Archives For Art and Creativity

Arte, poesia, fotografia, etnografia urbana, sociologia. Oppure semplice voglia di aprirsi, guardare, conoscere gli altri. Di smontare, superare barriere. In ogni caso, uno dei più bei blog visti negli ultimi tempi: “Vous vous demandez qui est cet inconnu assis en face de vous qui regarde par la fenêtre. Chaque fois que vous tentez de regarder dans sa direction vous croisez son regard. Gêné vous baissez les yeux. On ne dévisage pas les gens. Il se demande la même chose. Pourtant vous ne le reverrez jamais. C’est l’inconnu du métro“.


Floris Douma, 26 anni. Si definisce Information designer (qui il suo sito) e si è diplomato alla Design Academy di Eindhoven con il lavoro esposto nello spazio Un-Dai qui in zona Ventura, a Lambrate.

Floris Douma, Self Surveillance

Il progetto si chiama Self Surveillance e lo vedete in queste foto.  Continue Reading…

Through the looking glass - Design Academy Eindhoven - Ventura Lambrate #Lambrate365

Through the looking glass – Design Academy Eindhoven

Ovvero come ti trasformo un quartiere. L’inaugurazione di quest’area, ieri sera, è andata davvero bene. Mi è piaciuta molto l’idea di invitare scuole di design da altri posti in Italia e all’estero, il che ha creato un chiacchiericcio italo-anglo-olandese davvero divertente. Lambrate, 10 anni fa, era uno di quei posti dove portavano a bruciare le macchine rubate. Ora incontri cose così.  Continue Reading…

Come durante la Settimana della Moda, il Salone del Mobile è quel momento dell’anno in cui Milano acquista una dimensione internazionale. Vi si intrecciano le realtà più disparate – a parte il dominio assoluto del design. Tecnologia, moda, ecologia dell’abitare e dell’urbanistica, arte, performance e think tank… Questa settimana dovrebbe durare un mese, o anche tutto l’anno. Qui gli appuntamenti che mi sono segnato. Se ci sei anche tu fai un fischio su Twitter o Foursquare. Se invece hai altri suggerimenti, fai sapere con un commento o una mail.

Zona Ventura

Zona Ventura – Via Massimiano 25. Opera di Francesco Simeti, Galleria Francesca Minini

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La storia risale a due anni fa ma ci torno su perché il video su cui ruota tutto continua a riscuotere consensi – e anche perché mi serve come caso di studio per il corso sia per il contenuto video sia, ed è quel che più interessa qui, per la conversazione che ha attivato con la Blogosfera. Andrea ha realizzato Arrakis, “documentario poetico e sociale”. E’ l’evoluzione della sua tesi di laurea triennale in linguaggi dei media. Il 9 Giugno 2008 ha scritto, a me e ad altri, questa mail:

Ciao Alberto,
dedicami 5 minuti per favore. Mi chiamo Andrea e sono un giovane videomaker. Il 12 Giugno rilascerò su Internet il mio documentario sociale Arrakis. Verrà rilasciato su più blog in maniera automatizzata e simultanea, grazie appunto alla partecipazione di alcuni blogger italiani che avranno deciso di permettere l’oscuramento totale dei loro siti.

Arrakis è un documentario un po’ strano: ho intervistato Silvestro, un ex-operaio laringectomizzato (operato per un tumore causato dall’amianto) e ho unito la sua particolarissima voce sopra ad alcune riprese di fabbriche abbandonate. Silvestro in Arrakis racconta delle cose forti, molto rancorose e lo fa con la sua voce da laringectomizzato.

Il metodo con cui questo documentario verrà rilasciato su internet sarà non meno forte e non meno provocante. Sarà molto probabilmente anche qualcosa di nuovo. Un’azione collettiva, un progetto di oscuramento concordato per la prima assoluta di Arrakis.

