Being Reed

dottavi —  12 May 2009 — Leave a comment

“Dr. David P. Reed enjoys architecting the information space in which people, groups and organizations interact”: così l’inizio della biografia familiare di David P. Reed, associated professor al MIT Media Lab e HP Fellow, come già detto noto per una delle principali Leggi delle reti. Qui la sua bio ufficiale al Media Lab, qui su Wikipedia.

David P. Reed

Ha parlato di “Terza Cloud”, definizione interessante per segnare uno scenario sempre più attuale, quello tra Ubiquitous Computing, Mobile Internet, Internet of Things – eccetera: tanto complesso che non avevamo ancora un “nome generale” con cui definirlo, appunto.

In stringatissima sintesi, la prima “cloud” è stata quella del “browsable content”, diciamo del Web. E non è un caso che si usi la metafora della nuvola, perché proprio così è sempre stata descritta la Rete. La seconda fase, emersa in questi anni, è quella della collaborazione on-line di massa, per esempio con i MMORPG, Second Life e altri ambienti simili, comprese le prime tecnologie che stanno rendendosi accessibili a livello di massa. La terza cloud, definisce Reed, è un insieme di risorse / tecnologie, ambienti e relazioni in grado di facilitare una “Intimate, personal, environmental expression”.

Stiamo parlando di come usare i sensori e cosa farne; del fatto che il principale tra questi è il telefonino; che questi e il computing devono essere riprogettati per supportare la comunicazione; e che quindi, per esempio, l’elaborazione dei dati di contesto permetterà la mobility di “persone, non device”.

“The third cloud”, è anche uno dei loro research project su mobile e social interaction utility. Qui sotto le slide di sintesi che ha presentato durante l’intervento al terzo appuntamento delle Venice Sessions.

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
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