Archives For Academy and Students

alan turing centennial celebration

Più studio la storia della tecnologia più rimango affascinato dalla potenza creativa dei suoi interpreti – cioè dalle persone che l’hanno fatta. Charles Babbage e Ada Lovelace nella prima metà dell’800, mentre l’Europa andava in sollucchero per il romanticismo, immaginavano computer e linguaggi di programmazione. Per non parlare dei tanti inventori del ’900. Definirli ingegneri è riduttivo: erano grandi visionari. Tra questi, una figura incredibile è quella di Alan Turing, “Widely considered to be the father of computer science and artificial intelligence”. Padre o madre? Chissà cosa avrebbe preferito, essendo stato omosessuale ed essendosi suicidato a causa delle persecuzioni subite per questo. Solo nel 2009 il governo britannico ha fatto pubblica ammenda. Quest’anno è il centenario della sua nascita e il Piccolo Teatro di Milano partecipa con uno spettacolo durato cinque giorni e fatto praticamente di nascosto – tanto chissenefrega, non è mica roba che piace al pubblico. E’ solo uno dei più importanti pensatori del secolo scorso. Pace all’anima sua.  Continue Reading…

1997-1998-Google-homepage-history-web-

Cose che non possono passare inosservate: il doodle di oggi – uno dei più semplici e modesti mai visti – è per il 14° compleanno di Google. Auguri a quello che più che un semplice motore di ricerca è una porta aperta dentro le nostre teste. Divertente la schermata qui sopra: nel 1997-98 Google era appena nato, era ancora ospite della Stanford University, usava il punto esclamativo in fondo copiando chiaramente Yahoo!, mandava una newsletter mensile (lol). E soprattutto aveva 25 milioni di pagine indicizzate e prometteva, a proposito del suo indice: “Soon to be much bigger”. Fatto: nel 2008 il Google Blog ufficiale annunciava di aver superato “1 trillion (as in 1,000,000,000,000) unique URLs”.

all-your-base-are-belong-to-us

Credeteci o no, è una ricerca che faccio tutti gli anni per il corso NABA Media Design. Dovendo parlare di Media Partecipativi, è necessario studiare gli eventi di diffusione spontanea in Rete. Meno male che c’è una ricchissima pagina di Wikipedia con la raccolta dei più interessanti Fenomeni Internet Di Tutti I Tempi (e di ogni settore). I miei preferiti sono ovviamente… Continue Reading…

Julius-von-Bismarck-Collide-CERN-artist-in-residence

Dice ArsElectronica che Julius von Bismarck è stato nominato come il primo Artist In Residence del CERN, precisamente al laboratorio Collide@CERN. “A rising star of the international arts scene”, continuano, “von Bismarck will team up with theoretical physicist James Wells as he works alongside the lab’s engineers and scientists for the next two months, before moving to the Ars Electronica Futurelab in Linz, Austria for the second part of his residency”.

Eh. Non è il primo caso: sapevate che Laurie Anderson (l’artista multimediale – performer – cantante, moglie di Lou Reed) è stata Artist In Residence alla NASA? E’ nella fotogallery dell’Entertainment Technology Center della Carnegie Mellon University: guarda qua.

Voglio farlo anch’io. Possibile che non ci sia un qualche laboratorio che mi voglia ospitare… per esperimenti scientifici?

Notevole: il Ministero dell’Istruzione, secondo quanto scrive l’Unità, ha sei posizioni aperte per “Nuovi media, E-Government, Open data, Social innovation”. Iniziativa, dicono, del ministro Profumo. Fantastico. “Le domande”, continua l’articolo,  “possono essere presentate solo da under 40 in possesso del dottorato di ricerca in materie attinenti alle aree di competenza richieste”.

Heck. Quali dottorati di ricerca? Potrei sbagliarmi, ma sono sui Social Media da un po’ e non mi è mai capitato di sentir parlare di qualcosa del genere. Ho visto tesi universitarie (diverse hanno citato il mio libro sul Web 2.0 del 2006), so di colleghi che hanno organizzato Master, o seminari. E ci sono ovviamente molti corsi. Anche in Naba, per la mia cattedra, dove però abbiamo dovuto scegliere la titolarità di “Tecniche dei Nuovi Media Integrati” perchè, benchè noi si sia nell’era della disintegrazione dei Media, era la denominazione ministeriale più vicina al tema (che in Ue è invece classificato come “Networked Media”).

