Ancora sul futuro dei giornali /2

dottavi —  20 March 2009 — 2 Comments

Niente più giornalisti – più o meno – secondo Gaspar Torriero. Luca De Biase estende e tratteggia delle alternative. Nel frattempo Beppe Grillo fa una sparata delle sue, ma dà anche un’inquietante serie di cifre sulle prospettive decisamente preoccupanti dell’editoria italiana. Io provo sentimenti contrastanti e non posso trattenermi dal proporre un altro paio di piccoli spunti.

  • Su Torriero e i “giornalisti”. Sarò astratto, ma resto alla definizione corrente: colui che fa questo mestiere in modo esclusivo e continuativo. Certo, la realtà dei fatti può essere diversa, però io non credo che possa mai sparire l’esigenza di una specializzazione. E’ vero che l’informazione diretta, come disegnata da Gaspar, è importantissima e il suo ruolo è destinato solo a crescere. Ma credo altrettanto vero che non si possa seguire una molteplicità di fonti; che la capacità di selezione e discernimento non è uguale per tutti; che le stesse esigenze non sono uguali per tutti. Non vedo perché le due cose non possano coesistere. E forse anche per questo sottoscrivo in pieno le sue conclusioni sulla Rete, ma non sul futuro del giornalismo.
  • Su De Biase e i “giornali”. Aggiungerei un punto alla lista delle opzioni: aggregare in modo nuovo. E’ ovvio che un giornale è un concentratore di audience. E allora è forse necessario pensare come reinventarsi. Nonostante le difficoltà, che non si possono sottovalutare, nuovi modelli sono emersi – i super-blog tipo boingBoing, Huffington Post etc e appunto nuovi concentratori tipo Google News o Alltop.
  • Sugli “editori”. Mi viene da citare una frase dall’introduzione allo State of the News Media del Pew Project: “The problem facing American journalism is not fundamentally an audience problem or a credibility problem. It is a revenue problem – the decoupling, as we have described it before, of advertising from news”. Certo, non un problema da poco. E ancora più complesso in Italia. Però forse aiuta a focalizzare meglio almeno un aspetto tra le molte criticità da affrontare.

Siamo nel guado, e ho paura toccherà ancora farsi del male. Ma come dice Dave Winer in conclusione a questo suo pezzo di ieri, The reboot of journalism: “As with everything new, to see it you have to jump out of your skin and look at the situation from the new body, not the old one”. E allora cosa succede saltando fuori e guardando Internet da lontano?

Io, sperando di non essere del tutto impazzito, vedo una palla grande come un pianeta, fatta di puntini più o meno grossi, più o meno colorati, collegati da tante linee. Lì dentro ogni secondo un’azienda apre il suo sito; una persona cerca compagnia o scambio di idee; un gruppo si organizza per compiere un’azione; qualcuno costruisce e qualcuno smonta. Molti sono in cerca di visibilità; altri di strumenti; altri di partnership. Whatever. In ogni caso continuo a pensare che ci sono molte opportunità per creare valore mettendo insieme persone e informazioni – il che, my two little cents, mi sembra molto vicino al cuore dell’azione giornalistica.

Tu che cosa vedi?

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
2 comments
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Roldano De Persio
Roldano De Persio

Fin qui tutto bene, fin qui tutto bene il problema non è la caduta ma l'atteraggio.Le news sono commodity come lo zucchero e l'acciaio le idee e i concetti elaborati e dimostrati no.Scrivere che c'è la guerra in Iraq è una commodity. Scrivere che l'acqua viene privatizzata è un idea politica.saluti

nicole
nicole

Well, I don't have a magic ball but am fascinated by Time Inc.'s experiment with RSS-style magazines -- you pick five magazine titles and then they put together a magazine with articles from each and mail it to you. http://www.timeinc.com/mineOne of the thing that makes print/dinosaur journalism so hard to change, even as it's clearly dying, are the long lead times to publishing plus printing, mailing etc. If they can change that, they have a better chance of morphing into something people want...