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Articles in the 2.0 Category

2.0 »

[29 Jun 2011 | 4 Comments | 1,207 views]

Wow. Bello vedere che il payoff di Google+ è simile a quello di questo blog :). Techcrunch spiega tutto. Qui c’è il tour, dal quale si capisce ancora troppo poco. Unico pensiero che mi viene da aggiungere è se con tutto questo affanno che ha Google per inseguire Facebook non si stia perdendo il fatto che la next big thing è il mobile (per esempio). Vedremo gli sviluppi.

google plus, google+

2.0, Music »

[7 May 2011 | No Comment | 696 views]

Non so perché non l’ho mai recensita. Di tutte le startup italiane Spreaker è forse una delle più ambiziose, e proprio per questo merita. Porta online la console del DJ per fare web-radio, e così socializza tutto – le trasmissioni “generate dagli utenti”, la pubblicità, la musica per gli stacchi, e così via.

Spreaker social radio

Scommessa non banale, ma con una gran logica se vista sull’internazionale – iTunes, per esempio, sui Podcast ha costruito parecchio. Ci vuole un po’ per impratichirsi della console, ma l’idea di aver accesso a una potenza del genere è affascinante.

Spreaker Social radio

2.0 »

[28 Apr 2011 | No Comment | 936 views]

E così Chad Hurley e Steve Chen, già founders di YouTube, salvano Delicious comprandolo da Yahoo! per una cifra non nota. Oltre che fondamentale pezzo di storia del Web 2.0, Delicious è una comunità da “5.3 million users and 180 million unique bookmarked URLs”, afferma la pagina su Wikipedia. Come ciliegina sulla torta ci vorrebbe solo la notizia di una squadra di psicologi reclutati per salvare Yahoo! da Yahoo!, e non fargli più fare cose tipo comprare una startup con tre mesi di vita a 30 milioni di dollari.

Delicious bookmarking

2.0 »

[25 Mar 2011 | No Comment | 2,787 views]

Ok ok I know it’s an automated message, but appreciated. So it’s a pleasure to copy it down here:

LinkedIn 100 million members

Dear Alberto,

I want to personally thank you because you were one of LinkedIn’s first million members (member number 181823 in fact!*). In any technology adoption lifecycle, there are the early adopters, those who help lead the way. That was you.

We hit a big milestone at LinkedIn this week when our 100 millionth member joined the site.

When we founded LinkedIn, our vision was to help the world’s professionals be more successful and productive. Today, with your help, LinkedIn is changing the lives of millions of members by helping them connect with others, find jobs, get insights, start a business, and much more.

We are grateful for your support and look forward to helping you accomplish much more in the years to come. I hope that you are having a great year.

Sincerely,

Reid Hoffman signatureReid Hoffman
Co-founder and Chairman
LinkedIn

*Your member number is the number embedded in your LinkedIn profile URL (after “id=”).

Thanks Reid, great job!

2.0, Startup Italy »

[29 Dec 2010 | 7 Comments | 6,007 views]

Hai controllato se sei nella Spagoguida? Possibile, perché “E’ fatta dagli utenti” per davvero, e se partecipi a 2spaghi“Il più grande social network dedicato al mondo della ristorazione” – probabilmente hai inserito una recensione o un commento a un ristorante anche tu.

La Spagoguida, però, non è solo una guida ma un segno in più del successo della startup di Marco Palazzo e Stefano Massimino, forse unica vera exit del Web 2.0 italiano. Dopo qualche anno di sviluppo hanno infatti fondato l’azienda con la partecipazione del gruppo BravoFly di Fabio Cannavale.

DueSpaghi - Marco Palazzo e Stefano Massimino

Stefano e Marco hanno iniziato a lavorare a 2spaghi come sideproject (termine elegante per dire “facendo doppio e triplo lavoro”). In poco tempo hanno incontrato il primo gruppo di appassionati. Quando gli ho chiesto come avevano fatto Stefano mi ha fatto veder le mani e “Con i calli”, mi ha risposto. In questa chiacchierata di quattro anni fa c’è la storia di come hanno cominciato. Nelle righe sotto, invece, c’è la loro testimonianza di come è andata avanti, con qualche interessante consiglio per startup.

Noi non siamo nati imprenditori e questo è stato sicuramente il più grande scoglio da superare quando abbiamo avuto l’opportunità di fare di una nostra passione il nostro lavoro. Dopo anni di esperienza in azienda, con tutti i pro e i contro, non è semplice decidere di lasciare un lavoro che, per quanto ti possa in alcuni momenti lasciare insoddisfatto, è comunque sempre una sicurezza. Fare il grande passo e diventare imprenditori lasciando un lavoro stabile, quando si hanno un mutuo da pagare e una famiglia a cui rendere conto non è una cosa propriamente semplice.

Devi innanzitutto credere fortemente in quello che fai. Il fatto di aver lavorato per tre anni a 2Spaghi nei ritagli di tempo la sera e nei weekend trascurando in parte anche amicizie, famiglia, hobby e tutto quanto il resto è stato d’aiuto perchè sapevamo di essere convinti in quello che stavamo creando. Da qui viene anche un’altra lezione: se veramente vuoi riuscire in quello che fai non basta che il tuo prodotto/progetto sia ben fatto: devi perseverare, mai arrenderti e continuare a insistere. Solo così capisci se credi veramente in quello che stai facendo. Se ti vengono dei dubbi e ti pesa andare avanti senza vedere risultati forse è meglio fermarsi.

