Archives For Art and Creativity

Arte di Quartiere

dottavi —  19 September 2009 — Leave a comment

Ieri sera inaugurazione di StArt, weekend delle gallerie. Bell’esperienza di contaminazione tra culture e abitudini e piacevole passeggiata nel quartiere, che si presentava più o meno così.

StartMilano2

Parte oggi Start Milano, bella iniziativa per creare network tra gallerie d’arte contemporanea e, ovviamente, coinvolgere il pubblico. Durante tutto il weekend sarà possibile fare tour guidati, con tanto di navette, tra le varie gallerie. Domani sera, venerdì 18, mega-inaugurazione sincronizzata: qui a Lambrate, che si candida come polo milanese per questi temi, alle ore 19:00 aprono la Galleria De Carlo (forse la più importante sulla scena nazionale), Lambretto Art Project, PlusDesignGallery, Zero, Manuela Klerkx e, ovviamente, la mia preferita: Francesca Minini.

minini

Se passi da queste parti fatti vivo: siamo un po’ di amici a passeggiare chiacchierando d’arte e tecnologia.

bimbiblogBellissima l’esperienza che ci racconta Claudio Cicali. Si tratta di un esperimento didattico svolto da una docente part-time di scuola elementare, “Dove lei dirige un gruppo di scalmanati ragazzini (ha parlato di 100 bambini!), nella realizzazione di cortometraggi in stop motion” usando software libero e Creative Commons. Dice bene Claudio: Un’idea meravigliosa.I bambini hanno imparato mille cose, tra cui “musica e matematica”, a capire “come funziona un video, invece che fruirne passivamente”, e ancora “a creare oggetti, perché per uno dei corti hanno dovuto creare un sacco di pesciolini di pongo”. Fantastico, e bellissimo il video che Claudio fa vedere nel suo post. Istruttiva, infine, anche l’avventura del DVD di un maestro russo di stop motion, che voleva collaborare con la classe. Siccome il DVD era di un editore non si poteva copiarlo legalmente. Allora è stato contattato l’editore, che si è detto disponibile a inviare 65 originali, incontrando però problemi doganali. Alla fine si è dovuto passare per il consolato… Una storia che definirei quantomeno kafkiana.

The Cult Of Done Manifesto

dottavi —  11 September 2009 — 6 Comments

Stampato e incorniciato, è appeso vicino alle scrivanie di molti tra i più attivi imprenditori / sviluppatori / manager / promotori di iniziative di innovazione, soprattutto Web ma non solo. E’ The Cult of Done Manifesto, di Bre Pettis e Kio Stark, nell’elaborazione di Joshua Rothaas, e portato in Italia dal vulcanico David Orban (che, di ritorno dalla Singularity University, all’aperitivo di ieri sera sfoggiava una fantastica giacca della Nasa :). Qui l’immagine, che si può scaricare in alta definizione da questo link, sotto la traduzione.

done_manifesto

Il Culto del Fare:

  1. Ci sono tre stati dell’esistenza. Ignoranza, azione e completamento.
  2. Accetta che tutto è una bozza. Questo aiuterà a fare.
  3. Non c’è un secondo passaggio, di editing o montaggio.
  4. Far finta di sapere cosa stai facendo è quasi lo stesso che saperlo fare davvero. Quindi accetta che sai quello che stai facendo, anche se non è vero e fallo.
  5. Non procrastinare. Se aspetti più di una settimana per agire su un’idea, abbandonala.
  6. Lo scopo fare non è finire, ma di poter fare altro.
  7. Quando l’hai fatto puoi buttarlo via.
  8. Ridi in faccia alla perfezione. È noiosa e ti trattiene dal fare.
  9. Le persone che non si sporcano le mani sono nel torto. Se fai qualcosa hai ragione.
  10. Il fallimento conta come fare. Quindi devi fare tanti sbagli.
  11. La distruzione è una variante del fare.
  12. Se hai un’idea e la pubblichi online in Internet, conta come l’ombra del fare.
  13. Il fare è il motore del più.

Buon lavoro.

