Archives For Data and Analysis

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Oggi pomeriggio sono in un panel di Centromarca per discutere i risultati dell’European Communication Monitor 2013, ricerca annuale su “Future trends in Communication Management and Public Relations”. Il panel sarà facilitato da Dario Francolino, Chief Innovation Officer di Ketchum, mentre la ricerca sarà interpretata dal prof. Emanuele Invernizzi, Ordinario Università Iulm e Board member dell’European Communication Monitor. Ne discuteremo poi anche con Dario Di Vico, Editorialista del Corriere della Sera e Luca Virginio, Chief Communication and External Relations Officer di Barilla. Qui qualche estratto. 

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Simpatica idea. Hubview/Instagram è una specie di aggregatore per contenuti di Instagram. Non così evoluto come Followgram del buon Fabio Lalli, però più orientato all’analisi. Tra le altre cose, ricondivide il simpatico grafichino qui sopra. Iniziativa di un’agenzia di Torino, Hub09. Peccato che nel Chi Siamo non dicano chi sono.

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566,4%, per essere precisi. E’ la percentuale di crescita del numero degli utenti Internet nel mondo negli ultimi dodici anni. Il cui valore assoluto a Giugno 2012 arriva a due miliardi e mezzo. Poca roba, se pensiamo che la popolazione globale ha superato i sette miliardi. Soprattutto fa tenerezza rivedere i numeri del 2000: eravamo appena 360 milioni di utenti! Che follia la New Economy di quei tempi. Ma vabé, è servita a portarci qui – con qualche ritardo.

Più interessante il ranking. Gli Stati Uniti sono da sempre il punto di riferimento, e invece l’Europa ha il doppio degli utenti. Un’opportunità da non sottovalutare per un nuovo mercato esteso ma facilmente raggiungibile. E l’Asia il doppio di noi – più di un miliardo, cioè circa la metà degli utenti Internet totali. E’ chiaro che, a parte il problema delle lingue, si è spostato l’asse del pianeta.

InternetWorldStats

facebook-top-12-cities-for-number-of users

Dopo aver occasionalmente scoperto che Facebook sta facendo pubblicità display (Oh so ’90!) tramite Google Ads su siti come Mashable per acquisire nuovi iscritti (ma i lettori di Mashable non saranno su Facebook?) ho riguardato la presentazione di Socialbakers di cui ho già mostrato una chart l’altro giorno, quella in cui si vedeva la flessione del numero totale di iscritti al social network dal miliardo di qualche tempo fa a 964 milioni. Questa volta mi ha incuriosito il ranking delle città con più numero di iscritti al mondo. In prima posizione Bangkok, capitale della Thailandia, con quasi 13 milioni di utenti. Cioè più o meno come tutti gli italiani che si collegano a Facebook ogni giorno.

Repinly è un simpatico giochino. Permette alcune navigazioni verticali di Pinterest – per categoria, popolarità, altro – e offre un divertente sistema per programmare i Pin nel tempo. Offre anche qualche statistica interessante, vedi l’infografica qui sotto. Si scopre così che l’utente più popolare è Joi Cho, una designer e blogger di San Francisco con 14 milioni di follower (lo farà di mestiere?), che la categoria più usata è Food & Drink (ma non sono disponibili i dati su gattini e piedi), che le board più visitate  riguardano Home Decor e che Pinterest non è luogo di discussione, visto che solo lo 0,6% del tempo speso dagli utenti è dedicato ai commenti.

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Google riesce sempre a stupire con qualche servizio meno noto, costruito aggregando pazientemente i dati disponibili. E’ il caso di Public Data che, come ovvio, permette di “Cercare nei dati pubblici” – per esempio Banca Mondiale ed Eurostat per l’Italia e parecchio altro se si cambia lingua, come World Bank e World Economic Forum per l’inglese. E’ lì, disponibile, e puoi usarlo anche per analizzare dati tuoi con i tool disponibili. Oppure puoi giocare con quel che c’è, come per esempio i dati della disoccupazione in Europa negli ultimi venti anni. E vedere come son messe le cose in alcuni Paesi europei. Così:

Non è un’immagine: passa col mouse sul grafico per vedere le percentuali. L’ho trovato in un post che parla di Trendalyzer, il software di Rosling. Qualcuno ricorda l’incredibile presentazione di Gapminder?