Comunque: che io non abbia mai sentito parlare di un dottorato di ricerca sui Social Media non significa niente. Sono sicuro che presto qualcuno mi darà indicazioni. Però potrebbe anche essere occasione di discutere su come il sistema delle alte scuole dovrebbe affrontare il tema.

Bellissima. L’animazione qua sotto è una tesi. Lindsey Olivares nel suo blog dice che ora “I’m up at Dreamworks PDI working as a Visual Development artist”. Hai capito.

Un Mondo Altro

dottavi —  16 December 2010 — Leave a comment

Video meraviglia. Per un museo… marittimo.

By Wirmachenbunt.de

Titolo complesso. Come i nostri tempi, d’altronde. Always Already New – Thinking Media, Subversing Feeling, Scaffolding Knowledge: Art and Education in the Praxis of Transformation è il convegno curato da Francesco Monico, direttore della Scuola di Media Design e Arti Multimediali di NABA (vedi anche post precedente) in collaborazione con NoemaLab. Terza edizione della serie New Media Art Education & Research, si tiene a Milano settimana prossima (16-18 dicembre), è in inglese e l’ingresso è a pagamento (gratis per gli studenti). Scelta coraggiosa, ma dovuta anche al panel di esperti che sarà presente.

Roy Ascott, pioniere dell’arte elettronica, Michel Bauwens della Peer to Peer FoundationStephen Kovats di TransmedialeGertfried Stocker, direttore di Ars Electronica sono alcuni dei nomi internazionali, insieme a Derrick de Kerckhove (che conosciamo bene, ricordate?), Alan Shapiro o gli italiani PierLuigi CapucciAntonio CaroniaGiovanni Boccia Artieri e altri.

Questi i temi:

  • Art on the Edge: new strategies for sustainable creativity
  • The New Creativity: art and education in the time of transformations
  • Transdisciplinary Territory: the limits of Video in Media education
  • Changing visions: new models of art in education
  • Beyond Sensibility: new perspectives on art and its formation
  • Authoritarian dreams imaginary, vision and utopias, beyond dreams
  • New Instruments for Teaching and Learning: do they change anything?

Belle sfide, no? Quanto capire quel che succede nei Media oggi :)

Sono parecchio indietro con le segnalazioni di quanto accade a Media Design e Arti Multimediali, in NABA. Prime novità di rilievo sono l’apertura del Biennio in Film & New Media, sempre a cura di Francesco Monico, direttore della Scuola, e l’uscita del primo numero della rivista Limina. Proprio Monico ci informa degli sviluppi ed è con piacere che, come si suol dire, ricevo e giro:

Caro Professore,
ti racconto come vanno le cose qui al Dipartimento di Media Design & New Media Art / Film & New Media nell’AA 2010-2011;

Abbiamo celebrato la 5° edizione del festival Nabawood. Quest’anno è stata riuniuta una giuria di produttori del cinema indipendente, nazionale e internazionale, che ha visto le produzioni 2009-2010 del Medialab [il laboratorio di produzione video interno alla Scuola, ndr]. E’ stato un importante successo, i giurati sono rimasti colpiti e stupiti, hanno giudicato i lavori dei veri e propri Unidentified Narrative Object [vedi blog sul convegno dell'anno scorso, ndr], opere di Cinema 2 e Postcinema, come eccellenti. Dobbiamo essere tutti soddisfatti, infatti questo indica che il lavoro educativo, le formule testate, le innovazioni utilizzate, stanno funzionando. Questa operazione è come sempre curata da Maresa Lippolis a cui vanno i miei complimenti e ringraziamenti. Puoi vedere due lavori citati e premiati qui.

Il Triennio di Media Design & Arti Multimediali sta crescendo molto, con un +10% come studenti. Continua inoltre l’ibridazione sperimentale con il mondo della narrazione e dell’arte contemporanea (senza peraltro intaccare la quota dei “Cineasti”). Già adesso, dopo solo un mese e mezzo, rileviamo una grossa soddisfazione degli studenti del primo anno.

Una tesi di uno studente del Diploma Triennale in Media Design, Simone Rovellini, curata da me che gli facevo da relatore, ha vinto le selezioni del CASVA, Centro Alti Studi per le Arti Visive, ed è stata pubblicata ed è stata presentata questa settimana a castello Sforzesco a Milano: link.