Contest al3Dimensioni

fyborg —  11 September 2009 — Leave a comment

al3DimensioniInnovation Circus in occasione degli eventi organizzati per la kermesse tecnologica che si terrà nei giorni 6-11 ottobre presso Palazzo Giureconsulti e Loggia dei Mercanti, ha indetto un contest rivolto a tutti gli appassionati di 3D per proporre una animazione, della durata massima di 15 secondi, che faccia da introduzione a Innovation Circus. Il progetto vincitore verrà utilizzato come sigla d’apertura degli eventi Innovation Circus e messo sul sito ufficiale. Una buona occasione per coloro che amano lavorare a 3Dimensioni ;)

fabio

(cross-posting con Tesicamp)

Disney-Marvel mashups

fyborg —  2 September 2009 — Leave a comment

spidey_mouseLa notizia dell’acquisizione della Marvel da parte di Disney, a distanza di più di 24 ore, sta ancora facendo rumore. E’ stato senza dubbio un evento storico per il mondo dei media e in rete non mancano certo commenti e reazioni di ogni tipo. Girovagando alla ricerca di notizie ho trovato questo articolo che illustra alcune previsioni su quelle che potrebbero essere le mosse da parte di Disney nell’utilizzo del vasto mondo narrativo di Marvel. Qui invece un piccolo sunto di quelle che sono le reazioni dei fan Disney e Marvel in rete, divisi fra entusiasti e disperati. Il tutto ha dato il via a una interessante proliferazione di mashup non ufficiali fra i due mondi Disney-Marvel, che esprimono meglio di cifre e percentuali quello che ha significato questa acquisizione nell’immaginario collettivo della rete, grazie alle mani della vasta community di disegnatori digitali. Nell’attesa di vedere cosa farà effettivamente Disney, possiamo gustarci queste (spesso ironiche) visioni degli utenti.

fabio

Mi son sempre chiesto se non si possa usare il blue screen anche per la webcam di casa, in modo da fare videocall sullo sfondo, boh, delle Hawaii, o della Luna. Non dovrebbe essere difficile, almeno stando a questa piccola storia video degli effetti speciali. Imponente.

(via ReflectionOf.Me)

Direttamente dalla community di Viewbook.com ci ha contattato Alrik, per segnalarci che sul loro sito è stato dato il via a un concorso internazionale assolutamente da non perdere per tutti gli appassionati di fotografia: il Viewbook PhotoStory, di cui Infoservi.it è supporter ufficiale. Viewbook.com è una piattaforma rivolta a tutti i fotografi che offre la possibilità, previa registrazione, di pubblicare dei photobook professionali di ottima qualità.

screenIl concorso si articola in due sezioni: “documentary photography” e “conceptual photography” ed è possibile caricare i propri lavori fino al 1 ottobre 2009. Molto allettanti i premi, uguali in entrambe le categorie, dove il primo classificato si aggiudica un premio dal valore di ben 12 mila dollari (sì, avete letto bene) che consiste in un abbonamento a vita alla versione Pro del sito, varie mostre e pubblicazioni internazionali e un anno di portfolio sul sito Workbook.com (piattaforma per la pubblicazione di portfoli professionali, solo questo ha un valore dichiarato di 2,000$).

Un’occasione davvero importante per tutti i professionisti o coloro che puntano a esserlo.

fabio

callforentries_609

Un saluto a tutti. Vi rubo due poche righe d’attenzione per presentarmi. Mi chiamo Fabio e sono stato discepolo studente di Alberto presso la facoltà di Media Design & Arti Multimediali della NABA di Milano. Mi sono definitivamente appassionato a tutto ciò che riguarda le nuove tecnologie, in modo particolare applicate alla mobilità e alle nuove pratiche comunicative e sociali che ne derivano, quando circa un anno fa ho partecipato insieme a due compagne di Università al Nokia University Program, presentando un progetto seguito da Alberto e Luca Galli (altro mio Maestro docente in Naba), che si classificò al terzo posto. Dopo aver scarabocchiato scritto di tanto in tanto sul suo blog del corso Naba, ringrazio Alberto di darmi ora la possibilità di pubblicare i miei contributi anche in Infoservi. Spero di potervi dare qualche news interessante. Buona lettura!

Quello creato da Mini è un vero e proprio ambiente creativo rivolto a tutti i giovani (ma anche non) artisti che operano nelle più svariate discipline: design, moda, fotografia, illustrazione, media…

head

Il sito si presenta molto bene, con una grafica accattivante e immagini che rendono subito l’idea dell’ambiente vivo in cui ci si trova.