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“Si vive a 4x”, si usava dire ai tempi. E’ la vita sul Web, più veloce di quella fisica. E “Se dieci anni sono un tempo lungo nella vita di chiunque, sul Web sono un’eternità”, sottolinea Mediabistro nell’intro all’infografica qui sotto che racconta, appunto, gli ultimi dieci anni della Rete. Dal 9 al 33% della popolazione mondiale. E ancora siamo solo all’inizio!  Continue Reading…

A Day In The Net

dottavi —  6 July 2012 — Leave a comment

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Questa l’avevamo già vista? Non è che stupisca, e forse è anche un po’ datata, però fa sempre effetto. Ogni giorno sono più gli iPhone venduti che i bambini che nascono. Due milioni di blog post vengono scritti. Più questo. Forse è davvero troppa roba. Gosh forse non dovevo scrivere questo post :) Per l’infografica:   Continue Reading…

Charles Minnard’s 1869 diagram of Napolean’s March to Russia

Stamattina a The Hub Milano per un appuntamento della serie Creative Mornings. Il tema questa volta è information design e l’incontro è con Francesco Franchi, che avevamo già incontrato per la newspaper map e che oggi è il chief designer di IL, magazine del Sole 24 Ore. Francesco sta raccontando come il cambiamento in redazione abbia riguardato non tanto la grafica quanto processi e organizzazione, struttura del giornale e modo di raccontare. Per arrivare a reinventare tutta la linea editoriale del magazine, da un generico lifestyle a una nuova focalizzazione: “L’attualità è il nuovo lifestyle”.  Mi ricorda il contributo di Jacek Utko al TED di qualche anno fa: ridisegnare vuol dire ripensare. E, sia per i magazine di cui si è occupato Utko sia per Franchi e IL, il risultato è un aumento delle vendite.

Sotto-trend di questa analisi possono essere il data journalism e le infografiche – qui ci si è passati spesso. E tu guarda cosa pubblica il blog di Google Analytics: un’infografica, quella sopra, che ha la bellezza di 140 anni. E le altre sulla pagina Wikipedia di Charles Joseph Minard non sono da meno – per esempio, vedi oltre la “Carte figurative et approximative des quantités de viandes de boucherie envoyées sur pied par les départements et consommateurs à Paris”. Accidenti, è una rappresentazione grafica dei consumi di carne nella Francia del 1858!  Continue Reading…

Ricordate TweetLevel, il tool per valutare l’influenza su Twitter? Dopo un lungo stop sta per essere riattivato: è atteso per domani. Un anno fa aveva fatto parlare parecchio di sé stimolando alcune riflessioni interessanti sul tema dell’engagement, soprattutto su come il numero di follower non sia affatto la metrica più importante. A questo proposito, dopo il salto allego un interessante paper scientifico i cui risultati confermano proprio questa teoria.

twitter edelman tweetlevel

Certo, in Italia privilegiamo Facebook, ma i ragionamenti restano validi per qualsiasi ambiente. TweetLevel e il nuovo BlogLevel offrono degli spunti interessanti proprio per valutare la propria presenza sui Social Media con un’ottica più ampia del solito. Personalmente fa piacere vedere che la mia presenza su Twitter è progredita, ma meglio ancora capire su quali punti posso migliorare.

La domanda di quest’anno (e se qualcuno avesse suggerimenti gliene sarei grato) è come misurare, e non semplicemente valutare, la capacità di lead generation dell’attività sui Social Media. Sull’efficacia, invece, abbiamo pochi dubbi: gli studi che stiamo facendo con Blomming ci dicono che le conversioni delle visite provenienti da attività organiche sui Social Media sono dieci volte superiori di quelle provenienti da pianificazioni pubblicitarie, per quanto a target e basate su search o behaviour. Il che, tutto sommato, non stupisce.

Segue il paper dall’illuminante titolo Measuring User Influence in Twitter: The Million Follower Fallacy. Continue Reading…

Ho appena ricevuto una nuova newsletter di Google, sull’analisi comparativa di Google Analytics. La definiscono “Un esperimento” che coinvolge solo “I siti web per cui è stata attivata la condivisione dei dati anonima con Google Analytics”. Un campione che misurano in centinaia di migliaia di siti. Il periodo, inoltre, è relativo a 1 novembre 2010 – 1 febbraio 2011, in confronto con 1 novembre 2009 – 1 febbraio 2010.

Fa un po’ impressione vedere statistiche in calo per numero di pagine medie per visita, tempo medio sul sito e frequenza di rimbalzo. Copio sotto (nota: quando si parla di “siti web” si fa riferimento “ai siti web in cui è stata attivata la condivisione di dati anonima con Google Analytics”).

Metriche relative ai siti

Rispetto a un anno fa, i siti web hanno registrato una riduzione del numero di pagine medie per visita, tempo medio sul sito e frequenza di rimbalzo.

1/11/09 – 1/2/10 1/11/10 – 1/2/11 Differenza
Pagine/Visita 4,9 4,5 -0,4
Frequenza di rimbalzo 48,2% 47,0% -1,2%
Tempo medio sul sito 5:49 5:23 -0:26

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Dice Linkiesta che In Italia Internet produce lo stesso Pil della ristorazione, al 2% del PIL. Poco meno dell’agricoltura, che è al 2,3%. Per non farci mancare nulla, qui il posizionamento rispetto agli altri Paesi:

Internet Italia rispetto agli altri Paesi

In questo link tutti i dettagli. Buona tv a tutti!