Archives For Blogosphere

Quelle gatte morte delle fashion blogger  che stanno sempre a farsi selfie del cazzo per mostrare al mondo quanto sono cool, trendy o vintage; i food blogger con le loro ricette alternative e  quei nomi da deficienti tipo “Cucino qui in Ticino” che ti spiegano come fare una cazzo di caprese; quelli che nella sezione “lavoro” di facebook scrivono “blogger”; quelli che hanno il blog su L’Espresso o sull’Huffington Post e si prendono seriamente e ti dicono “sono un blogger de L’Espresso” pure quando hai chiesto “scusa, sai che ora è?”; quelli che cominciano i post con “che poi…” pensando di essere simpatici e al passo coi tempi; quelli che hanno sempre un’opionione contro; quelli che fanno le polemiche tra loro pensando che al mondo fuori interessi qualcosa; i blogger minimalisti; quelli massimalisti; quelli che “la sinistra dov’è?”; quelli che “i diritti civili”; quelli che fanno gli elenchi delle dieci cose che… (tra le dieci cose che hanno martoriato il cazzo ci siete sicuramente voi);  i blogger che fanno satira con battute taglienti; quelli che si sentono fichi a sputtanare i commentatori; quelli che fanno controinformazione per resistere alla dittatura dell’informazione.

MUOIO!!! :D

Vedi I blogger hanno rotto il cazzo | LIBERNAZIONE.

I blogger hanno rotto il cazzo | LIBERNAZIONE

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E’ da parecchio tempo che mi interrogo su come riprendere a scrivere. Anche se, ovviamente, la domanda principale è perché. Fatto sta che in questi mesi mi è capitato di incontrare diverse piattaforme che, in un modo o nell’altro, pretendono tutte di “Reinventare il Publishing”, o giù di lì. Come se il tool facesse la differenza. O meglio: certo, il contesto influenza il contenuto. E il canale distributivo altrettanto. Ovvio, viviamo nell’Era di Mc Luhan. Va da sé che i contenuti devono essere progettati per i loro ambienti naturali.

Ma insomma se anche non ci è chiaro cosa scrivere, ecco qualche esperimento che tenta di dare nuovi stimoli e capire dove si è andato a nascondere il valore.  Continue Reading…

“The more you blog, the less you are building” – Is it true?

Why I Write 
I write for many reasons. I get tremendous intrinsic and extrinsic value from it… Blogging is a joy. I use it as a vehicle to explore product design, deconstructing the psychology and growth tactics used in many of today’s most successful consumer products.

In doing so, I have built an audience of interested startup enthusiasts, providing me a platform of followers for experimentation and distribution of new startup ideas. Most people start marketing after they conceive of a startup idea or release a product. In reality, marketing can begin before a startup’s inception.  Continue Reading…

To Blog or Not to Blog

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Be’ non capita tutti i giorni di poter visitare gli uffici di una startup americana. Soprattutto se questa è… quella che tiene in piedi il tuo blog! Mentre ero a San Francisco ho avuto la possibilità di visitare gli uffici di Automattic, ovvero quelli che fanno WordPress. Che ridendo e scherzando fa “girare” 67.791.434 blog nel mondo. Ecco le foto, insieme a qualche dato. Continue Reading…

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“Un italiano su cinque segue un blog o vi scrive”, dice ISPO, l’istituto di ricerca di Renato Mannheimer. E si riferisce alla popolazione in generale, perché “La percentuale sale vertiginosamente tra i frequentatori del web”, arrivando all’83%. Gli italiani, di blog, ne leggono almeno due (i blogger ne leggono 11), e “Non per divertirsi” bensì “Per approfondire temi di interesse e per cercare informazioni”. Nonostante ISPO li definisca “Diari online” – definizione decisamente incongrua – interessanti le conclusioni: i blog sono “Strumenti di riflessione e di approfondimento più che di semplice svago”. Con buona pace di chi pensava fossero “morti”. La ricerca è qui sotto.  Continue Reading…

LOVE THE SOCIAL. SOCIAL HARD WORK. LOVE DOING IT. OR FIND PARTNER THAT DO. IF NOT DOING IT FOR THEM? YOU FAIL. IF NOT LIKE DOING IT? YOU FAIL. IF NOT WANT TO LISTEN, NOT WANT THEM DO THINGS, NOT WANT LET COMMUNITY GROW ON OWN? YOU FAIL.

BUILD STARTUP IS JUMP OUT WINDOW, INVENT WINGS ON WAY DOWN. BUILD COMMUNITY IS JUMP INTO WHIRLWIND, MAKE IT A HURRICANE. JUMP NOW.

How To Social – Guest post on AVC. Praticamente la Bibbia. C’è tutto e niente da aggiungere. “Jump Now”. Se hai il coraggio.

