativo è quello che riguarda la fascia d’età dei 25-34 anni, dove l’incremento della popolazione femminile è del 46% contro il 40% maschile.
Questa panoramica ha portato all’analisi sulla diffusione delle console nelle famiglie italiane, ormai presente nel 48% dei casi in una fascia d’età compresa fra i 16 e i 55 anni. E la loro diffusione è importante soprattutto per il fatto che diventa uno strumento sempre più al centro dell’intrattenimento domestico, quindi il passaggio dalla cameretta al salotto che gradualmente si sta compiendo in modo definitivo. Qui si è parlato in particolare di Xbox 360, delle sue molteplici funzionalità multimediali e l’integrazione coi social network e gli IM (Live Messenger, Twitter e Facebook) rappresenta uno degli aspetti principali. Nella direzione del digital entertainment Microsoft punta a quella che definisce l’integrazione dei tre schermi, ovvero l’accesso a una serie completa di servizi attraverso televisione, pc e telefono e gli scopi principali restano quelli ben noti: condividere, giocare e socializzare…
Catania ha aperto gli Stati Generali dell’Innovazione, un modo per condividere riflessioni e proposte sulla città. Tra le iniziative un Barcamp (qui la pagina su Barcamp.org, qui l’evento su Facebook) al quale sono invitati anche 15 blogger di tutta Italia. Io ringrazio ma non posso andare, perché avevo già dato la mia adesione all’evento su Innovazione Sociale ed Economia P2P organizzato da Ricerca Urbana di cui ho già parlato, e di cui vedete locandina sotto. Il nostro è decisamente più bootleg, però speriamo di aprire un confronto interessante. Se sei a Milano ti va di venire? Ti aspettiamo, c’è da discutere.
Ultimi post del 2009, dedicati alle letture che si possono fare in questi giorni. Un titolo da non perdere assolutamente è X, di Cory Doctorow (Little brother nel titolo originale). Ragiona su quale sia il confine tra diritto alla privacy e sicurezza in uno scenario che comprende terrorismo, hacking, controllo dei cittadini, servizi segreti deviati e un manipolo di ragazzini diciassettenni molto, molto bravi a usare la tecnologia. Così la scheda sul sito dell’editore italiano:
Marcus, noto sul web come “w1n5t0n”, conosce tutti i segreti della Rete ed è in grado di neutralizzare qualsiasi dispositivo di sorveglianza. E mentre i compagni rimangono a scuola, Marcus e i suoi amici Darryl, Vanessa e Jolu si divertono per le strade della città. All’improvviso una terribile esplosione: il più efferato attacco terroristico della storia distrugge il centro di San Francisco, e i quattro, al posto sbagliato nel momento sbagliato, vengono arrestati perché ritenuti coinvolti nella strage. Chiusi in carcere senza alcun processo e torturati perché confessino, i ragazzi sperimentano sulla loro pelle la violenza e la crudeltà della polizia. Grazie a una console modificata per accedere ai sistemi informatici del governo, w1n5t0n darà vita a una comunità di ribelli non violenti, intenzionati a combattere e arginare lo strapotere del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Perché, per chi odia la guerra e la violenza, la tecnologia e l’informatica sono le uniche armi possibili.
Sotto trovate i primi capitoli. Il blog Innovation Leadership Network di Tim Kastelle, John Steen and Mark Dodgson (tre docenti della School of Business, University of Queensland, che si occupano di management dei processi di innovazione) suggeriscono altri Dieci libri gratuiti per innovatori (in PDF). Ottima selezione. Tra quelli suggeriti io ho già scaricato prima e comprato poi (su Amazon.co.uk) la nuova fiction di Doctorow: Makers. Cory l’ho incontrato qualche mese fa e devo ancora “sbobinare” i 40 minuti di intervista completa. Qui una sintesi.
