Per quanto riguarda invece il discorso più prettamente finanziario, innanzitutto sconsiglio di abbandonare tutto per provare a fare una startup. Noi abbiamo fatto crescere il progetto e solo quando avevamo capito che sarebbe potuto diventare una professione abbiamo considerato l’ipotesi di diventare imprenditori e questo lo consiglio a tutti. Eviterei di cercare finanziatori quando si è in possesso di una idea o poco più. Sul dove cercare i soldi noi siamo stati fortunati perchè senza cercarli abbiamo ricevuto richieste di finanziamento accettando quella che ritenevamo più idonea per il successo dell’iniziativa. Chi ha un buon prodotto in mano difficilmente secondo me farà fatica a finanziarlo. In Italia è vero che il settore del finanziamento alle startup è poco sviluppato, ma ci sono sicuramente un sacco di persone interessate a investire in progetti web. Serve sicuramente farsi conoscere e frequentare le poche occasioni di incontro con altre startup e con investitori perchè come in ogni ambiente le conoscenze facilitano e creano occasioni.

2.0, Startup Italy »

[13 Nov 2010 | No Comment | 1,728 views]

Ricordate il mio post Fare Startup E’ Difficile, No Peggio? Ci scherziamo spesso, con Nicola, per Blomming. AirBnB è una delle startup più divertenti del mondo: permette di concedere in affitto i nostri spazi inutilizzati – tipicamente una stanza da proporre come B&B, ma anche un posto-letto sul divano o un’intera casa. Per chi lo usa rappresenta così una fantastica alternativa non tanto per viaggiare a basso costo (le soluzioni disponibili sono anche di alto livello) ma per visitare case private, conoscere realtà e persone particolari e live like a local. In perfetto stile “2.0″ è basato su recommendation, feedback, commenti e profili degli utenti. Io ho trovato una sistemazione a New York con l’equivalente Roomorama e mi sono trovato benissimo.

Airbnb - Affittare Stanze a New York

Ora hanno raccolto finanziamenti per un totale di 7,8 milioni di dollari. Ma leggete un po’ la loro storia:

Airbnb approaches many investors in 2008. Most say “the market is too small.” Some are concerned 2 of the 3 founders are designers, thus creating a founding team DNA different from the success patterns they are looking for.

Running out of money, Airbnb starts selling collectible cereal, and makes $30,000 in the process. (See the Startup School talk for more about this)

With their website low in traffic, their kitchen is without food. Airbnb starts living off their collectible cereal. This is a low point.

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2.0, Search and Software »

[9 Nov 2010 | No Comment | 1,162 views]

Basato su Google Chrome contrasta bene Flock, che usa invece il codice Mozilla. E’ RockMelt, nuovo Social Browser appena presentato – vedi il New York Times.

Rockmelt - The Social Browser

L’idea non è nuova (di Flock avevo parlato nel 2006, pensa tu): si tratta di integrare le attività social nel browser. RockMelt lo fa particolarmente bene con Facebook – il collegamento a Twitter a me non funziona, vedremo. Nella barra sinistra nell’immagine sopra abbiamo in cima il nostro profilo e sotto la chat. Nella barra destra dell’immagine sotto, invece, una serie di Edge App, come le chiamano. Tra quelle subito disponibili varie viste delle nostre attività su Facebook.

Rockmelt The Social Browser

Curioso che un Facebook Browser come questo venga fuori da un software di Google. Ha sicuramente le ottime performance di Chrome, il che è positivo. Ma non posso trattenermi da un pensiero dietrologico sulla nostra privacy. Quando attivi RockMelt la prima volta lo autorizzi a leggere tutto quello che fai su Facebook, quindi i tuoi dati passano per Google per andare da Facebook e ritorno… Brrrr.

2.0, Data and Analysis, Facebook and Social Networking »

[2 Jun 2010 | One Comment | 2,035 views]

Da quando ne ho sentito parlare da Joi Ito a Le Web 07 sapevo che mi stavo perdendo qualcosa. Ma guardare i numeri di World of Warcraft fa ancora più impressione.

2.0, Enterprise 2.0 and Corporate Blog, Politics and Economy »

[8 Apr 2010 | No Comment | 728 views]

Più di 2.500 partecipanti al wiki, che raccoglie ormai oltre 10.000 articoli. Più di 70 blog, spesso multiautore. E inoltre iniziative con gli studenti e la prospettiva di creare un proprio Social Network. Non è l’ennesima start-up di ragazzini ma il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. O, meglio, la loro iniziativa chiamata eDiplomacy.

ediplomacy

Richard Boly, director of the Office, nella conference call tenutasi oggi per blogger e giornalisti ha dichiarato che il loro compito è “To move the culture of State Department from a Cold War paradigm, where information were always closed, to a “post 9/11″ world”, dove apertura e collaborazione sono una necessità. Dove cioè è richiesto il cambiamento “From the need to know to the need to share”. Senza rinunciare alla sicurezza, ovviamente. Tutti i progetti, infatti, sono interni al Dipartimento di Stato, nascosti dietro i firewall. La novità principale, dunque, sta nei nuovi modelli organizzativi, di collaborazione aperta.

Richard Boly, Director of eDiplomacy

Richard Boly, Director of eDiplomacy

Diplopedia (qui su Wikipedia), per esempio, è il wiki interno il cui scopo principale è quello di aggregare e strutturare le informazioni. E’ quindi necessario, come ha detto Boly, “To look to knowledge management with a diplomat perspective”, e interpretarlo di conseguenza. Altrettanto i blog. Lui ha parlato, in realtà, di “Blog-based communities”, dove le persone condividono le informazioni, scambiano punti di vista e raccolgono nuove idee.

Niente di nuovo sotto il sole, da un certo punto di vista, perché, ha concluso Boly, “All the initiative is seven years old. The first communities are five years old and Diplopedia is three years old”, mentre altri progetti sono più recenti. Normale, da un certo punto di vista, riscontrare un così abituale utilizzo di metodiche avanzate in un Paese come gli Stati Uniti.