Delle tante cose dette sabato al Microcamp c’è ancora un’idea che mi frulla nella testa: il fatto che Twitter abbia una forte componente emozionale. Ora devo dire mi preoccupa (per la mia sanità mentale) che ci possa essere del coinvolgimento nei twit dell’affare che è da poco atterrato su Marte…

Non riesco a trattenermi dal ridere pensando ai tecnici Nasa (che io mi immagino sempre come in Apollo 13) che prima di partire han programmato questi messaggi…
NASA’s Phoenix Spacecraft has just landed on the surface of Mars. Along with video coverage on NASA TV and photos from the surface being sent back to Earth, the mission is also being live blogged via Twitter
(via Twitter Updates of NASA Phoenix Spacecraft Landing on Mars | Laughing Squid)
(crossposted also on Infoservi Tales/a>)


L’immagine di professionalità di chi lavora nel settore spaziale data dal film “Apollo 13″ non è completamente stereotipata, ma certamente è incompleta. Le emozioni e l’adrenalina scorrono in abbondanza in questo mondo, specialmente quando ci si giocano in pochi secondi decenni di lavoro, denaro dei contribuenti o la vita di altre persone.
Vedi per esempio l’autobiografia dell’astronauta Shuttle Mike Mullane “Riding Rockets”, in cui gli aspetti emotivi delle attività spaziali vengono ampiamente descritti nel contesto delle carriere degli astronauti.
A proposito di Phoenix, dubito che i tweet fossero generati automaticamente dalla telemetria della sonda con messaggi preparati in anticipo, se è questo che intendi nel post. E’ più probabile che li pubblicasse manualmente qualche membro del team.
Ci riflettevo anche su VisionPost oggi (http://www.visionpost.it/weweb/con-twitter-phoenix-arriva-su-marte.htm) ed effettivamente sono convinta che la parte emozionale sia molto rilevante. Cambia completamente la relazione online così come quella fisica e – come in questo caso – appassiona. Poco importa chi fisicamente digita i tasti per creare quel messaggio. Fa parte del gioco, la sospensione dell’incredulità. La trovo un’ottima mossa quella della Nasa e soprattutto efficace perché non è fatta solo per “tendenza”; hanno capito questi meccanismi e sono stati alle regole del social network. Kudos!
La Nasa che usa Twitter mi mancava. Quindi in questo sistema solare devo essere l’unico che non lo utilizza…
La Nasa è sempre molto attenta al rapporto con il grande pubblico perché sa che dalle emozioni che le sue missioni riescono a suscitare nell’opinione pubblica dipende l’entità dei finanziamenti che riesce ad ottenere.
E’ sempre pronta a condividere praticamente in tempo reale le scoperte effettuate dalle sue missioni. Vedi per esempio la divulgazione immediata delle foto della Phoenix , anche in formato “raw”.
L’Esa, l’Ente Spaziale Europeo, in questo ha tutto da imparare, visto che notizie, dati, foto vengono diffuse sempre con ritardo e con parsimonia. Confrontare i siti delle due agenzie per confronto…
E dire che i risultati ottenuti non sono da meno rispetto agli americani (vedi per esempio le sonde Mars Express (vabbé, si è persa il lander Beagle 2…) e Venus Express).
ps è sempre irritante seguire i servizi dei tg su queste cose: un susseguirsi di banalità, inesattezze, errori. Certe volte neanche leggono con attenzione i lanci d’agenzia (l’approfondimento lo do per perso in partenza…)
Paolo ciao, piacere. Ovviamente hai ragione :)
Marina: kudos! ;D
Federico: esattamente così. sono furbi e, come al solito, per loro robe come twitter è acqua fresca, ci si divertono. prb manco si sono posti il problema, lo usano e basta :)
gli spime arrivano.. :)
Lascia un commento
Benvenuti
Starting up
Categorie
Discussioni e Commenti
Interviste e Incontri
Si parla di
E di
Altri Luoghi
Blogrock
Interviste e Incontri
Nuovi Amici
Patron Saints
Licenza
Archive
Ultimi Articoli Pubblicati
Most Commented
Most Viewed