“The detour book by Moleskine unveils the real sketchbook pages of famous designers, artists, filmmakers, architects, and writers in a single clothbound archive”. Continue Reading…
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Dice ArsElectronica che Julius von Bismarck è stato nominato come il primo Artist In Residence del CERN, precisamente al laboratorio Collide@CERN. “A rising star of the international arts scene”, continuano, “von Bismarck will team up with theoretical physicist James Wells as he works alongside the lab’s engineers and scientists for the next two months, before moving to the Ars Electronica Futurelab in Linz, Austria for the second part of his residency”.
Eh. Non è il primo caso: sapevate che Laurie Anderson (l’artista multimediale – performer – cantante, moglie di Lou Reed) è stata Artist In Residence alla NASA? E’ nella fotogallery dell’Entertainment Technology Center della Carnegie Mellon University: guarda qua.
Voglio farlo anch’io. Possibile che non ci sia un qualche laboratorio che mi voglia ospitare… per esperimenti scientifici?
“Cybernetic Serendipity was an exhibition of computer art shown at the Institute of Contemporary Arts, London, in 1968, and then touring the United States”, racconta Wikipedia. “One part of the exhibition was concerned with algorithms and devices for generating music. Some exhibits were pamphlets describing the algorithms, whilst others showed musical notation produced by computers. Devices made musical effects and played tapes of sounds made by computers”. Qui sotto, l’immagine del catalogo, inviatami da Dario Banfi. Non è meraviglioso? Una mostra così andrei a vederla ancora oggi.

Probabilmente una delle più belle storie di sempre. Per chi crede che le emoticon siano un gioco da bambini: in comunicazione, sono invece una grande invenzione. Pochi caratteri per dire tutto. Il video qui sotto lo dimostra: è una poesia. Incantevole.
Just for the records: il 19 settembre di quest’anno ricadrà il trentennale dell’invenzione dello smiley :-)
“…This is definitely the century of data, while the last one was the one of electricity. Problem is that we have more data than information…”. Un video da non perdere (e ora provo lo screensaver).
“Generative art creators discuss the relationship between humans, data, and computers”, su The Verge. Via Filos.
“Volevamo fare una rivista digitale dove i bambini potessero trovare il meglio della ricerca sull’immagine per bambini e il meglio delle potenzialità di interazione offerte dall’iPad. E volevamo farne un posto in cui potessero coltivare la loro curiosità e la loro incredibile forza”. E così, quasi en passant, hanno reinventato tutto. Elena Favilli con l’idea di Timbuktu ha vinto la borsa di studio Working Capital – vedi. Ha creato un gruppo di lavoro leggero ma internazionale e hanno portato su iPad non solo un magazine per bambini, che già è un’idea nuova, ma un magazine di news. Reinventato, a sua volta, come App. Non stupisce che, appena rilasciata su iTunes Store, sia finita su Mashable.

Last but not least, Timbuktu è fatta con Baker Framework, altra innovazione importante di un gruppo italiano: ne avevo parlato qui.
Su Blomming stanno iniziando ad arrivare cose curiose.
O MaisonDubosk, Ubudu, Luca Mazzu, Cicoria o ancora La Bohemien, che ha i più alti indici di condivisione su Facebook.
Ma non sono solo queste le novità. Stay tuned.
“What good shall I do this day?”, si chiedeva Benjamin Franklin. My personal point: meno parole e più fatti. And The Pursue Of Happiness.

Via Kostasprint.
Io vado matto per queste cose. Sarò rimasto traumatizzato per aver visto una mostra di Brian Eno da ragazzo (per la precisione “Place #16 – Works constructed with sound and light”, non a caso). Fatto sta che installazioni così mi danno un gran senso di futuro.

Palm Springs Art Museum resident-artist Phillip K. Smith III designed, created and installed a twenty-four foot wide relief and light installation titled Aperture in the Hoover Gallery.

The piece is created by 700 pieces of intricately cut acrylic and an elaborate sequence of programmed LEDs.

Io a settembre pensavo di andare qua: Ars Electronica.
Ero un po’ indeciso fino alla newsletter di stamattina, dove parlano non solo del laboratorio di robotica (ehi! ci sarà Asimo!) ma anche del manifesto completo della manifestazione: Repair.

Qualcuno vuole venire con me? Posti in macchina disponibili.