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[L'amico Dario Banfi è stato a Londra e ci ha portato un gran regalo. Bellissime esperienze di interazione nella mostra che racconta qui sotto -ad]

Ci sono ancora alcuni giorni di tempo per passare da DECODE – Digital Design Sensations, la mostra interattiva allestita al Victoria & Albert Museum di Londra. Una vera sorpresa per gli amanti della Digital Art, a partire dal sistema meccanico di visualizzazione di tag tratti da feed RSS via Web e presentati in maniera casuale su un tableaux scorrevole fatto da piccoli cubi in plastica, del tutto simili a quelli usati per giocare in età infantile.

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Classici sono anche i disegni generati dinamicamente da algoritmi predefiniti che importando variabili dal Web o le repliche di effetti prodotti dall’ecosistema esterno al museo (un albero digitale che si muove sulla base del vento reale o una mappa che registra visivamente, in gamma cromatica, i suoni nelle strade di Londra). Più intriganti sono invece la possibilità di disegnare con la voce elementi grafici su un display che reagisce alle emissioni sonore dei visitatori o la libertà concessa di spostare con la mano la sabbia sparsa su un monitor che nasconde le profondità del mare.

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Il corpo gusta ogni installazione, piacevole da sperimentare, come gli specchi digitali o i sistemi di morphing interattivo che rispondono ai tratti del viso o alla danza. Non manca un database di figure che si baciano al passaggio dei visitatori.

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Opera sorprendente è infine un’installazione che associa il funzionamento di un normale phon per capelli a un soffione formato maxi. Questo l’effetto davvero geniale.

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PS Se ti interessano questi argomenti vedi anche Anime e Macchine.

Omg erano anni che non capitava qualcosa di così bello e divertente su YouTube… Improvvisazione al piano su ChatRoulette. 3,6 milioni di views, 160.000 iscrizioni al canale e 19.000 commenti in una settimana. Thx Merton!

PS La ricerca per “chat roulette” su YouTube dà circa 1.800 risultati.

Il Massachusetts Institute of Technology ha reso disponibile una impressionante collezione di video: MITWorld. Vi si trovano contributi di grandi pensatori su argomenti molto diversi. Io non posso trattenermi dal ripubblicare qui un intervento di Benoit Mandelbrot, “padre” dei frattali: Fractals in Science, Engineering and Finance – Roughness and Beauty.

Il 14 febbraio, si sa, è una data memorabile. No, non per San Valentino, ma perché è il compleanno di YouTube – quest’anno, il quinto. Lo raccontano in questo post: YouTube & the Online Video Revolution. Io credo che pochi altri servizi on-line abbiano avuto un impatto così importante sui nostri costumi, anche se negli ultimi tempi il contenuto generato dagli utenti è stato di nuovo oscurato da quello proveniente dal mainstream, oltre che da Facebook – e anche questo credo meriti una riflessione su come lo sharing possa essere attività limitante, se non c’è anche una produzione in prima persona.

Nelle righe che seguono riprendo un vecchio post che voleva tener traccia delle classifiche dei video più visti su YT nel corso degli anni, argomento che mi serve anche per le lezioni in NABA. Nel frattempo, dal blog di YT, I video più visti nel 2009 e I “Memorable videos” del 2008 (ingl). Il più importante di sempre, comunque, ritengo che sia Pork and Beans dei Weezer che ora si trova a questo link e che embeddo sotto – sperando che duri. Un incredibile remix: hanno creato un video musicale usando le “hit” di YouTube. Meta YouTube?

Qui il video, dopo il salto altre classifiche degli anni precedenti.

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Oscar 2010: le nomination

fyborg —  2 February 2010 — 2 Comments

oscarOggi alle 14,30 ore italiana (5,30 a Los Angeles) sono state annunciate le nomination delle categorie principali della Notte degli Oscar 2010. Qui un sunto. La novità più importante di quest’anno è stato di portare il numero di candidati al titolo più ambito, ovvero l’Oscar per il Miglior Film, da 5 a 10.