Startup Is Jump Out Window, Community Is Jump Into Whirlwind

Ciao Splinder

dottavi —  31 January 2012 — Leave a comment

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“Popolare la Rete solitaria”, diceva Marco Palombi a quei tempi. E Splinder c’è davvero riuscito. La temperatura delle relazioni che sono nate nel primo grande blog network italiano si percepisce ancora forte dai commenti su Twitter riguardo la sua chiusura. Qualche esempio qui:

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C’è una bella discussione su Twitter che ci ricorda, quale ennesimo spunto, il valore dell’Open Web e perché opporsi a SOPA: #blog2012. Ancora più interessante, però, la testimonianza che raccolgo qua. Attualissima. Da notare la data, in fondo [evidenze mie]:

Nel 1998 c’erano solo pochi siti del tipo ora identificato come “weblog” (termine coniato nel dicembre 1997). All’inizio del 1999 una pagina ne elencava solo 23. Poi, improvvisamente, sorse una comunità. Sempre più persone iniziano a pubblicare il loro blog personale. Continue Reading…

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Il post di inizio d’anno, per questo blog nato il primo gennaio 2006, è sempre un po’ delicato. Divertente allora ricevere il report fatto da Jetpack, che tra le altre cose gestisce le statistiche di WordPress. Ne pubblico le foto qui: viene fuori che nel 2011 ho scritto poco, e questo è un peccato. O forse segno dei tempi e dei cambiamenti. Mi ha stimolato a fare un po’ di manutenzione e rivedere le cose in prospettiva. Continue Reading…

Claudio Cicali Forrest Gump Bologna Firenze a piediL’amico Claudio Cicali sta… googleplusizzando (Nota 1) il suo percorso a piedi da Bologna a Firenze, a mo’ di Forrest Gump (Nota 2). Attualmente le informazioni sul percorso si trovano sul suo profilo Google+, in questa pagina. Non c’è invece un link preciso per vedere solo i post sull’argomento – una rilevante debolezza di G+. E sì, Claudio ha un blog ma oggi lo usa soprattutto come profilo personale statico. Quel che un tempo avremmo scritto sul blog, oggi lo lanciamo come messaggio in bottiglia sulle onde dello stream.

Nota 1: Un tempo si diceva, per quanto impropriamente, “bloggare”. Poi “twittare”. Su Facebook ci “amichiamo”. Con Google+ sta impazzando “cerchiami”. Devo ammettere che inizio ad avere istinti millenaristici anche io: ci estingueremo presto per mancanza di parole.

Nota 2: “Forrest, perché lo fai?” “Non so, avevo voglia di correre”. Qui su YouTube. Claudio ti invidio, ho sempre desiderato farlo anch’io, scendendo da Milano a Genova.

Sempre opportuno segnare certi passaggi. E’ arrivato l’annuale State Of The Blogosphere di Technorati e sembra confermare, ancora oggi, la risposta di Dave Winer alla domanda “Is blogging dead?”.

Technorati State Of The Blogosphere 2010

Ma è arrivato anche lo studio di Liquida e Human Highways su Il ruolo dei Blog nell’informazione di attualità. Interessante: i Gestori di blog (sic!) sono passati da 1,2 nel 2009 a 1,7 milioni quest’anno, ovvero dal 5% al 6,9% della popolazione online.

Liquida Il Ruolo dei blog nell'informazione di attualità

Nel 1999 tra i leader del mercato dei Content Management System spiccava Vignette. Installarlo costava una miliardata di lire e per personalizzarlo avevi bisogno di un consulente da dieci milioni al giorno. Oggi WordPress fa le stesse cose, anzi più e meglio, gratis. E’ Open Source, per la precisione, e usato da un numero imprecisato di publisher: 22 milioni quelli che si possono contare – vedi le statistiche ufficiali – oltre a quelli che l’hanno scaricato e installato su un proprio dominio, come questo Infoservi.it. Sono stati 21 milioni solo nell’anno scorso.

L’ha fatto Matt Mullenweg, di cui trovo straordinaria la presentazione nel video qui sotto, specie se confrontato con lo stile di un altro ragazzino come lui tipo Mark Zuckerberg di Facebook o tanti manager dell’industria. Ha iniziato perché interessato alla typography, e ha una passione per il jazz. Modestia e semplicità non devono essere scambiate per pochezza di visione né tantomeno di influenza: questo ragazzo è il centro di connessione di migliaia di sviluppatori e milioni di publisher, cioè coloro che fanno la Rete. PC World l’ha nominato tra i Top 50 del Web, Business Week tra i Top 25. Lui, in perfetto understatement, commenta “It’s probably all downhill from here”. Sì, se vuol dire che il peggio è passato. Ma il meglio deve ancora venire. Questo ragazzo è destinato solo a crescere.

PS Il suo speech dura circa 40 minuti, poi c’è mezz’ora di domande e risposte. Da non perdere quella a 1:8:10, della studentessa di giornalismo (sono biased: ho lo stesso problema con gli studenti di quest’anno)

PPS Mashable riassume le cinque novità principali di WordPress 3.0