42, la scuola, il media continuum

Research Coffee

1 November 2008 3,260 views One Comment di dottavi SHORT URL
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Chiusi in classe otto ore al giorno per lezioni e laboratorio blog, non ho partecipato alle manifestazioni in difesa della scuola e contro i tagli alla ricerca. Avrei voluto: forse chi segue queste pagine sa quanto io creda che sia di importanza cruciale. Non tanto per “lo sviluppo del Paese”, frase vera ma che trovo un po’ retorica, ma, ritengo, per la crescita delle persone. A questo riguardo aggiungo solo che avere ricercatori sottopagati e il cui merito non è valutato né tantomeno riconosciuto fa di loro dei role-model negativi: sembrano (sembriamo) sfigati.

E questo innesca un doppio, pessimo loop negativo. Da una parte i giovani studenti non saranno mai motivati a diventare come loro, e considereranno lo studio solo come una fase di passaggio strumentale per andarsi a vendere al primo offerente, purché paghi. E già ci sarebbe della dietrologia sensata da fare su questo. In secondo luogo chi crede nel lavoro intellettuale finisce per convincersi di aver sbagliato, di essere in torto, di non essere all’altezza. E perde tempo ed energie a cercare il modo di “salvarsi”, di scappare all’estero, di cambiare strada.

Non è così. O meglio: è così solo in Italia. Per questo ritengo sia necessario trovare dei modelli per valorizzare competenze e merito ma fuori dagli schemi soliti. Anche perché vi sono motivi e materiale.

Neanderthal
42 è il numero degli studenti del primo anno che avevo in classe al corso su Tecniche dei Nuovi Media Integrati, in NABA Media Design. Se qualcuno è curioso degli argomenti, ho creato (meglio: abbozzato) un blog di supporto al corso, che però per ora sono riuscito a usare solo come bacheca per gli appunti dei contenuti multimediali che non entrano nelle dispense fotocopiate (e manca ancora un sacco di roba).

Durante il laboratorio blog una ragazza in penultima fila continuava a sorridere. A un certo punto mi decido e le chiedo come mai. “Non avevo mai usato un computer, prima di arrivare qua”, mi racconta. “E’ bellissimo”, dice con gli occhi grandi, e poi:

“Come un uomo di Neanderthal che vede il fuoco per la prima volta”

Amica mia, non sei tu del Neanderthaliano. Vai avanti, occhi aperti e stupore.

Media continuum
Tra i tanti spunti di cui abbiamo parlato durante il corso quella che segue è un’idea che mi è venuta per cercare di spiegare, posizionare i diversi strumenti, la loro differenza e l’uso che se ne fa. L’idea è che a sx c’è il “portale” di, per es, un giornale, tutto contenuto e poca partecipazione, e all’estremo opposto Friendfeed che, in sostanza, di contenuto non ne ha, ed è tutto partecipazione.

Sarà un’idea banale ma credo aiuti a collocare e interpretare molti degli ambienti digitali che frequentiamo in questi giorni, e soprattutto credo anche dimostri perché i blog possano essere considerati il “centro di gravità permanente” della nostra identità digitale. Frase che ho usato identica in lezione ma scopro essere di Antonio Sofi.

Ci sarebbe da dire ancora qualcosa ma sorry, tempo scaduto, ci si rilegge lunedì.



Un Commento »

  • Francesco ha detto:

    La risposta è 42! Fantastico : - )

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