La sfida, come previsto, è sostanzialmente quella fra Avatar e The Hurt Locker, con 9 nomination a testa. Cameron perde così l’unica sfida con -sè stesso- Titanic che restava ancora aperta, ovvero la corsa alle statuette (Titanic ebbe 14 nomination e vinse 11 Oscar), ma era prevedibile calcolando le categorie dalle quali Avatar sarebbe stato escluso per via dell’ampio utilizzo del digitale.

Ricordando quella Notte degli Oscar del 1996, quando Toy Story vinse un Oscar Speciale come primo lungometraggio interamente animato a computer e aprendo al cinema d’animazione un riconoscimento tutto suo, da un po’ di anni vedendo l’evoluzione dell’animazione digitale mi domando a quando le categorie di Oscar dedicate agli attori -ma non solo- non si estenderanno anche ai personaggi virtuali. Il livello di dettaglio e di espressività sono tali che non si può negare che gli attori tridimensionali compiano delle performance ormai paragonabili a quelle degli attori in carne e ossa (oppure degne di una estetica tutta loro). Ricordando quel primo esperimento che venne fatto con Final Fantasy e vedendo gli ultimi risultati ottenuti, sono stati fatti passi da gigante. Io la butto lì, ma visto il livello raggiunto mi domando se non sia ora che personaggi come Carl Fredricksen di UP (2009, Disney-Pixar),  gli stessi Na’vi di Avatar, i leggendari Buzz e Woody di Toy Story, non meritino di poter essere premiati per le loro interpretazioni. Se il cinema d’animazione dopo quel primo premio speciale del 1996 ha ottenuto una categoria tutta sua, non sarebbe ora di considerare di espandere le categorie di premi che lo riguardano? Non è ormai troppo riduttiva una sola macro-categoria?

Oppure il fatto che il cinema dal vero e quello digitale siano sempre più legati e connessi fra loro (personaggi veri in scenografie virtuali -e viceversa-, motion capture che da’ ai personaggi virtuali movimenti ed espressioni sempre più vere e naturali, etc..) dovrebbe incrociare ancora di più i premi fra cinema “dal vero” (anche se di film puri al 100% da un qualche intervento digitale credo non ne esistano più, almeno a Hollywood) e cinema “in animazione“. Sottolineare le differenze fra i due diversi “mondi” o unirli definitivamente. Per chiarirci: una Neytiri (sotto le cui vesti c’è comunque un’attrice vera) può competere alla stessa statuetta con -che so- Meryl Streep? O merita una categoria tutta sua? E ha senso paragonare un Na’vi di Avatar con i personaggi de L’era Glaciale?

Oppure va bene tutto così com’è?

Penso che non si possano trascurare l’emozione che sono in grado di trasmettere i personaggi virtuali con le loro performance e il livello di sospensione dell’incredulità raggiunto, soprattutto nei casi dove i personaggi virtuali interagiscono con quelli reali (ma qui, di nuovo, c’è da capire quanto un Na’vi si possa paragonare a un Woody -Toy Story- oppure a un attore in costume e che differenze ci siano con il Benjamin Button di Brad Pitt…). E trovo molto interessante che si possa oggi ragionare su limiti e confini che diventano sempre più sfumati, al di là di quante e quali statuette dare (e a chi).

fabio

linusQualche tempo fa, a Milano, si è tenuto Nice To Meet U, evento organizzato da Ustation, network di media universitari. Ospite particolare Linus, direttore artistico di Radio Deejay. Interessanti le sue opinioni e il suo uso della Rete, molto competenti ed equilibrate: né entusiasmo né scetticismo, ma una visione lucida di problemi e opportunità. Ha cominciato raccontando quanto sia pesante l’infrastruttura della radio, che rappresenta quasi l’80% dei costi, dedicati a gestire i 4/500 ripetitori e il satellite che li collega. Ed è proprio questo a costringere le radio ad appiattirsi sul “commerciale”. “Non vedo l’ora che accada il passaggio su Internet, che potrà abbattere questi costi”, ha affermato, anche perché il passaggio delle radio sul Web permetterebbe la nascita di tante radio alternative, a cui ha attributito un valore culturalmente pari a quello di una radio professionale, fatte le debite proporzioni.