Si tratta di un luogo dove Mini pubblicizza i propri eventi e attività, ma è anche una piattaforma di lancio per tutti i creativi. Come? Innanzitutto i concorsi. Sfogliando la home saltano subito all’occhio, messi ben in evidenza, i contest in corso (attualmente in primo piano il MINI Space Photo Competition). Non mancano collaborazioni e sponsorship, come quella ormai conclusa con IST, piattaforma di lancio internazionale rivolta in particolare al Fashion. Sfogliando le pagine saltano fuori anche miniconcorsi molto interessanti, con premi che variano a seconda della portata del concorso (si va dal portatile a un paio di occhiali da sole all’invito a essere ospitati alle cerimonie degli eventi più importanti).

contest fotoMolti interessante la parte “magazine” del sito che da una parte consiste nella rivista “MINI International”, con una serie di numeri dedicati ogni volta a una città del mondo diversa esplorata con personaggi ed eventi strettamente legati a MINI (come dire… un po’ di sana propaganda ;)

magazine

Dall’altra invece la parte “Blog”, l’area “Trend Report”, ovvero una serie di articoli e news che vanno a scovare delle vere e proprie chicche dal mondo della creatività ma non solo, che possono offrire spunti e idee veramente interessanti. Che dire, basta dare un’occhiata all’immagine qui sotto per capire cosa intendo).

animale

Ma passiamo alla parte che coinvolge direttamente, in modo attivo, tutti i creativi. E’ possibile registrarsi al sito (in alto a destra nel menu, cliccando su “Partecipa”) e creare il proprio profilo. Al solito, i nostri dati, quello che vogliamo raccontare di noi, i nostri link e, soprattutto, la possibilità di costruire un portfolio e pubblicare i nostri lavori.

portfolio

In questo modo si può partecipare direttamente ai concorsi, essere costantemente informati via mail, mettersi in contatto con altri artisti di tutto il mondo, scambiare commenti (ovviamente c’è una forte componente social nella community, con bacheche per i commenti pubblici e possibilità di inviarsi messaggi privati) e, molto importante, avere i propri lavori lì alla portata di tutti. E considerando che siamo all’interno di un ambiente di MINI, non è affatto male.

Inoltre, iscrivendosi si ricevono inviti a eventi e feste… cosa chiedere di più? ;)
fabio

[Occasione mi è gradita per presentare ufficialmente Fabio Mattia, studente NABA con cui si è già collaborato ai tempi del Nokia University Program e che ha già scritto qua. S'è stretta una partnership: su queste pagine Fabio ci terrà al corrente delle sue ricerche, che attualmente si concentrano sul tema dello sharing ma che riguardano in generale i Media in Rete - e non solo. Inauguriamo con il cross-posting di questo interessante articolo, già pubblicato altrove, sulle prospettive della cultura Anime - Manga, e di come questa stia plasmando abitudini e, ehm, abiti di tutti i giorni. Una dinamica che incontriamo anche dall'altra parte dell'oceano: avevate visto i super-eroi che aiutano gli homeless di New York? Qui NY Daily News, qui New York Times. Insomma le tribù più strane continuano a rimbalzare tra online e offline. In bocca al lupo a Fabio - anche se un inizio del genere direi promette bene :) -ad]

Lunedì 18 maggio, presso l’Aula Magna dello IED, ho avuto modo di partecipare alla conferenza “L’animazione Giapponese”, tenuta dal Professor Takamasa Sakurai, docente e preside di Facoltà alla Digital Hollywood University di Tokyo. Ospite per l’occasione, il Console Generale del Giappone a Milano, Dott. Azuma Hiroshi, che ha introdotto l’evento parlando dell’”Anno del Giappone a Milano” promosso insieme al Comune di Milano, facendo una panoramica delle attività svolte fino ad ora e le prossime nei mesi a venire, finalizzate a un sempre migliore scambio culturale fra Giappone e Italia.

SakuraiPosterIED

E’ stato un evento molto interessante, data l’importanza di un esperto del settore dell’animazione giapponese come Takamasa Sakurai. Un viaggio molto divertente all’interno del mondo degli anime, affrontato con vivacità e partecipazione da parte di un pubblico molto interessato all’argomento.

