Beppe Grillo su Second Life

Disruptive Innovations

30 April 2007 4,326 views 7 Comments di alberto dottavi SHORT URL
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Piccola news veloce per un altro genovese (anzi, due). L’amico Luca Mascaro mi segnala che nel suo ultimo spettacolo Beppe Grillo ha annunciato di aver preso una… second (!) casa in Second Life. Si farà trovare lì nei weekend per discutere di varie cose, tra le quali anche il meccanismo della banca virtuale Zopa, per i prestiti diretti tra utenti. Pare che abbia chiesto il progetto della casa a Renzo Piano.

Beppe, grande iniziativa! Mancavi davvero solo tu allo ZenaCamp…

PS Avevo accennato a Zopa e altre iniziative simili in questo post

UPD Di Grillo ne parla anche Leandro, e va giù pesante. Tanti ottimi argomenti, meritevoli di riflessione più approfondita. Per ora rilancio la prima delle tue domande: Cosa scegliere tra YouTube e Rai Uno? Io non ho dubbi: YouTube!

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7 Commenti »

  • leeander ha detto:

    le foto di Beppe Grillo su Second Life http://www.flickr.com/photos/leeander/sets/72157600146788002/

  • alberto ha detto:

    non ci credo, avevo letto il tuo post e stavo aggiornando il mio mentre tu mi commentavi??? :-O siamo troppo autoreferenziali! ;)

  • Federico Bo ha detto:

    Ne è passato di tempo dalle invettive neo luddiste contro “i computer truffa del secolo” di Grillo (e del suo pool di autori).
    Forse il nuovo secolo – millennio – ha portato consiglio.
    Però, in generale, sono personalmente stufo di coloro che nel corso della vita cambiano radicalmente opinione continuando sempre a sostenere le proprie ragioni del momento come fossero verità assolute. Salvo poi cambiare verità con estrema nonchalance.
    Una cosa è la maturazione e l’evoluzione del proprio pensiero e delle proprie idee attraverso l’esperienza e la conoscenza, un’altra i ribaltamenti d’opinione senza autocritica.

  • Mitì ha detto:

    Secondo me non lo sapeva nemmeno dello zenacamp. Eppure basterebbe leggerli, i blog…;-D

  • alberto ha detto:

    Mitì, è vero, Grillo è colpevolmente assente :) Eppure il Barcamp è uno strumento di partecipazione democratica che dovrebbe piacergli

    Federico, vero, ma ho assistito personalmente a una delle sue “pubbliche ammende” durante uno spettacolo, in cui diceva che si era sbagliato. Insomma, l’autocritica l’ha fatta. Anche a me non piacciono le banderuole (specie in politica), ma non credo sia questo il caso

  • leeander ha detto:

    Hei raga, il ZenaCamp ed i Barcamp in generale sono una roba di nicchia. Avete presente i MEETUP? Grillo muove un popolo enorme e non riesce a partecipare ai SUOI meetup. Avete idea di quanta roba svanga quell’uomo? Solo la dozzina di avvocati che deve seguire per non farsi crocifiggere sono più del tempo la maggior parte di noi dedica a dormire per sopravvivere. “colpevolmente assenti” lo siamo noi (i più), rispetto alle nostre responsabilità politiche e sociali. Se così non fosse, l’italia non sarebbe malconcia come invece è.

  • alberto ha detto:

    Leandro, hai molta ragione, come dire il contrario? E’ vero, i temi importanti sono altri, ma è anche altrettanto vero che i Barcamp sono un fenomeno nuovo. Intanto, oltre 150 partecipanti fanno molto di più di un normale convegno di una qualche università o altro. E il fatto che ce ne siano a nastro dice anche molto altro: il successo dei Barcamp oggi in Italia è, secondo me, l’ennesimo segno della mancanza di rappresentatività di questo Paese, del sistema dei media e non solo.

    I Barcamp, in più, hanno la significativa, nient’affatto secondaria, caratteristica di essere una forma di aggregazione democratica e spontanea

    Anche qua: è vero che gli strumenti di democrazia ci sono. E che il problema non sono questi, bensì usarli, e partecipare davvero. Però i Barcamp oggi sono una nuova forma digitale di partecipazione democratica. Uno strumento in più che si aggiunge agli altri, ma moderno e su misura per i nativi digitali. Mica poco

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