Anche il Dottorato di ricerca PhD M-Node è cresciuto molto: abbiamo le domande di ricerca in crescita, sono stati selezionati nuovi ricercatori, sono partite nuove linee di ricerca e i primi post-doc, ed è un ottimo risultato pensando che è un dottorato/PhD a pagamento (agli studenti è richiesto di trovarsi i grant da soli). Il successo è il risultato dell’ottimo lavoro svolto nei primi cinque anni di attività.

Quest’anno ho inoltre curato la terza edizione del convegno New Media Art Education & Research: Always Already New – Thinking Media, Subversing Feeling, Scaffolding Knowledge: Art and Education in the Praxis of Transformation. Il successo di partecipazione decretato dalla venuta dei più importanti esponenti delle Media practice, theories and arts internazionali conferma che il livello di ricerca che abbiamo impostato è qualche cosa di interessante e che attira l’interesse e l’attenzione di così quotati personaggi [prossimo post proprio su questo: siete invitati! ndr].

LIMINAAbbiamo pubblicato il primo numero della rivista Limina; in questo numero esploriamo il concetto della New Italian (media) Epic, nel prossimo raccoglieremo i risultati del convegno di studio e ricerca sullìeducazione nelle new media art. La rivista è curata da Amos Bianchi e si trova qui.

Inoltre pubblicheremo un Lexicon delle parole che hanno informato e informano NABA Media. Le voci sono: Cinema 2, Medium/a, Psicotecnologia, Fake, Found Footage, Simulazione, Dispositivo, Complessità, New Media Art, Cibernazione, Sincretismo, Sovversione…

In conclusione:
Il modello dell’Accademia, centro di studi e sviluppo, sta funzionando molto bene. Un organismo che si finanzia e pone le basi tecnico-culturali con il Triennio, fa ricerca con il PhD e con la Laurea Biennale fa sviluppo di opere (Film & Audiovisivi, Installazioni & Art). E’ un modello molto avanzato di Accademia “1-to-1″, ovvero un organismo che produce la stessa informazione che processa per definirsi, informazione critica con le riflessioni del PhD e creativa e propositiva con il biennio di sviluppo. Il modello è stato messo a punto durante il mio PhD Outline of a Subversive Technopoetic: for a libertarian pedartgogy – Technology, Art, Research; E’ una tesi di pedagogia che ho sviluppato parallelamente alla fondazione, progettazione e sviluppo della Facoltà BA, MA, PhD, in quanto la pedagogia in quanto tale appare nel momento in cui la domanda a proposito dell’oggetto del sapere si trasforma in una problematica volta a definire le modalità della sua stessa trasmissione.

Complimenti Francesco. Lavorare in questi scenari in perenne trasformazione non è facile ma sempre entusiasmante.

Le comunicazioni per laureati e laureandi sono già partite da un po’, e sono anche arrivate le prime iscrizioni. Così questo invito, oltre che per chi vuole presentare la sua tesi, è anche per professionisti, persone d’azienda e chiunque possa essere interessato ai temi dell’innovazione digitale vista da una prospettiva particolare, quella di chi la vive e frequenta ogni giorno: gli studenti. L’occasione è la seconda edizione di Tesicamp, il Barcamp per laureati e laureandi.

Tesicamp - Il Barcamp per laureati e laureandi

Sul rinnovato blog tutte le informazioni, altro sulla pagina Facebook e altro ancora negli articoli relativi a eventi e risultati della prima edizione dell’anno scorso. Che non sono stati poca cosa: i tesisti di Tesicamp sono infatti poi passati nelle selezioni per Working Capital, il progetto di Telecom Italia. Ben due hanno poi vinto la borsa di studio. Ed è con non poco piacere anticipare il fatto che anche quest’anno Working Capital ha concesso la sua sponsorizzazione all’evento :)

Bellissimo: The illustrated guide to a Ph.D. Da leggere tutto.

Via Augusto Pirovano (di CriticalCity) su Facebook.

Bravi Stefano ed Elena, vicitori della borsa di studio da 20.000 euro di Working Capital. Li abbiamo conosciuti al Tesicamp dell’anno scorso, di cui Telecom Italia è stato sponsor, e anche per questo motivo le tesi di laurea o di ricerca presentate in quell’occasione sono finite nelle selezioni per le borse. E’ stato un grande piacere ritrovare sul palco alcuni di loro. Qui sotto il video dell’intervista a Elena, in cui fa riflessioni interessantissime su come sviluppare magazine per iPad e altri nuovi dispositivi. Qui la sua presentazione. A questo link altri post su Tesicamp.