Se questi i lati positivi (“Credo il Podcast sia la cosa più bella in assoluto”, ha anche detto), non si nasconde le difficoltà, specie di fronte alla sfida del Web moderno, quello sociale: “Internet ha fatto sentire molto la presenza del pubblico. Nello stesso tempo, quando sviluppi un’azione con una componente artistica non devi lasciarti influenzare più di tanto dagli input del pubblico. Il problema con la massa è che tende a ripetere cliché”. Quindi dialogo sì, ma nel rispetto delle reciproche posizioni e cum grano salis: “Il mio blog viene letto da 3/4.000 persone, ogni giorno, e riceve 40/50 commenti. Spesso sono molto positivi, ma non penso che quella sia la verità”.

Insomma molto interessante: le parole critiche, per me, hanno un valore doppio se vengono da chi conosce e usa ciò di cui parla. Non è un caso, evidentemente, se tra i buoni propositi per il 2010 mette “Rivoltare come un calzino la radio”.

Qui sotto il video della prima parte del suo intervento, a questi link le altre: seconda e terza. Il suo blog si trova a questo indirizzo.

Ricevo e giro, come si usa dire. Joi Ito ha mandato una circolare in cui ricorda che Creative Commons ha bisogno di un’ultimo sforzo per la campagna di sottoscrizione. Serve a supportare e sviluppare la nuova creatività. Ito lo racconta qui. Io ho già donato. Qui la pagina dove puoi farlo anche tu.

cc_donateWe’re getting close to the end of our fund raising campaign and I wanted to give you an update and ask you to consider contributing again this year if you’re a past supporter and give for the first time if you’re not. Either way, I want to thank you for being involved in this movement. As of right now, we’ve raised $416,629 from our generous individual and corporate supporters, but we need to come up with another $83,371 in order to sustain core operating costs in 2010 and keep our tools free for everyone to use. Asking for money is never an easy task, but I hope you’ll agree with me that supporting CC is vital.

Over a year ago, I took over the the role of CEO of Creative Commons from Lawrence Lessig. As you might imagine, following the founder and visionary leader was a daunting task and I have tried to focus my energy on the elements that I felt the most suited to execute on.

Larry and the founding board had laid the founding principles of Creative Commons and the organization had spread to a network of people in over 80 countries working to port, support and spread the idea of Creative Commons. What began as an idea had become a global movement growing geometrically with an adoption curve that would make any venture capitalist excited.

Over the last year, I’ve had the pleasure of working with an incredibly competent team of core paid staff and a network of volunteers who stepped up and developed into an extremely functional and efficient operating organization that makes me extremely proud to be associated with.

The organization has shifted from having to go around convincing everyone to use Creative Commons to having to work full speed to make sure that all of the people who want to use Creative Commons and work with our various projects got the attention they required.

Just in the last year, the White House, Wikipedia and Al Jazeera all adopted CC licenses and we now have over a quarter of a billion pieces of content licensed under a CC license. Our traction in both the science and education continue to increase.

While we have been working hard to try to develop a sustainability model, we have not yet been able to develop our “business model”, we are still dependent on donations and contributions. The economy has impacted our contributions. Though more people have contributed to CC this year than ever before, the average contribution has gone down. Corporate sponsorships have been even worse.

The situation reminds me of a startup which has raised money from friends and family and angel investors. The company is a wild success being the only player in the field with geometric growth and global reach. However, we’re running short on cash and haven’t turned the corner on the business model.

We really need your help to give CC enough runway to get to the point where in hindsight having and supporting Creative Commons as an essential part of the global infrastructure will be obvious to everyone. I need the support of you and the other angel investors who see the promise and the vision of this great idea and successful startup.

I realize that we are competing with many other important causes during this “holiday moment” but a contribution from you to our fundraising campaign at https://support.creativecommons.org/donate would go a long way in helping to solving one of the biggest problems holding back an explosion of creativity and innovation that the Internet has enabled. Thank you for reading this long email and thank you even more if you can contribute. ; )