172 Slides To Explain Growth Hacking (And Why PR Aren’t Enough For Startups)

dottavi —  8 August 2013 — 3 Comments

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Della presentazione che ho tenuto qualche tempo fa al #WCAP – Working Capital Accelerator di Lambrate la parte che è piaciuta di più è stata quella in cui spiegavo tecniche, metodiche e struttura delle attività di comunicazione che facciamo a Blomming. Un paio di slide – che non riporto qui, sorry :) – in cui spiegavo che in realtà quel che si vede online di Blomming è giusto la punta dell’iceberg. La nostra “comunicazione” (termine già misleading di per sé) si svolge in realtà in quattro fasi, buone per qualsiasi startup. 

Le quattro fasi sono: Acquisition – Activation – Retention – Promotion. E’ una semplificazione che ho fatto io sulla base di regole generali e di buon senso che vanno bene per tutti. Per esempio, il mitico Dave McClure già nel 2009 parlava di AARRR – vedi qui. Soprattutto, appare chiaro che per una startup il grosso del lavoro è nei processi interni: dopo aver acquisito un cliente (che è un costo) le attività di Activation e Retention sono cruciali.

Il che spiega anche perché le PR tradizionali, alle startup, non servono. Esci su un giornale o prendi un botto di RT e poi? Magari hai anche un picco di iscrizioni, ma sono gli utenti giusti, quelli che più di altri possono effettivamente usare il tuo servizio, ed eventualmente pagarlo? Anche perché se prendi utenti “sbagliati” hai un doppio costo: quello di acquisizione e quello di gestione (supporto etc). Col risultato che magari dopo averti martellato di richieste quel tale utente si cancella – insomma ti si crea un problema di churn. Risultato negativo e molto diverso da quanto accade, di nuovo, con le pratiche di branding dove il targeting mirato non è così cruciale, se si opera in mercati consumer.

That said, tipicamente una startup affronta quindi un paradosso che rispetto al solito marketing promozionale è una sfida difficilissima da risolvere. Da una parte devi avere un forte focus sul target, dall’altra però devi scalare, devi crescere in fretta. Il sogno di tutte le startup è la hockey stick, il grafico degli utenti che si impenna a forma di mazza da hockey su ghiaccio. Ecco perché oggi si parla di Growth Hacking, disciplina complessa che comprende tutte le pratiche di marketing possibili e immaginabili, dalle più tradizionali alle più avanzate, dalle più analogiche alle più digitali. Come il Kung Fu, che comprende tutti gli stili di combattimento della storia delle Arti Marziali giapponesi.

Se vuoi farti un’idea di cosa sia questo giochino puoi leggerti le 172 slide che allego qui sotto. E poi preparati: “Do you really know Kung Fu? Show me” (cit.).

 

dottavi

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Journalist, Blogger, Entrepreneur, Advisor. Writing about tech, culture and society since 1991. Formerly contributor at Forbes, Co-founder Blomming.com. Now Partner at Fashion Technology Accelerator.
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