Sono parecchio indietro con le segnalazioni di quanto accade a Media Design e Arti Multimediali, in NABA. Prime novità di rilievo sono l’apertura del Biennio in Film & New Media, sempre a cura di Francesco Monico, direttore della Scuola, e l’uscita del primo numero della rivista Limina. Proprio Monico ci informa degli sviluppi ed è con piacere che, come si suol dire, ricevo e giro:
Caro Professore,
ti racconto come vanno le cose qui al Dipartimento di Media Design & New Media Art / Film & New Media nell’AA 2010-2011;
Abbiamo celebrato la 5° edizione del festival Nabawood. Quest’anno è stata riuniuta una giuria di produttori del cinema indipendente, nazionale e internazionale, che ha visto le produzioni 2009-2010 del Medialab [il laboratorio di produzione video interno alla Scuola, ndr]. E’ stato un importante successo, i giurati sono rimasti colpiti e stupiti, hanno giudicato i lavori dei veri e propri Unidentified Narrative Object [vedi blog sul convegno dell'anno scorso, ndr], opere di Cinema 2 e Postcinema, come eccellenti. Dobbiamo essere tutti soddisfatti, infatti questo indica che il lavoro educativo, le formule testate, le innovazioni utilizzate, stanno funzionando. Questa operazione è come sempre curata da Maresa Lippolis a cui vanno i miei complimenti e ringraziamenti. Puoi vedere due lavori citati e premiati qui.
Il Triennio di Media Design & Arti Multimediali sta crescendo molto, con un +10% come studenti. Continua inoltre l’ibridazione sperimentale con il mondo della narrazione e dell’arte contemporanea (senza peraltro intaccare la quota dei “Cineasti”). Già adesso, dopo solo un mese e mezzo, rileviamo una grossa soddisfazione degli studenti del primo anno.
Una tesi di uno studente del Diploma Triennale in Media Design, Simone Rovellini, curata da me che gli facevo da relatore, ha vinto le selezioni del CASVA, Centro Alti Studi per le Arti Visive, ed è stata pubblicata ed è stata presentata questa settimana a castello Sforzesco a Milano: link.
Anche il Dottorato di ricerca PhD M-Node è cresciuto molto: abbiamo le domande di ricerca in crescita, sono stati selezionati nuovi ricercatori, sono partite nuove linee di ricerca e i primi post-doc, ed è un ottimo risultato pensando che è un dottorato/PhD a pagamento (agli studenti è richiesto di trovarsi i grant da soli). Il successo è il risultato dell’ottimo lavoro svolto nei primi cinque anni di attività.
Quest’anno ho inoltre curato la terza edizione del convegno New Media Art Education & Research: Always Already New – Thinking Media, Subversing Feeling, Scaffolding Knowledge: Art and Education in the Praxis of Transformation. Il successo di partecipazione decretato dalla venuta dei più importanti esponenti delle Media practice, theories and arts internazionali conferma che il livello di ricerca che abbiamo impostato è qualche cosa di interessante e che attira l’interesse e l’attenzione di così quotati personaggi [prossimo post proprio su questo: siete invitati! ndr].
Abbiamo pubblicato il primo numero della rivista Limina; in questo numero esploriamo il concetto della New Italian (media) Epic, nel prossimo raccoglieremo i risultati del convegno di studio e ricerca sullìeducazione nelle new media art. La rivista è curata da Amos Bianchi e si trova qui.
Inoltre pubblicheremo un Lexicon delle parole che hanno informato e informano NABA Media. Le voci sono: Cinema 2, Medium/a, Psicotecnologia, Fake, Found Footage, Simulazione, Dispositivo, Complessità, New Media Art, Cibernazione, Sincretismo, Sovversione…
In conclusione:
Il modello dell’Accademia, centro di studi e sviluppo, sta funzionando molto bene. Un organismo che si finanzia e pone le basi tecnico-culturali con il Triennio, fa ricerca con il PhD e con la Laurea Biennale fa sviluppo di opere (Film & Audiovisivi, Installazioni & Art). E’ un modello molto avanzato di Accademia “1-to-1″, ovvero un organismo che produce la stessa informazione che processa per definirsi, informazione critica con le riflessioni del PhD e creativa e propositiva con il biennio di sviluppo. Il modello è stato messo a punto durante il mio PhD Outline of a Subversive Technopoetic: for a libertarian pedartgogy – Technology, Art, Research; E’ una tesi di pedagogia che ho sviluppato parallelamente alla fondazione, progettazione e sviluppo della Facoltà BA, MA, PhD, in quanto la pedagogia in quanto tale appare nel momento in cui la domanda a proposito dell’oggetto del sapere si trasforma in una problematica volta a definire le modalità della sua stessa trasmissione.
Complimenti Francesco. Lavorare in questi scenari in perenne trasformazione non è facile ma sempre entusiasmante.