Si è cominciato con un’analisi di mercato, con conferma del dato che l’Italia resta uno dei Paesi maggiormente fruitori di anime e manga, insieme a Francia, Spagna e Germania per quanto riguarda l’Europa. In aumento l’interesse anche negli Stati Uniti, Paese tradizionalmente più chiuso alle produzioni straniere. Si parla di dati legati anche al settore della vendita di dvd e fumetti e non solo alla trasmissione televisiva, la quale anche in Italia ha subito un forte ridimensionamento rispetto gli anni ’80 e ’90. Oltre alla diffusione dei contenuti, in costante aumento anche il numero degli eventi organizzati da tutti i fan delle serie che raggiungono in alcuni casi partecipazioni che contano alcune migliaia di persone. In particolare va segnalato il successo del cosplay. Questo sito per darvi un’idea della dimensione del fenomeno: Cosplay.com.

Per quanto riguarda le serie di maggior successo a livello internazionale, allo stato attuale nel panorama televisivo la classifica è la seguente: One Piece, Inuyasha, Naruto, Bleach e Full Metal Alchemist (ho linkato i primi risultati di ricerca di Google di siti italiani, -esclusa Wikipedia-). Nel settore cinematografico invece il maggior successo va attribuito ad Akira e Ghost in The Shell.

one-piece

Dopo alcuni divertenti scambi di battute fra Takamasa Sakurai e i ragazzi del pubblico su quali fossero i personaggi o le serie preferite, si è arrivati alla domanda fondamentale: Perchè il sostegno agli anime da parte dei giovani di tutto il mondo?. Sono stati concessi 5 minuti di pausa per riflettere sulle risposte da dare, ma a giudicare dal vociferare concitato scatenatosi in aula sarebbero bastati 5 secondi. Da una prima risposta di un ragazzo che ha esclamato “Per la bellezza delle protagoniste!” (ok, era una battuta, ma non si può comunque dargli torto!), si è passati a varie risposte che concordavano tutte su quella che poi è stata la riflessione conclusiva di Sakurai (cerco di riassumere al meglio): certamente è importantissimo il fatto che gli anime non hanno età. O, meglio, sono fruibili a tutte le età per il modo in cui vengono trattati i contenuti (e qui entra in gioco una fondamentale differenza culturale tra Giappone e altri Paesi del mondo, ovvero che l’animazione, i cartoni animati, non è considerata un prodotto unicamente per bambini, ma ha la stessa rilevanza di tutte le forme audiovisive rivolte ad ogni età). Quindi la molteplicità di letture e fruizioni possibili da parte di pubblici di generazioni diverse. Inoltre (e strettamente connesso a quanto detto sopra) va sottolineato il lavoro di sviluppo dei personaggi che viene fatto con estrema cura, tale da definirli psicologicamente così bene da far sì che sia inevitabile l’immedesimazione da parte degli spettatori. Questa resa porta a provare quello che col tempo diventa vero e proprio affetto nei confronti dei protagonisti, anche perchè le loro avventure fanno riferimento all’immaginario giovanile e i protagonisti hanno sempre dei problemi personali, dei conflitti interiori, coi quali devono confrontarsi durante le loro storie e affrontarli per poterli superare. Inoltre c’è un approccio molto sincero alle cose, ad esempio nei confini fra i “buoni” e i “cattivi”, che non sono mai netti, ma anzi si sottolineano molto le sfumature che ci sono in ogni tipo di personalità. Tutto riporta a una dimensione del quotidiano simile alla vita reale, quindi molto vicina a noi stessi, ulteriore motivo di immedesimazione nei personaggi e nei loro conflitti, al di là di quale sia il loro mondo narrativo (lo spazio, un paesino di montagna o una grande metropoli).

KimagureOrangeRoad01

Questa analisi aiuta a capire il successo degli anime in tutto il mondo e non solo in Giappone.

Continue Reading…

Ok, ci son cose ben più gravi a cui pensare, però non è stato solo un cartone animato. O un disco. O un evento musicale. Voglio dire: Yellow Submarine. Heinz Edelmann, che l’ha disegnato, è mancato oggi: Yellow Submarine Graphic Designer Dies at 75 – NYTimes.com.


Come l’acqua

dottavi —  7 July 2009 — 3 Comments

Impossibile non riportarlo:

Come l’acqua, il gas o la corrente elettrica entrano grazie a uno sforzo quasi nullo, provenendo da lontano, nelle nostre abitazioni per rispondere ai nostri bisogni, così saremo approvvigionati di immagini e di sequenze di suoni che si manifestano a un piccolo gesto, quasi un segno, e poi subito ci lasciano

Paul Valéry, Pièces sur l’art, Parigi 1934, cit. in Walter Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi 1966